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Annie Ernaux ha avuto il Nobel per la Letteratura

di Redazione - giovedì 6 ottobre 2022 - 1201 letture

La scrittrice francese Annie Ernaux ha vinto il premio Nobel per la Letteratura 2022, che le è stato assegnato dall’Accademia Svedese «per il coraggio e l’acutezza clinica con cui scopre le radici, gli estraniamenti e i freni collettivi della memoria personale».

Ernaux ha 82 anni ed è autrice di brevi romanzi autobiografici. In Italia è stata “riscoperta” negli ultimi anni, insieme a tanti altri autori e autrici di libri che raccontano “storie vere”. È successo a partire dal 2015, quando la casa editrice L’orma ha pubblicato Gli anni, in cui gli avvenimenti della vita della scrittrice sono contestualizzati nella storia della Francia. Questo libro, forse la sua opera più nota in Italia, comincia con la frase «Tutte le immagini scompariranno»; segue un elenco di diversi ricordi dell’autrice, e poi:

Svaniranno tutte in un colpo solo come sono svanite a milioni le immagini che erano dietro la fronte dei nonni morti da mezzo secolo, dei genitori morti anch’essi. Immagini in cui comparivamo anche noi, bambine, tra altri esseri scomparsi prima ancora che nascessimo, nella stessa maniera in cui ricordiamo i nostri figli piccoli assieme ai loro nonni già morti, ai nostri compagni di scuola. E così un giorno saremo nei ricordi dei figli in mezzo a nipoti e a persone che non sono ancora nate. Come il desiderio sessuale, la memoria non si ferma mai. Appaia i morti ai vivi, gli esseri reali a quelli immaginari, il sogno alla storia.

Nel darle il Nobel, le è stato riconosciuto il merito di saper analizzare le disparità che riguardano «il genere, la lingua e la classe» nei loro diversi effetti su una singola vita, la sua.

Tra i suoi libri pubblicati in italiano ci sono anche La donna gelata (1981), dedicato agli squilibri tra moglie e marito in un matrimonio dell’epoca, L’altra figlia (2011), che parla della scoperta da parte di Ernaux dell’esistenza di una sorella morta prima della sua nascita e L’evento (2000), da cui è stato tratto il film omonimo che ha vinto il Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia del 2021. Quest’ultimo parla dell’aborto clandestino di Ernaux in gioventù. L’ultimo libro della scrittrice uscito in italiano è Guarda le luci, amore mio (2014), che raccoglie osservazioni avvenute in uno dei luoghi più contemporanei eppure meno letterari a cui si possa pensare: un ipermercato.

La vittoria di Ernaux è un’ottima notizia per L’orma, una piccola casa editrice che esiste dal 2012 e la cui notorietà tra i lettori italiani è molto legata al successo di questa autrice. I libri di Ernaux infatti hanno venduto migliaia di copie in questi anni. Quello più comprato – e quindi letto, si immagina – è proprio Gli anni, di cui sono state vendute circa 50mila copie finora. È probabile che nei prossimi mesi le vendite dei libri di Ernaux aumenteranno notevolmente, come quasi sempre succede con i libri di chi vince il Nobel.

L’ultimo premio Nobel per la Letteratura assegnato a una persona francese è quello del 2014, vinto da Patrick Modiano. Prima di lui altri quindici Nobel per la Letteratura erano stati assegnati a francesi – tutti uomini. La Francia è il paese che ne ha ottenuti di più nei 121 anni di storia del premio.

Il Nobel per la Letteratura è uno dei più prestigiosi riconoscimenti in ambito letterario e viene assegnato dal 1901. Nel tempo è stato assegnato 115 volte a 119 persone (in più occasioni fu doppio), di cui 102 uomini e 17 donne, Ernaux compresa. Dopo la Francia il paese che ha avuto più premi Nobel per la Letteratura sono gli Stati Uniti (13), seguiti da Regno Unito (13), Germania (9) e Svezia, che assegna il riconoscimento, attraverso l’Accademia Svedese (8). Per quanto riguarda la distribuzione linguistica, 29 premi Nobel sono stati vinti da autori di lingua inglese, 16 da autori di lingua francese, 14 di lingua tedesca e 11 di lingua spagnola, con le altre lingue a seguire.

Nel 2021 il premio era stato assegnato a Abdulrazak Gurnah, un romanziere e studioso di letteratura tanzaniano poco conosciuto fuori dagli ambienti letterari.

Fonte: Il Post


Premio Nobel ad Annie Ernaux: "La sua scrittura un’arma affilata per sezionare la verità"

Tra le più interessanti intellettuali del panorama francese contemporaneo, nei suoi testi emergono le disparità di genere, lingue e classe sociale.

Il premio Nobel per la Letteratura è stato assegnato alla scrittrice francese Annie Ernaux "per il coraggio e l’acutezza clinica con cui svela le radici, gli allontanamenti e i vincoli collettivi della memoria personale". Intervistata dalla tv svedese, ha detto che il riconoscimento è un "grande onore" e una "responsabilità".

"In L’occupazione (2002) Ernaux analizza la mitologia sociale dell’amore romantico. Sulla base di appunti in un diario che registra il suo abbandono da parte di un amante, confessa e attacca un’immagine di se’ costruita su stereotipi. La scrittura diventa un’arma affilata per sezionare la verità", ha spiegato il comitato che assegna il prestigioso premio.

È ritenuta tra le più interessanti intellettuali del panorama letterario francese contemporaneo. Nata a Lillebonne, in Normandia, nel 1940, crebbe nella cittadina di Yvetot, dove i suoi genitori avevano un negozio di alimentari e una caffetteria, in un ambiente proletario che aspirava a una vita borghese. Nei suoi testi emergono le forti disparità di genere, di lingue e di classe sociale. Nonostante il suo stile classico, Ernaux si dichiara "etnologa di se stessa" piuttosto che una scrittrice di narrativa. La sua prima opera Gli armadi vuoti (1974) fa parte di una trilogia di romanzi autobiografici che comprende anche Ce qu’ils disent ou rien (1977) e La Femme gelée (1981). Tra i temi affrontati l’aborto, ne Gli armadi vuoti, la solitudine e la disillusione in Ce qu’ils disent ou rien e la monotonia del matrimonio incarnando lo stereotipo della casalinga perfetta negli anni ’60 in La Femme gelée. Nei lavori successivi si allontana dal genere autobiografico alternando diversi stili, dalla prosa narrativa alla diaristica passando per l’etnografica. Il suo romanzo più famoso, ’Gli anni’ (2008), a cui è ispirato il film "Gli anni" di Sara Fgaier, ha vinto numerosi riconoscimenti, compreso il premio Strega europeo 2016.

In una recente intervista, Ernaux ha dichiarato a proposito di quest’ultima opera: "Il motivo che mi ha spinta a scrivere Les années (Gli anni) non era quello di lottare contro l’imposizione dello sguardo maschile, ma di mostrare come lo scorrere del tempo fosse percepito dalle donne in modo del tutto diversa rispetto agli uomini. Racconto la storia della Francia dagli anni quaranta fino ai giorni nostri, filtrata dalla sensibilità femminile: se lo avessi scritto secondo la visione maschile, di sicuro il risultato finale del libro sarebbe stato molto diverso. In Les années insisto sulle metamorfosi che le donne hanno subito, sugli eventi che le hanno cambiate: ripenso alle donne degli anni cinquanta, ripenso a mia madre paragonandola alla donna che sono oggi, alla donna del tutto diversa dal passato che sono diventata. Al centro del libro infatti vi è proprio questa evoluzione della donna nel tempo, in un confronto inesauribile fra ciò che era e ciò che è, fra il passato e il presente".

Ernaux è la sedicesima autrice francese a ricevere il Nobel per la letteratura, facendo della Francia il paese che ne ha ricevuti di più nella storia del premio.

fonte: RaiNews


La scheda su Annie Ernaux su Antenati, storia delle letterature europee.



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