Avanti Pop... Le Proposte per una Nuova Stagione di Diritti e la Sfida dell’Unità
La Spezia - Dalla crisi abitativa al dramma dei nuovi poveri (dipendenti e piccole partite IVA) che non arrivano a fine mese, fino alla denuncia sulle spese militari. L’appello a una sinistra unita per contrastare astensionismo e derive populiste.

- Avanti Pop La Spezia 04 luglio 2026 Le Proposte per una Nuova Stagione di Diritti e la Sfida dell’Unità (1)
La Spezia, 04 luglio 2026 - La città della Spezia si è animata attorno a temi cruciali per il nostro presente e futuro con l’evento "Avanti Pop", articolato in due sessioni principali, una nel tardo pomeriggio (ore 18:30) e una in serata (ore 21:30).
Il dibattito si è sviluppato interamente sul palco tra i relatori invitati, senza registrare domande o interventi dal pubblico in platea. Al centro del confronto, le emergenze sociali più acute, la sicurezza, il welfare e la ricerca di una sintesi per un’alternativa progressista.
Il Dibattito delle 18:30... "Appalti, per una nuova stagione dei diritti"
Moderato dalla giornalista Emanuela Cavallo, il primo panel ha affrontato il tema strutturale della giungla degli appalti e dei subappalti. Al tavolo si sono confrontati Luca Comiti (Segretario generale CGIL La Spezia), Alessandro Genovesi (CGIL nazionale), Renato Goretta (Vice Presidente Confindustria) e il Sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini.

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L’intervento di Alessandro Genovesi ha fotografato una realtà allarmante: in vent’anni i lavoratori in appalto (pubblico e privato) sono passati da circa un milione a oltre 3 milioni full-time equivalenti, che significa quasi 4 milioni di persone reali (molti dei quali part-time). Di fatto, oggi un lavoratore dipendente su cinque in Italia produce benefici, prodotti o servizi per aziende terze e non per il proprio datore di lavoro.
Dal panel è emersa la necessità di raddrizzare questa stortura, che spesso diventa un modello per tagliare il costo del lavoro a discapito della sicurezza e dei diritti. Genovesi ha ricordato come tragedie recenti, come quella dell’Esselunga a Firenze, della centrale Enel di Bologna o degli operai soffocati a Casteldaccia, abbiano come minimo comune denominatore lo schema del subappalto a cascata e la frammentazione contrattuale.

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La proposta della CGIL, sostenuta da una raccolta firme, mira a reintrodurre un principio cardine: a parità di lavoro e di attività all’interno dello stesso sito deve corrispondere lo stesso contratto e lo stesso salario. Il dibattito ha inoltre sollevato il tema della carenza organica degli enti ispettivi (Ispettorato del Lavoro e PSAL), che rende i controlli sul campo drammaticamente insufficienti.
La Crisi Casa…L’Emergenza degli Affitti e del Caro-Vita
Un focus serratissimo è stato dedicato all’emergenza abitativa e, in particolare, alla gravissima crisi degli affitti. Nel nostro territorio, trovare un’abitazione a un prezzo accessibile è diventata un’impresa titanica. La proliferazione incontrollata degli affitti brevi legati al turismo e la speculazione immobiliare stanno progressivamente espellendo i residenti dalle città.
I relatori hanno evidenziato una situazione drammatica: l’incidenza dell’affitto sui salari medi è ormai insostenibile. L’Italia possiede appena il 2,5% di edilizia popolare rispetto al patrimonio totale, registrando il dato peggiore d’Europa. Ci sono oltre un milione di italiani poveri in affitto e 600.000 aventi diritto alla casa popolare che non riescono a ottenerla, mentre milioni di immobili rimangono vuoti o sfitti. È stato ribadito che il diritto all’abitare debba tornare a essere una priorità pubblica, per sottrarre le famiglie al ricatto del caro-affitti che azzera il potere d’acquisto.

