Altri mondi (7): Ai bambini che saremo
Borìdola! : Ai bambini che saremo : favoletta morale / di Bruno Damini ; postfazione di Moni Ovadia. - Argelato : Minerva, 2023. - 136 p. - ISBN 978-88-3324-583-6.
L’altro mondo di Bruno Damini si articola in due favolette e pertanto necessita di due voci. Quanto segue è il risultato del vivace fraseggio di un “duo” composto da Alessandra Calanchi e Alessandro Castellari.
Questa “favoletta morale”, dedicata Ai bambini che saremo, esce con una Postfazione di Moni Ovadia e già questo basterebbe come endorsement. Ma nuove sorprese ci attendono al suo interno. La prima riguarda i personaggi del primo dei due racconti che compongono il volumetto: sono tutti animali, come nella Fattoria degli animali di Orwell, e hanno nomi (il cane Sherlock, la pecora Penelope, ecc.) e caratteristiche proprie, come degli umani. Ma, a differenza di questi ultimi, sanno vivere in armonia. E il loro mondo crolla quando la proprietà viene divisa fra due eredi in disaccordo, e un muro (“una mostruosità architettata da menti perverse”) viene costruito per dividere in due il prato: “Come una grande ferita… il principio dell’apocalisse!” (p. 25). Gli animali, uniti come gli uomini non sanno fare, decidono così di smontare di notte quello che viene costruito di giorno. A questo si aggiungono altri atti di “resistenza” …. finché i due litigiosi fratelli decidono di abbandonare l’impresa e lasciare casa e tenuta (animali compresi) al loro destino. Non svelerò il finale, ma c’è molto da pensare su questa piccola favola per adulti, che ci narra più di quanto non dica.
Il secondo racconto ha come protagonisti uno gnomo e una bambina, e qui abbondano le contaminazioni con Esopo, Fedro, Lewis Carroll, Anderson, Perrault, Queneau… in un delizioso divertissement incontriamo i sette nani e Cenerentola, i Musicanti di Brema e un non-Romanziere, e alla fine crediamo di essere anche noi personaggi di Damini, e non è facile uscirne. Credetemi!
(A. Cal)

- Copertina di Borìdola, di Bruno Damini
Borìdola, “un grido libertario generatore del caos”. Immaginiamo che invece che figurine Panini doppie svolazzanti per aria siano carte di tarocchi che si dispongono casualmente su un tavolo: il Re, il Sole, la Papessa, il Bagatto, l’Otto di Bastoni, il Cavaliere di Coppe, il Matto... Se li leggi in un modo ti raccontano una storia, se li leggi in un altro te ne raccontano un’altra. Ma le carte sono sempre quelle.
Così Bruno Damini sa che “ogni libro sta dentro all’altro nella immensa biblioteca universale”, che “le favole si intrufolano in altre favole fino a confonderne le trame”. I favolisti evocati La Fontaine, Perrault, Esopo, Fedro, Basile, Andersen, i fratelli Grimm possono produrre nei bambini (che saremo) un unico racconto fantastico che varia, si allunga, si accorcia, si adatta alla fantasia di chi lo legge o lo ascolta.
A essere pedanti viene in mente la patafisica di Jarry o alcune opere di Queneau al tempo dell’Uolipo parigino. Ma in Borìdola! tutto è leggero e sognante: ci si innamora di Titina la gallina, di Zefirino il somaro, della mucca Matilda, di Gino il maialino; ci si immerge nell’arcadinoè vegetale; ci si affida alla saggezza dello Gnomo che “inventa soluzioni a problemi inesistenti” e che ha costruito insieme agli altri gnomi una società socialista e paritaria. Anch’io vorrei godere delle loro emozionanti disarmonie in quel “tempo di mezzo” di cui discutono la Bella Addormentata e il Gatto con gli Stivali.
(A. Cas)
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