Binomi di parole (30): Manipolare e influenzare
Il manipolatore è un essere maligno, narcisista, seriale, insomma un criminale da cui stare alla larga... L’influencer è tutt’altra cosa...
Eccoci a due concetti diversi, eppure in qualche modo analoghi. Manipolare viene dal latino, manipulus (manciata, da cui deriva in gergo militare un “manipolo” di soldati) e può indicare sostanzialmente due cose: in senso letterale, l’azione di prendere una “manciata” di qualcosa, oppure di impastare o modellare qualcosa con le mani; in senso figurato, alterare, contraffare (es. manipolare dati) o condizionare subdolamente la volontà e le coscienze altrui per un tornaconto personale. Un manipolatore (o nel suo femminile una manipolatrice) è una persona che piega la volontà altrui, oppure i fatti. Il famoso Il medium è il massaggio di McLuhan presentiva già negli anni Sessanta il potere manipolativo dei mass media, utilizzando il termine “massaggio” al posto di “messaggio” a indicare appunto una sorta di manipolazione.
Influenzare è un po’ meno grave e di certo più affascinante. Deriva dal latino medievale influentia, basato sul verbo influĕre (composto da in- “dentro” e fluĕre “scorrere”), che significa letteralmente “scorrere dentro”. Nei secoli il termine ha subito un’evoluzione interessante: dall’influenza degli astri (nel Medioevo, si credeva che gli astri emettessero un fluido etereo capace di scorrere all’interno degli esseri umani, influenzandone il destino, l’umore e il carattere) alla malattia (in Italia, nel Cinquecento, si cominciò a definire influenza le epidemie, ritenute in origine causate da particolari congiunzioni planetarie sfavorevoli) fino al significato moderno che consiste nell’indicare l’azione di agire in modo determinante sulla volontà, sul pensiero o sulle decisioni altrui. Si può esercitare una buona o una cattiva influenza sugli altri.
Concetti non troppo dissimili, ma divergenti nella società attuale.
Il manipolatore è un essere maligno, narcisista, seriale, insomma un criminale da cui stare alla larga. Abile nella violenza psicologica, porta le sue vittime all’incapacità di conservare una propria autonomia di pensiero e a saper difendersi in tempo dalle sue trappole. In molti casi di femminicidio appare questo termine. Per lui (o lei) il braccialetto elettronico è inutile; il manipolatore ha un aspetto innocuo, è abilissimo a convincere, fare la vittima e falsificare la realtà.
L’influencer è tutt’altra cosa. Innanzitutto, questo è un termine inglese, quindi cool. Poi, come sappiamo, indica un personaggio di successo, legato alla cronaca, alla cultura, al mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento; naturalmente, deve essere esperto/a di marketing e di gestione dei social network. La sua qualità si misura in followers, like, cuoricini. Non sto dicendo che non può rappresentare un pericolo, ma il pericolo è di tipo diverso: qui abbiamo una schiera di persone che seguono volontariamente una persona che non ha alcuna difficoltà a farsi chiamare influencer (anzi ne prova orgoglio), mentre il manipolatore si muove generalmente in un ambiente più ristretto – e non ammetterà mai di esserlo.
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -