Bologna: Il progetto dell’Area Hera
Contro il progetto dell’Area Hera, che prevede il raddoppio della superficie edificabile.
Chi comanda in città? Chi ha potere di decidere sulla nostra qualità della vita? Prendiamo come esempio Hera: è una società che segue un interesse pubblico o agisce come un privato infischiandosene delle necessità della nostra comunità?
I Verdi di Bologna considerano sbagliato e non soddisfacente per i bisogni della città il progetto relativo alla trasformazione dell’Area Hera. Tale progetto prevede sostanzialmente il raddoppio della superficie edificabile (che sarebbe il 75% dell’area totale, contro il 44% dell’attuale indice di edificazione) e la costruzione di un grande albergo, alloggi privati, un ampio parcheggio. Alla città resterebbe la sistemazione di una piccola area verde e la costruzione di un museo all’interno del gasometro Man, che è vincolato come bene di archeologia industriale.
Riteniamo che non siano questi i bisogni della collettività e riteniamo che Hera, società con prevalente capitale pubblico, non debba agire come un qualsiasi palazzinaro, ma debba attenersi all’interesse pubblico. Crediamo che
1) siano stati ampiamente sottovalutati gli impatti sul volume di traffico e sull’inquinamento atmosferico e acustico che tale trasformazione provocherà in un’area già in sofferenza, sofferenza peraltro denunciata da molti comitati di cittadini
2) in una zona così densa come quella adiacente ai viali, la città di Bologna ha bisogno di alleggerire i carichi urbanistici, senza appesantirli ulteriormente; la città, e i quartieri adiacenti all’area (San Vitale e San Donato) hanno bisogno di servizi per l’infanzia, luoghi di socializzazione e spazi per attività culturali, non di un nuovo insediamento abitativo ed alberghiero, destinato ad aumentare la densità di una zona già vicina al collasso urbanistico.
I Verdi di Bologna sostengono l’azione dei comitati (gli abitanti di Via Ranzani, il comitato Slataper per la tutela del centro storico), contrari al progetto; sosteniamo l’azione del collettivo Chourmò, che con la sua recente occupazione dei luoghi ha sollevato di fronte all’opinione pubblica il problema; e apprezziamo l’intervento dell’attuale amministrazione del quartiere San Vitale, che ha dato parere negativo al progetto.
Siamo convinti che sia interesse dell’intera cittadinanza bloccare l’attuale progetto per avviare misure di consultazione aperte alla partecipazione dei cittadini e per spingere Hera ad assolvere al suo dovere di azienda a capitale pubblico e a tutela degli interessi pubblici.
L’accordo fra Comune ed Hera va dunque ridiscusso; i Verdi si impegneranno affinché tutta la coalizione che appoggia il candidato Cofferati rigetti questo progetto e avvii un nuovo percorso che sia rispettoso delle esigenze dei cittadini di avere un ambiente meno degradato.
L’articolo di Carmelo Adagio è stato pubblicato su www.verdibologna.it
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