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Bruno Caruso RIP

di Redazione - domenica 4 novembre 2018 - 4483 letture

E’ scomparso a 91 anni Bruno Caruso, pittore amico di Guttuso e Sciascia, che nei suoi dipinti e disegni ha raccontato le inquietudini della Sicilia. Interessato al mondo del giornalismo e della fotografia, ha collaborato con diverse testate, tra cui "L’Ora".

Proprio alla sua collaborazione con L’Ora è legata una polemica che animò per alcuni giorni la "pubblica opinione" dell’epoca. Nel 1971, dopo l’uccisione del procuratore Scaglione, il giornale pubblicò un disegno di Caruso,"Evviva la Sicilia", che affiancava alla figura del boss Luciano Liggio 5 personaggi della vita pubblica siciliana, tra cui Vito Ciancimino e Scaglione. Fulmini e anatemi su di lui da parte di tutti gli opinionisti fiancheggiatori del potere dell’epoca. Tutte cose che a noi oggi paiono più che ridicole.

Il tratto di Caruso sapeva essere elegante e "barocco" e nello stesso tempo graffiante e grottesco (come certo espressionismo tedesco, à la Grotz). C’è stato un breve periodo della storia italiana in cui l’arte era politica, e la sinistra sapeva agganciare anche l’interesse degli artisti per coinvolgerli nel pensiero dell’impegno, della lotta comune contro le ingiustizie e la corruzione del potere. Quando la sinistra ha smesso di fare politica e ha smesso di lottare contro le diseguaglianze, anche gli artisti sono tornati al loro privato. Bruno Caruso è stato un buon pittore e intellettuale, parte di una stagione irripetibile della storia della cultura italiana.

Fonte: RaiNews.


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La Sicilia è una palestra (Bruno Caruso)


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Bruno Caruso RIP
5 novembre 2018, di : Giovanni

Tra le tante polemiche scatenate da Bruno Caruso: 1) la vignetta contro un noto esponente antimafia del PCI e protagonista della migliore Sicilia (disegnato mentre balla il tango con discussi esponenti dell’economia siciliana dell’epoc. Lui che aveva combattuto sempre un determinato mondo degli affari); 2) la difesa delle tivvu’ di berlusconi in occasione del referendum degli anni novanta contro le concentrazioni editoriali. Bruno Caruso si schierò dall’altra parte della barricata rispetto ai promotori del referendum e scatenò le ire delle sinistre. 3) la polemica con guttuso e berlinguer in merito a vicende internazionali. Caruso confermò una tesi di Sciascia smentita da Guttuso e Berlinguer. 4) la vignetta dopo l’omicidio Scaglione, dove non specifica che il procuratore Scaglione (primo magistrato ucciso dalla mafia e definito "integerrimo" da Buscetta, Falcone, Caponnetto e Borsellino) era stato ucciso proprio per il suo impegno antimafia dalla cosca di liggio e che era stato il primo a indagare contro Ciancimino e altri potenti inseriti nella vignetta, come il cavaliere Buttafuoco, di cui Scaglione chiese l’arresto per il caso De Mauro. (Quindi che c’azzeccava Scaglione inserito nella vignetta con i personaggi da lui inquisiti e combattuti con forza?); 5) l’ipotesi che potesse diventare assessore alla cultura o superconsulente alla cultura nel caso forza Italia avesse vinto le elezioni contro Orlando negli anni novanta.