Binomi di parole (29): Consenso e dissenso
Perché è così difficile usare le parole giuste? Il consenso, così come il dissenso, è un diritto inalienabile e dovrebbe esserlo tanto più oggi in una nazione dove i femminicidi non accennano a diminuire.
Consenso : dal latino, indica conformità dei voleri o l’unione di pensiero. Il termine ha esteso il suo significato dall’intesa emotiva/intellettuale all’approvazione, autorizzazione o accordo formale.
Dissenso : dal latino, indica il fatto di pensare in modo diverso. Originariamente indicava una semplice mancanza di consenso tra persone. Nel tempo, ha assunto un significato più forte di disaccordo, critica o vera e propria opposizione a sistemi, istituzioni o politiche vigenti.
Grazie alla Treccani, illuminante come sempre. Ma ci sono cose da aggiungere. Storicamente, il primo dei due termini è collegato all’ “età del consenso”, cioè l’età in cui si può avere legalmente un rapporto sessuale, una variabile sociale e culturale che varia da stato a stato e da epoca a epoca. Ma ci sono anche il “consenso informato”, ovvero l’autorizzazione a condividere dati personali, e la “costruzione politica del consenso”, tipica dei populismi. Per arrivare a tempi recentissimi, in Italia se ne è parlato a proposito della legge contro lo stupro, alla cui versione definitiva è stata stralciata la parola “consenso”: nel testo riformulato, infatti, la parola “consenso” è stata sostituita da espressioni come “dissenso” o “volontà contraria”.
Per Amnesty International Italia questo spostamento di linguaggio non è neutro: parlare di sì significa spostare il centro dalla reazione della sopravvissuta alla responsabilità di chi agisce.
“Il modello ‘no significa no’ è problematico, poiché implica automaticamente l’esistenza del consenso in tutte le situazioni in cui non ci sia un espresso rifiuto a intraprendere un atto sessuale, opposto all’interpretazione del consenso come partecipazione attiva e/o espressione affermativa. Secondo questo modello, le donne acconsentono sempre al sesso a meno che non affermino diversamente”, ha dichiarato Tina Marinari, coordinatrice campagne di Amnesty International Italia. Si tratta, infatti, di una scelta precisa di linguaggio e di prospettiva: parlare di “sì” significa parlare di responsabilità, di cultura e di relazioni basate su rispetto e parità. Il consenso non è solo una soglia legale da non oltrepassare ma un gesto positivo, libero e reciproco che deve essere al cuore di ogni rapporto sessuale” [1]
Perché è così difficile usare le parole giuste? Il consenso, così come il dissenso, è un diritto inalienabile e dovrebbe esserlo tanto più oggi in una nazione dove i femminicidi non accennano a diminuire.
Quanto al dissenso, basti pensare che viene negato solo nelle società dove vige una dittatura. Al contrario, è il sale della democrazia, del libero pensiero, del rispetto dell’altro. Perfino la Treccani ci strizza l’occhio quando ci ricorda che la frase “Mi si consenta di dissentire è una formula formale e cortese per esprimere disaccordo”. Purtroppo, non sempre la cortesia viene ricambiata e bisogna ricorrere ad altre modalità.
[1] Vedi: Amnesty International Italia.
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