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Binomi di parole (19): Canali e Cannoli

di Alessandra Calanchi - venerdì 26 gennaio 2024 - 389 letture

Il canale è un corso d’acqua secondario; può essere naturale (= solco, concavità, scanalatura in genere) o artificiale (=costruito a fini di irrigazione, di bonifica, di navigazione). Un esempio che sta in mezzo fra il primo e il secondo caso sono le reti di canali che vediamo a Venezia o ad Amsterdam, città dove i canali prendono il posto delle strade e diventano vere e proprie vie percorse dalle imbarcazioni anziché da auto e biciclette. Un esempio “in grande” del primo tipo è la Manica, ovvero la striscia di mare che sta tra Francia e Gran Bretagna: è chiamata in inglese The Channel, cioè Il Canale (naturale). Un esempio del secondo tipo è il Canale di Suez, in Egitto, che taglia l’omonimo istmo permettendo la navigazione diretta dal Mediterraneo all’Oceano Indiano.

La sua costruzione fu completata nel 1869. Pochi anni dopo, nel 1877, l’italiano Virginio Schiaparelli, esaminando Marte dall’Osservatorio di Brera, disegnò una dettagliata mappa di Marte che comprendeva canali e oceani. L’acceso dibattito che seguì sulla possibile abitabilità di Marte deriva da un banale errore di traduzione. Infatti, “canale” poteva tradursi in inglese in due modi: channel (canale naturale) o canal (canale artificiale), e prevedibilmente (dati gli animati dibattiti del tempo, in molti dei quali si auspicava l’esistenza di altri mondi abitati) la scelta cadde sul secondo, tanto che l’astronomo americano Percival Lowell si convinse – come altri – dell’esistenza non solo dei marziani, ma di ingegneri marziani. In realtà, apparve presto chiaro che i canali visti da Schiaparelli erano solo un effetto ottico, eppure si scoprì in seguito, con le prime fotografie, che dei canali c’erano davvero! Si trattava di canali naturali scavati nella roccia, qualcosa di più simile ai calanchi e ai canyon che a semplici solchi nel terreno, dovuti probabilmente all’erosione e alla caduta di meteoriti e – forse – anche all’impetuoso fluire dell’acqua in epoche remote.

Oggi il canale evoca la televisione o YouTube. È così infatti che viene definita la banda di radiofrequenze assegnata a una stazione trasmittente – in inglese channel. In questo caso il canale trasmette onde (waves) destinate a ricostruirsi ai nostri occhi e alle nostre orecchie come immagini, suoni, informazioni. In ogni caso l’acqua continua a seguirci, anche se sotto forma di “onde” che percorrono il canale.

E non finisce qui. Nell’antica medicina cinese, i meridiani sono canali che trasmettono l’energia per tutto il corpo. Quelli principali (12) iniziano a formarsi già nel feto e sono in rapporto diretto con gli organi tramite una serie di punti, mentre quelli straordinari (8) sono anch’essi canali, ma simili a bacini dove l’acqua viene raccolta e liberata secondo la necessità: in questo modo svolgono una funzione di regolazione, pur non essendo in contatto diretto con gli organi.

In ogni caso, vedete? l’acqua continua a seguirci, tanto che anche se si parla di energia, l’immagine di riferimento rimane quella dell’acqua. Del resto, il nostro corpo è costituito da acqua per circa il 60% e il nostro pianeta ne è costituito da una ancor maggiore proporzione: circa il 70% della superficie della Terra è ricoperto da acqua, e inoltre l’acqua è presente anche nell’aria in forma di vapore e negli strati acquiferi interni del terreno, sotto forma di acqua freatica.

Ma abbiamo anche canali che potremmo definire d’aria (nel senso che sono impalpabili). Il canale di comunicazione è il percorso che consente di trasmettere il messaggio; implica una coerenza di comunicazione fra il trasmettitore e il ricevitore. Abbiamo tre tipi di canale: verbale (= il linguaggio), paraverbale (= lo stile) e non verbale (= il linguaggio del corpo o prossemica). Oppure due: cognitivo (il cosa) e comportamentale (il come). Oppure altri due: il canale tradizionale (spot televisivo, card e coupon, presentazione, gadget, manifesto, catalogo…) e quello digitale (social media, sito web, email marketing, advertising online...).

E che c’entrano i cannoli? Nulla, ma sono buoni, sia quelli siciliani con la ricotta sia quelli emiliani alla crema pasticcera. E anche se siamo fatti d’acqua e d’aria, anche se siamo canali d’energia, anche se sogniamo canali su Marte, un buon cannolo non fa male a nessuno, mentre si fa zapping fra un canale e l’altro.


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