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Alcune considerazioni sull’incenerimento dei Rifiuti (2)

Pubblico come lettera aperta invitando al dibattito altri cittadini su un tema di vitale importanza che non può più essere trascurato.
di Rossana Zerega - martedì 8 maggio 2007 - 2608 letture

Rispondo alla lettera di Paolo Aiello presente sul forum relativo all’argomento, in forma "aperta". Si legga l’articolo precedente su Alcune considerazioni sull’incenerimento dei rifiuti.


In base al decreto Lgs 22/97 Ronchi per intenderci, recepito dal Testo Unico Ambientale in fase in questi giorni di rielaborazione, si parla sicuramente di "recupero di materia e di energia". A parte il fatto non trascurabile che il buon Edo Ronchi scrisse queste cose nel 1996/97 e a suo dire, ad una preziosa e illuminante conferenza dibattito già 2 anni fa ad Augusta, alla luce degli allarmi sul clima (ENPA; Com. Europea, Alleanza-Clima mondiale ecc.), alla luce di nuove tecniche di recupero passibile di un minor rilascio in atmosfera di CO2, le nuove tecnologie consentono di superare il tema "incenerimento rifiuti".

Le rammento anche che lo stesso decreto prevede, a fronte, un incremento della frazione differenziata spinta col porta a porta, prevenzione produzione rifiuti e quindi:"piani di settore per la prevenzione, riduzione, recupero e ottimizzazione della gestione rifiuti". Mi contenterei veder "partire" questo progetto in Sicilia atteso da anni e per cui siamo sotto infrazione da Comunità Europea e indagati e bacchettati dalla Corte dei Conti.

Immagino che, essendo stata a Catania qualche giorno fa e osservando lo stato di trascuratezza e l’assenza di tali politiche attuative, la cosa faccia venire i capelli dritti a più di un amministratore. Ma premesso che l’utenza siciliana non ha ricevuto nè gli strumenti (anche se abbondantemente indicati dai PIER Regionali, nè sopratutto le volontà politiche e organizzative e attuative espresse dalle linee guida) nè sembra si vogliano attuare adducendo scuse col noto metodo dello "scaricabarile" ad un fatto puramente "culturale"... dove sono finiti i soldi per l’attuazione dei piani di comunicazione abbondantemente finanziati da Comunità Europea o come sono stati spesi?

Dove gli impianti di Compostaggio di qualità che al Nord consentono di arrivare a differenziare in media il 36% della frazione organica dalla quantità raccolta di rifiuti togliendo percolato in discarica e producendo ottimo ammendante per l’agricoltura? (Veda le recenti posizioni della Coldiretti a questo proposito).

Dove gli impianti per lo stoccaggio, previa differenziata delle frazioni CARTA, VETRO, ALLUMINIO, PLASTICA, LEGNO, e filiere per il recupero INGOMBRANTI, OLI ESAUSTI, BATTERIE, PNEUMATICI, RAEE, INERTI, TONER ESAURITI, MACCHINE FOTO MONOUSO, ecc. che altrove il CONAI e FISE-Assoambiente consentono il pieno recupero di materia prima? (Il recente convegno al Hotel Excelsior di Catania "La raccolta differenziata della carta in Sicilia: risultati e prospettive" il 19 Settembre 2006 ha registrato una volontà del CONAI di ritenerci "Mercato in Espansione" a fronte di una triste e mancata risposta concreta delle autorità e della solita esposizione delle slide del piano regionale). Dove la formazione di tecnici visto che questo è un mestiere che non si inventa e non è gestibile se non con precise competenze?

In realtà l’attuale Piano Regionale Rifiuti si avvita su se stesso proponendo soluzioni astoriche e antieconomiche e lesive delle finanze e della salute dei cittadini senza che siano stati raggiunti gli obiettivi che ci si propone.

Esistono strumenti normativi, finanziari e negoziali, la promozione di strumenti eco-label ed eco-audit. Questo le spiega che i 15.000 posti lavoro non sono una mia invenzione, nè demagogia.

Come gruppo di studio Decontaminazione Sicilia stiamo approntando una risoluzione alla frazione rimanente che altrove è in diminuzione di quella che lei definisce il 65% (io mi riferivo a medie nazionali che ragiungono punte di eccellenza e noi siamo proprio quelli che col nostro misero 8% di differenziata contribuiamo vergognosamente ad abbassare) con tecniche a freddo di biossidazione.

I dati del 2002 attestano con riferimento alle singole macroaree al Nord il 30,6% sulla prod. totale, al Centro il 14,5% e al Sud il 6,0% e in questi anni si sta registrando al Nord un tasso di crescita progressivo del +13,1%.

Un tasso di crescita per gli ingombranti a recupero (+68,5%) e dei beni durevoli (+50,5%). (Dati ufficiali espressi da APAT in attesa di aggiornamento). Quì abbiamo le microdiscariche coi frigoriferi e l’amianto inerti e quant’altro sparsi a ogni piè sospinto.

Inoltre le rammento come può leggere persino sull’ormai superato piano regionale precedente (Capodicasa era il primo commissario) che, ricalcando il Decreto Ronchi, prevedeva almeno che il combustibile per l’incenerimento fosse il CDR (ricavato da ulteriori tecniche di trattamento dei rifiuti "sporchi" non compresi nella differenziata) da bruciare negli altoforni e cementerie che ne gradirebbero l’uso. Senza il ricorso alla costruzione di inceneritori. (Scriverò in proposito anche la bufala tutta italiana che coi Cip 6 consente il famoso incentivo al recupero dell’energia definita "verde" e che di verde ha solo la rapina alle tasche dei cittadini, tuttora sulle bollette ENEL di tutti noi, e si spera di prossima revisione).

Le rammento che la Sicilia è la leader produttore di energia, Gas e Petrolio per cui noi di energia ne abbiamo a sufficenza, la pompiamo al Nord. Inoltre i nuovi piani di energia alternativa sul solare avrebbero da noi enorme riscontro e adesione rendendoci la regione leader nella produzione di energia alternativa al petrolio che le ricordo sta finendo.

Pubblico come lettera aperta invitando al dibattito altri cittadini su un tema di vitale importanza che non può più essere trascurato.

Consiglio la lettura del testo di Gianfranco Bologna: Manuale della sostenibilità, idee, concetti, nuove discipline capaci di futuro, ISBN.

La ringrazio, lungi da me far mostra di "semplicistiche soluzioni" ma coscente che un cambio di direzione è possibile e auspicabile sopratutto per la dignità che merita il popolo siciliano, per un vero FUTURO di lavoro e ricchezza e salute della nostra gente e dei nostri figli.


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