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Anche per oggi non si vola

Le ragioni della lotta contro l’incremento del trasporto aereo, contro la costruzione del terzo polo aeroportuale nel Lazio, in difesa del diritto alla salute, in difesa dell’ambiente, in difesa di un uso corretto delle risorse pubbliche, per un modello di mobilita’ sostenibile, per il diritto di tutti a sapere e decidere insieme su questioni che tutti riguardano.
di Peppe Sini - venerdì 19 ottobre 2007 - 5772 letture

Occorre contrastare l’attuale perniciosissima crescita esponenziale del trasporto aereo: una crescita insostenibile sotto ogni punto di vista, ed in primo luogo alla luce dell’abnorme contributo che il trasporto aereo da’ al surriscaldamento del clima. Occorre un’azione consapevole, persuasa, diffusa e coordinata per una drastica riduzione del trasporto aereo. Un’azione immediata, urgente. Occorre difendere la biosfera, la salute e i diritti delle persone, la democrazia. Occorre diffondere una adeguata sensibilizzazione, sostenuta da una informazione accurata, scientificamente fondata e che raggiunga ogni persona.

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Nessuno pensi di poter eludere le vere questioni con sofismi addirittura ripugnanti. La realta’ e’ che l’Alto Lazio e’ un’area gia’ pesantemente gravata di servitu’ di ogni genere: militari, energetiche, speculative, e solo il dispiegarsi di grandi lotte sociali ha impedito che la situazione fosse ancora peggiore: se non avessimo sfidato e sconfitto la lobby nucleare, se non avessimo sfidato e sconfitto la lobby della Supercassia devastatrice dei nostri cospicui beni ambientali, oggi il quadro sarebbe ancora piu’ tragico. Chi sperasse di metterci a tacere dicendoci ancora una volta (ce lo dicevano ai tempi del nucleare, ce lo dicevano ai tempi della Supercassia) che tutto e’ gia’ deciso, che tutti i prominenti sono gia’ stati acquisiti (e sappiamo come si acquisisce il consenso dei prominenti) alla causa dell’ennesima grande opera, che schiacceranno facilmente la nostra opposizione, si inganna ancora una volta. Perche’ noi conosciamo questo piccolo segreto: che finche’ tu resisti i devastatori non hanno ancora vinto; che finche’ tu resisti gli speculatori non hanno ancora vinto; che finche’ tu resisti nulla e’ definitivamente perduto: ed anche le piu’ forti e proterve concrezioni di potere affaristiche e devastatrici possono essere fermate. Posso ben dirlo io, che della storia della resistenza nel viterbese al modello di sviluppo di servitu’, della storia della resistenza nel viterbese alla penetrazione dei poteri criminali, della storia della resistenza nel viterbese al regime della coruzione, reco nitida e profonda la memoria, perche’ quelle lotte - condivise con tante e tanti altri, e tra essi alcuni buoni e grandi maestri che da anni ci hanno lasciato per sempre - sono parte della mia vita.

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E vorrei far chiarezza su un punto di metodo una volta di piu’. Tra coloro che in piena buona fede si impegnano per la realizzazione del terzo polo aeroportuale del Lazio, e per la sua localizzazione a Viterbo, vi sono molte brave persone ed alcuni amici assai cari. Con loro vogliamo continuare ad interloquire, sappiamo che condividono tanta parte delle nostre reali e non sminuibili preoccupazioni per l’ambiente, per la salute delle persone, per i rischi riferiti al modello di mobilita’ e di sviluppo che da una eventuale realizzazione dell’opera inevitabilmente deriveranno. Ma cio’ che conta e’ che vogliamo che la popolazione tutta sia informata seriamente, sulla base di dati scientifici e documentari certi ed incontrovertibili, sulle conseguenze della eventuale realizzazione della sciagurata opera. Poiche’ nessuno ha potuto negare che gli effetti ambientali, sanitari e di sistema saranno pesantissimi. E non potendo negare questo fatto, fin qui amministratori poco scrupolosi e forse loro stessi poco informati e poco disposti all’ascolto e allo studio hanno preferito la retorica piu’ becera e la propaganda piu’ greve, nell’intento di tenere la popolazione dell’Alto Lazio all’oscuro dei forti argomenti in base a cui e’ ben ragionevole opporsi all’opera proposta. Non solo: e’ ragionevole valutare che l’allocazione di risorse pubbliche per l’aeroporto non fungera’ affatto da volano per un’economia coerente con le vocazioni produttive del territorio, ma deprimera’ ed impoverira’ ancor piu’ l’Alto Lazio e la sua popolazione, dirottando disponibilita’ altrimenti valorizzabili. E questo mentre ancora attendono realizzazione interventi infrastrutturali adeguati e necessari come quelli per la ferrovia, che potrebbe divenire - nella provincia in cui si trova il fondamentale nodo di Orte - il cuore pulsante dell’economia altolaziale. Sono cose che quelli con la barba bianca come me sanno bene, mentre gli amministratori piu’ giovani sembrano ignorarle del tutto: a loro consiglierei di leggere le migliaia di pagine (tra cui non poche scritte di mio pugno) della Conferenza economica provinciale che alla meta’ degli anni Novanta fu un’occasione di confronto e di progettualita’ straordinaria e di cui si e’ persa completamente la memoria (ahime’, penso sovente che la parte piu’ cospicua del mio lavoro di pubblico amministratore sui temi della programmazione territoriale sia destinata a restare una testimonianza a futura memoria - dopo tanti anni non e’ piu’ possibile coltivare illusioni).

