«Bronte Notizie» – i contenuti

di Alberto Giovanni Biuso - domenica 7 marzo 2010 - 3165 letture

Non è vero che le critiche non servono. Lo dimostra il più recente numero di Bronte Notizie (anno XXVII – numero 1 - dicembre 2009), organo del Comune etneo. In passato ho rivolto vari rilievi alla sciatteria linguistica di questo periodico. Devo ora riconoscere che c’è stato un notevole miglioramento e i testi sono per lo più corretti. Rimane, certo, qualche distrazione -come il sindaco che a fine 2009 augura ai suoi concittadini «un radioso 2009» (p. 3) o una “h” di troppo nel resoconto di una trasmissione televisiva: «Il Sindaco Pino Firrarello è riuscito a convincere la redazione della fortunata e seguita trasmissione ha dedicare il finale della puntata interamente a Bronte» (p. 18)- ma il livello complessivo è di gran lunga più accettabile.

Rimangono, sui contenuti, delle forti perplessità. Ogni notizia inizia con una lunga sequela di nomi dei vari assessori, autorità, dirigenti, immancabilmente presenti in tutte le occasioni. Tra tali nomi sono ossessivamente ripetuti quelli del Sindaco e di suo genero, «Presidente della Provincia regionale di Catania». Tutti insieme, costoro starebbero trasformando Bronte in uno dei luoghi dalla migliore qualità della vita. Un bollettino dell’amministrazione sovietica non avrebbe potuto fare di meglio. Ma per fortuna si dà un piccolo spazio a un consigliere di opposizione che, invece, rileva come tra le tante imprese dell’Amministrazione ci siano anche «l’introduzione di nuove tasse a carico delle famiglie come l’addizionale comunale IRPEF, l’aumento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e l’accensione di ulteriori mutui per svariati milioni, finalizzati al completamento del campo sportivo e della tanto chiacchierata sistemazione di Piazza Spedalieri» (p. 12). Veniamo così a sapere che le grandi opere in atto a Bronte vengono finanziate col debito imposto a tutti i cittadini e ai loro discendenti.

Tornando alla scrittura, è vero che Bronte Notizie è ora assai più corretto ma in questo numero si legge ancora un articolo traballante, il quale -dopo vari altri errori- si chiude in questo modo: «Ma, per onestà, voglio ricordare e ringraziare anche l’associazione pasticceri che per primi, molti anni fa, hanno dimostrato concretamente cosa poteva essere fatto con il pistacchio di Bronte; partecipando a diverse manifestazioni e sviluppando le ricette che sono state alla base di molte iniziative imprenditoriali; ma che, da brontesi fino in fondo, si sono dissolti nel momento in cui potevano iniziare a raccogliere i frutti di quello che avevano seminato» (p. 17). Non si capisce chi o che cosa si sia “dissolto”: le ricette, le iniziative imprenditoriali, i pasticceri? Forse questo articolo non è stato sottoposto a correzione perché firmato da un “prof.” (che non conosco, nulla quindi di personale in tale rilievo); sarebbe bene, invece, che proprio tutti i testi fossero rivisti e corretti. Forza, miei concittadini amministratori e scrittori, ce la possiamo fare.

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