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I Nuovi Poveri… Dipendenti e Piccole Partite IVA Uniti dal "Non Arrivare a Fine Mese"
L’attenzione si è poi spostata sulla piaga della svalutazione del lavoro, che sta delineando l’identikit dei "nuovi poveri" in Italia. Non si tratta più solo di disoccupazione, ma della drammatica realtà di milioni di persone che, pur lavorando regolarmente, non riescono a pagare le tasse, le bollette né ad arrivare alla fine del mese.
Questa condizione unisce in un unico destino di precarietà sia il lavoro dipendente che quello autonomo:
• I Lavoratori Dipendenti: Schiacciati da salari rimasti al palo a fronte di un’inflazione galoppante. Il dilagare dei contratti precari, dei part-time involontari e dei contratti "pirata" (con l’applicazione di contratti collettivi svantaggiosi, come spesso avviene nei servizi o nella logistica) costringe moltissimi dipendenti sotto la soglia di povertà, privandoli di ogni stabilità e prospettiva di futuro.
• Le Piccole Partite IVA: Un focus accorato ha descritto il dramma dei freelance, dei piccoli artigiani e dei lavoratori autonomi, specialmente under 30. Schiacciati da costi fissi elevati e da una tassazione percepita come punitiva e sproporzionata, molti di loro si trovano nella morsa di guadagni stagnanti. Il dibattito ha messo in luce il paradosso di chi lavora assiduamente ogni giorno ma si ritrova a fine mese senza la liquidità necessaria per versare i contributi o sostenere le spese essenziali, scivolando in una spirale di debito e profonda angoscia materiale.

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Contro questa diffusa povertà, si leva il grido d’allarme sulle scelte di bilancio dello Stato. I relatori hanno denunciato il paradosso di un sistema che decide di aumentare le spese per le armi e per le guerre, pur riconoscendo che a La Spezia molte aziende lavorano su questo campo, inconcepibile si è passati da spese per la difesa a spesa per le guerre.... , drenando risorse vitali al welfare state. Questa corsa al riarmo avviene direttamente a discapito dei servizi essenziali per i cittadini: a farne le spese sono la sanità pubblica (con ospedali al collasso, carenza di personale e liste d’attesa infinite) e il sistema scolastico, lasciando le famiglie dei nuovi poveri sole ad affrontare i propri bisogni.
La sessione serale di "Avanti Pop", andata in scena alle 21:30, ha rappresentato il cuore nevralgico della riflessione politica della manifestazione. Sotto il titolo "Le prospettive del campo largo", il dibattito moderato dalla giornalista Simona Ciaramitaro, ha visto confrontarsi sul palco Stefano Bonaccini (Presidente del Partito Democratico), Marco Grimaldi (Vice capogruppo alla Camera per Alleanza Verdi e Sinistra), Maurizio Acerbo (Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista) e Maurizio Calà (Segretario Generale della CGIL Liguria).