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Una notazione infine, col sorriso sulle labbra. Mentre le persone che stanno dando vita nel viterbese ad un’azione d’informazione per tutelare l’ambiente bene comune e la salute diritto di tutti stanno finalmente ottenendo che si apra una discussione vera; e mentre anche alcuni pubblici amministratori - come il presidente della Provincia e il sindaco del Comune di Viterbo - pur avendo posizioni opposte alle nostre riconoscono pubblicamente la qualita’, gravita’ ed ineludibilita’ delle preoccupazioni che il comitato che si oppone all’aeroporto sta ponendo; e mentre riconoscono la serieta’ ed ineludibilita’ delle preoccupazioni che stiamo ponendo anche molti amici del comitato pro aeroporto con i quali e’ sempre utile, piacevole e fruttuoso confrontarsi sulla base del reciproco riconoscimento della bonta’ dei rispettivi intenti; ebbene, mentre questo accade purtroppo non manca la solita sarabanda di coloro che - forse perche’ intimamente dubbiosi delle proprie ragioni, e per questo pertanto esacerbati - nulla sanno fare di meglio che insultare gli altri con sconce e triste - triste, piu’ che tristi - menzogne ed ingiurie. La propaganda e’ davvero una brutta bestia. E’ una brutta bestia sempre, e quando e’ per una cattiva causa e’ ancor peggio. Ma sono cose che conosciamo gia’. Ebbe a riflettere Gandhi che in ogni mobilitazione sociale e politica nonviolenta, dapprima si deve affrontare l’indifferenza, il tentativo di ammutolire la tua voce e di denegare l’esistenza stessa delle tue ragioni sotto una coltre di silenzio; quando questa forma di contrasto fallisce si passa allo scherno, all’offesa grossolana e volgare, al tentativo di trascinare nel ridicolo cio’ che non si sa affrontare in serieta’ e rigore. A Viterbo anche questa seconda fase va rapidamente esaurendosi (certo, resteranno gli attardati, i mentitori di professione e i giullari che ogni corte mantiene, ma e’ gia’ un fenomeno residuale). Ci attende la fase ulteriore. Di gran lunga piu’ impegnativa, come tutte le persone amiche della nonviolenza sanno bene.

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Difendiamo l’ambiente globale: ridurre il trasporto aereo e’ una urgente necessita’ se vogliamo evitare il disastro climatico. E difendiamo il nostro territorio da un’opera che danneggia gravemente l’ambiente, che danneggia gravemente la salute delle persone, che danneggia gravemente la possibilita’ stessa di uno sviluppo autocentrato che valorizzi e non distrugga le vocazioni produttive locali e gli straordinari beni ambientali e culturali che ancora abbiamo nell’Alto Lazio nonostante le tante offese che il nostro territorio ha gia’ subito e ogni giorno subisce.

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Difendere l’ambiente e la salute, promuovere i diritti umani e la democrazia, opporsi allo sperpero delle risorse pubbliche, impegnarsi per costruire opportunita’ di lavoro sicuro e qualificato. Questo e’ il nostro impegno. Per questi motivi ci opponiamo al progetto del terzo polo aeroportuale. Per questi motivi chiediamo la riduzione, drastica e immediata, dell’insostenibile trasporto aereo.


Editoriale di Peppe Sini, uno dei punti di riferimento per Girodivite del movimento nonviolento e nostro carissimo amico, apparso su NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO, Numero 172 del 5 agosto 2007


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