Attestare la qualità acustica degli ambienti di vita
Cosa comporta oggi per l’esercente di un Bar o ristorante garantire il comfort acustico nel proprio locale?
Il rumore influisce sulla salute, sull’umore e sulla percezione del cibo: l’acustica è parte dell’esperienza gastronomica. Cosa comporta oggi per l’esercente di un Bar o ristorante garantire il comfort acustico nel proprio locale?
Per anni la qualità acustica all’interno di Bar e ristoranti è stata trattata come questione di stile, arredamento, scelte estetiche. Non di benessere al pari della qualità dell’aria. Ora le cose stanno cambiando e la qualità acustica degli ambienti di vita (quelli dove più viene trascorso il tempo quotidiano) è tra i punti di analisi per la prevenzione dei disturbi uditivi in base alle Linee Guida stabilite dall’OMS per la Regione Europa. In cui, per quanto riguarda il tempo libero compare il riferimento a Bar, ristoranti e non più solo le sale da concerto e discoteche: al di là della propria abitazione, del luogo di lavoro e di istruzione, è molto di più il tempo che ogni giorno la gente trascorre nei Bar e luoghi di ristoro (e da parte di molte più persone) piuttosto che in discoteca o a concerto.

- FANA - attestato di idoneità al comfort acustico
Il rumore nei luoghi di ristorazione e consumo sul posto è aumentato ulteriormente a causa di quel circolo vizioso che si crea tra i suoni diffusi delle tecnologie e le voci dei clienti costretti a parlare più forte per farsi ascoltare. Lo spostamento fragoroso di tavoli e sedie è anch’esso la conseguenza del frastuono generale, attraverso il quale si sottovaluta l’effetto che può procurare ogni singolo impatto. Di fatto non si tratta più di brusio ma di un effetto prevaricante che impedisce di parlare a bassa voce e ascoltare senza sforzo. Che ora necessita di essere contenuto attraverso interventi strutturali di disposizione del locale e applicazione di materiali anti riverbero [1].
Una ricerca Doxa commissionata da Groupon, risalente al 2018 mostrava che il 58% degli italiani si dichiara infastidito dal rumore nei locali pubblici prima ancora del servizio lento e prezzi alti. Il dato è confermato da ricerche più recenti condotte in altri Paesi europei.
C’è poi un secondo aspetto, meno intuitivo: il rumore influisce anche sulla sua percezione del gusto. Un piatto servito in ambiente acusticamente disturbato viene percepito come meno buono oppure non si riesce ad apprezzarlo come potrebbe meritare.
Intervenire sull’acustica per un esercente oggi significa dimostrare che il proprio locale è acusticamente accogliente attraverso dati tecnici oggettivi.
In pratica significa giocare d’anticipo verso ciò che in breve diventerà normale aspettativa per il consumatore e regola per l’esercente al pari della messa a norma degli impianti di areazione, sicurezza ecc.
FANA propone una certificazione di comfort acustico per Bar e ristoranti a seguito di misurazione tecnica secondo la norma ISO 3382 (lo standard internazionale per la valutazione del comfort acustico negli ambienti chiusi).
I parametri misurati includono il tempo di riverbero RT60 ossia per quanto tempo il suono persiste nell’ambiente dopo che la fonte si è interrotta. Si tratta di dati riproducibili, confrontabili. Che indicano se l’effetto rimbombo è sufficientemente contenuto o se il locale necessita di adeguamento.
L’idoneità del locale attraverso la certificazione di tempo di riverbero attorno a 1,0 secondi (quale target ottimale), assieme all’assenza di colonna sonora (se non a livello minimo), garantisce il comfort acustico. Il consumatore potrà scegliere dove recarsi in base a questi requisiti.
[1] Maggiore è il tempo di riverbero, maggiore è l’eco e il rimbombo di ogni rumore. Questo parametro dipende soprattutto dalla struttura e dall’arredo della sala: in particolare, infatti, superfici dure e lisce, come pietre, vetri e muri, fanno rimbalzare i suoni continuamente, aumentandone il tempo di riverbero e peggiorando la salubrità acustica della sala.
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