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Un panel denso, in cui i relatori hanno sviscerato i mali profondi dell’Italia di oggi, tracciando le uniche condizioni possibili per costruire un’alternativa di governo alla destra.
L’intervento di Stefano Bonaccini si è concentrato sulle logiche della coalizione e sugli errori del passato, ricordando una dura verità matematica: «A Giorgia Meloni non sono stati gli italiani ad aprire le porte di Palazzo Chigi con il 43%, gliele abbiamo spalancate noi dividendoci». Il Presidente del PD ha ribadito che l’unità è una condizione necessaria ma non sufficiente. Ha definito «da sciagurati» l’idea di impantanarsi ora in primarie o guerre di leadership: la priorità è costruire un’alternativa vera.
La ricetta di Bonaccini è pragmatica: serve un programma di poche pagine, basato su 4-5 punti essenziali (sanità, scuola, lavoro, sicurezza), scritto «in un italiano che capisca anche chi non ha potuto studiare» e che possa essere spiegato semplicemente «al bar». Ha portato come esempio il "Patto per il Lavoro e per il Clima" varato in Emilia Romagna con la firma di 60 parti sociali, un modello di concertazione che ha garantito massima crescita. Bonaccini ha infine lanciato un monito cruciale sulle prossime sfide istituzionali: la legislatura futura eleggerà il successore di Sergio Mattarella, e le forze progressiste dovranno arrivarci compatte per difendere la presidenza della Repubblica.
Fortemente incentrato sulle disuguaglianze materiali è stato l’intervento di Marco Grimaldi (AVS), che ha acceso i riflettori su due drammi contemporanei: il lavoro autonomo giovanile e l’emergenza casa. Grimaldi ha denunciato la condizione di tantissimi under 30: «Ci sono Partite IVA di 25, 28, 30 anni che lavorano assiduamente ma fanno vedere il conto corrente vuoto: a fine mese non ci arrivano». È un sistema di "sfruttamento legalizzato" che va smantellato.
Ancora più allarmanti i dati portati sul fronte abitativo: a fronte di 7 milioni di case vuote in Italia (spesso seconde o terze case fagocitate dalla Airbnb economy), ci sono oltre un milione di italiani che, pur lavorando, sono "poveri in affitto", e 600.000 cittadini aventi diritto che restano in lista d’attesa per una casa popolare.

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La proposta economica di Alleanza Verdi e Sinistra non fa sconti: «Non vogliamo tassare il ceto medio, ha chiarito Grimaldi, il 99% degli italiani non deve pagare un euro in più. Ma è inaccettabile che l’83% delle tasse gravi su dipendenti e pensionati. Serve una tassa di solidarietà su chi ha patrimoni di 5, 10 o 50 milioni di euro» per finanziare un grande piano casa e il rilancio della sanità pubblica.
Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) ha offerto una lettura storica e identitaria. Criticando l’incessante "autoflagellazione" della sinistra moderata e la sua storica rincorsa verso il centro, Acerbo ha rivendicato l’eredità del più grande partito antifascista d’Italia. Secondo il segretario, la Costituzione deve tornare a essere l’unico vero programma politico: se gli italiani non vanno più a votare (l’astensionismo è ormai il primo partito) è perché non si sentono più rappresentati nelle loro battaglie materiali.
Maurizio Calà (Segretario Generale della CGIL Liguria) … L’impatto sul mondo sindacale è stato tracciato dalla CGIL. Durante il panel è stato sottolineato come il lavoro non debba essere misurato solo in base al salario, ma rappresenti identità e ruolo sociale. La necessità di una legge ferrea sulla rappresentanza sindacale (citando anche i recenti accordi unitari) è essenziale per spazzare via i contratti pirata.

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Dal palco è poi partita una profonda riflessione socio-politica sul ritorno delle destre estreme. Il "fascismo moderno" non si presenta più con l’iconografia del passato, ma si manifesta come una precisa agenda politica globale (da Trump negli USA, ad AfD in Germania, a Vox in Spagna) che punta a dividere la società: italiani contro stranieri, garantiti contro precari. È in questo vuoto di risposte e di tutele che la disperazione si trasforma in rabbia, portando i cittadini logorati a votare per i "generali di pezza alla Vannacci".
Il messaggio corale uscito dalla serata spezzina traccia una strada inequivocabile: il "campo largo" non si costruisce nei palazzi o con formule matematiche, ma ripartendo dai cantieri, dai freelance senza tutele, dai quartieri senza asili e da una lotta senza quartiere alle disuguaglianze estreme.

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L’audio della prima parte (18:30): https://youtu.be/kddIMMgUBd8?si=DXAOlWCdEflxtuAV
L’audio della seconda parte (21:30): https://youtu.be/NaqhIZlFrTU?si=YhdpqqV4SV-I0EBq
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