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Benvenuti nella guerra dell’ICI

’Se io fossi la Chiesa cattolica scomunicherei la Ue e chi la sostiene in Italia’.

di Doriana Goracci - giovedì 8 novembre 2007 - 5240 letture

Indovina chi sorride?

Due anni fa il Senato approvò con l’articolo 6 del decreto Infrastrutture che scuole private, strutture alberghiere per pellegrini e cliniche di proprietà della Chiesa non avrebbero pagato più l’Ici: erano estese le agevolazioni previste per le chiese cattoliche a tutti gli immobili dove si fossero svolte attività connesse a finalità di culto anche ’in forma commerciale’.

Ad agosto di questo anno già si sapeva che la Commissione europea avrebbe chiesto informazioni supplementari su certi vantaggi fiscali delle Chiese italiane. Mastella subito disse: ’che non si alzi il solito polverone anticlericale’. Il leghista Roberto Calderoli rispose con un: ’Se io fossi la Chiesa cattolica scomunicherei la Ue e chi la sostiene in Italia’.

Oggi il Senato della Repubblica ha votato, e respinto a larga maggioranza, un emendamento alla Finanziaria che prevedeva di eliminare l’esenzione dell’Ici agli immobili di proprietà della chiesa cattolica utilizzati a scopo di lucro. Quello che segue è il comunicato del Coordinamento Facciamo Breccia, che condivido totalmente.

Un ultimo ricordo prima di questo De profundis: ’Il materialismo è l’idolatria del nostro tempo, potere e ricchezza e successo sono false religioni’ indovinate chi le ha pronunciate (è lo stesso che sorride)
tenetele bene a mente e sopratutto praticatele con la gioia che è degli umili.


Questi i numeri bulgari dell’ennesimo cedimento sui diritti e sulla laicità dello stato, in perfetta continuità con il governo Berlusconi: 240 contrari, 48 astenuti, 12 favorevoli.

Facciamo Breccia denuncia l’asservimento del parlamento italiano al Vaticano e ritiene grave la dichiarazione di astensione da parte di quelle forze politiche che si sono ’pilatescamente’ astenute con la motivazione della necessità di evitare la caduta del governo (a parte che non c’era assolutamente bisogno dei loro non-voti per continuare a pagare la ’tangente’ al Vaticano).

Tre domande:

Sarebbe questo il governo che difende la laicità, come vorrebbe farci credere?

Perché il governo dovrebbe cadere se l’Italia smette di farsi richiamare dall’Unione Europea perché mantiene uno stato extra-comunitario poco bisognoso e poco democratico?

E se anche cadesse, perché dovrebbe dispiacere se cade un governo filo-vaticano? Forse perché troppi/e senatori/trici devono ancora maturare la pensione?

Un motivo in più per scendere in piazza a Roma il prossimo 9 febbraio nella terza manifestazione "NO VAT, più autodeterminazione meno vaticano".

7 novembre 2007

IL COORDINAMENTO FACCIAMO BRECCIA
http://www.facciamobreccia.org


Governo italiano... c’è posta per te

Non avevo capito male... ho cercato a lungo conferme alla notizia che avevo sentita in serata e finalmente l’ho trovata: La Commissione europea ha inviato al governo italiano una lettera in cui chiede dei chiarimenti sulle agevolazioni fiscali di cui beneficiano la Chiesa e altri enti non commerciali.

Lo riferisce Apcom da fonti qualificate, che spiegano che l’Italia ha ora 30 giorni per rispondere ad una "vasta serie di domande". Per ora non ci sarebbero "valutazioni di merito", e l’azione della Commissione rientra ancora in una fase preliminare di analisi della questione.La misura fu decisa dall’Esecutivo di Silvio Berlusconi durante la passata legislatura e non è stata ritirata dalla squadra di Romano Prodi attualmente al potere. La Commissione europea ha intimato a Roma di inviare una spiegazione entro 30 giorni, la misura potrebbe infatti violare le norme continentali sugli aiuti di Stato.

Il 1992 è l’anno di nascita dell’Ici. La legge istitutiva del tributo stabilisce, infatti, non solo chi deve pagare, ma anche chi ne è esentato. Non sono soggetti all’imposta gli immobili degli enti pubblici, gli edifici di culto della Chiesa cattolica (le chiese e le loro pertinenze: ad esempio i locali dove si fa il catechismo, la casa canonica, l’oratorio) e anche quelli di tutte le confessioni religiose che hanno stipulato un’intesa con lo Stato. Sono esenti, inoltre, quegli immobili degli enti non commerciali (cioè senza fini di lucro) che siano esclusivamente destinati a una serie di finalità elencate nella legge: e cioè attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive. In questo gruppo rientrano anche gli enti ecclesiastici.

A quanto pare tutte queste attività non sono così esclusivamente di natura commerciale. Il Trattato dell’Unione Europea all’art. 87 vieta le agevolazioni fiscali che avvantaggino solo alcune imprese che operano nel mercato (ossia le agevolazioni selettive). Gli aiuti vanno valutati in base agli effetti che producono sul mercato e sulla concorrenza. Basta la prevalenza non commerciale, e si rientra nell’agevolazione.

Nessuno si sogna di cacciare nessuno dal tempio, figurarsi... La stagione della caccia, vede altre prede e altre battute in territori assai più scandalosamente dediti a quanto pare al mercato.

Eppure quella lettera è come un colombo viaggiatore che non si annuncia ma annuncia e reca un segnale, spero davvero di giustizia, sia pure fiscale.

p.s.
consiglio: nell’attesa di altri colombi, guardate il papa dal commercialista... il papa dal commercialista http://www.youtube.com/watch?v=OcQDY6Wjl4A


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Benvenuti nella guerra dell’ICI
9 novembre 2007, di : Doriana Goracci

Spero di fare cosa utile nell’inoltrarvi il testo della lettera dell’Ue all’Italia (da un lancio dell’Agenzia Apcom) del 7-11-2007) un saluto a tutti, anche a quell* che non hanno voglia di sorridere affatto... Doriana Goracci

Apc-*ICI/LA LETTERA DELL’UE A ITALIA: VOGLIAMO LISTA IMMOBILI ESENTI Chiarimenti richiesti entro 30 giorni anche si Irap, e Ires

Bruxelles, 7 nov. (Apcom) - L’Italia elenchi dettagliatamente i beni della Santa Sede esentati dall’Ici ed anche l’ammontare di quanto sarebbe annualmente dovuto se non ci fosse esenzione. Lo chiede l’Unione europea con la lettera inviata ieri al governo di Roma sulla questione delle agevolazioni fiscali alla Chiesa.

Ecco di seguito le richieste così come elencate dall’Unione:

"Si invitano le autorità italiane a fornire alla Commissione ulteriori elementi rispetto alle informazioni già comunicate con la pregressa corrispondenza per permettere alla stessa di finalizzare il proprio esame preliminare delle denunzie ricevute circa la compatibilità dei regimi fiscali in questione con le regole in materia di aiuti di Stato. In particolare, le autorità taliane sono invitate a comunicare le seguenti informazioni:

a) La ratio e la portata del citato articolo 6 del Dl 137/1998, relativo alla determinazione della base imponibile Irap, con riguardo alla sua compatibilità con le regole in materia di aiuti di Stato, nonché alla sua giustificazione alla luce del sistema fiscale di riferimento. b) La ratio e portata del citato articolo 159(4) del Dpr 917/1986, nonché la sua giustificazione alla luce del sistema

fiscale di riferimento. c) La lista degli immobili della Santa Sede indicati all’articolo 2 del Dpr 601/1973 , l’indicazione del loro valore catastale, nonché dell’Ici che sarebbe annualmente dovuto per l’utilizzo di tali beni in assenza dell’esenzione di cui all’articolo 7 comma 1, lettera i) del decreto legislativo 504/1992. Le informazioni disponibili presso le banche dati dell’anagrafe tributaria con riferimento alle attività esercitate, al giro d’affari conseguito ed alle persone impiegate dagli enti che utilizzano tali beni immobili.

d) L’elenco dei soggetti dotati di personalità giuridica che benificiano della riduzione Ires prevista dall’articolo 6 del Dpr 601/1973 distintamente per provincia di stabilimento. Le informazioni disponibili presso le banche dati dell’anagrafe tributaria con riferimento alle attività esercitate, al giro d’affari conseguito ed alle persone impiegate dagli enti in questione. Le informazioni disponibili presso le banche dati dell’anagrafe tributaria in merito agli immobili registrati a nome di tali enti ed i relativi valori catastali.

e) L’elenco delle cosiddette società miste e delle altre aziende a partecipazione pubblica che beneficiano dell’aliquota Ires ridotta ai sensi del citato articolo 6 del Dpr 601/1973, distintamente per provincia di stabilimento e settore di attività. Le informazioni disponibili presso le banche dati dell’anagrafe tributaria con riferimento alle attività esercitate, al giro d’affari conseguito ed alle persone impiegate dalle società ed enti in questione. Si pregano le autorità italiane di voler fornire le suddette informazioni entro 30 giorni, dalla data di ricezione della presente lettera. Si rappresenta che la Commissione è disponibile ad incontrare - qualora ritenuto utile - le autorità italiane al fine di concordare le modalità di assolvimento della presente richiesta di informazioni".