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Al di là delle bombe, senza ipocrisia

Al di là delle bombe - ammesso che al di là di fuoco, fiamme, terrore e brandelli di carne si possa andare - la questione della lotta al terrorismo va affrontata abbattendo prima di tutto ogni forma d’ipocrisia...
di Lorenzo Misuraca - martedì 12 luglio 2005 - 3610 letture

Al di là delle bombe - ammesso che al di là di fuoco, fiamme, terrore e brandelli di carne si possa andare - la questione della lotta al terrorismo va affrontata abbattendo prima di tutto ogni forma d’ipocrisia.

Schematizzando rozzamente: La sinistra e tutti i pacifisti si convincano che chi è disposto a uccidere indistintamente decine e decine di uomini, donne e bambini civili (non userò la parola "innocenti") per vincere la propria battaglia va fermato con una seria azione di isolamento e repressione.

La destra e i guerrafondai sostenitori di Bush e del mito dell’Occidente si mettano in mente una cosa: non vi è alcuna ragione divina per cui la minoranza occidentale debba prentendere di vivere in pace, sicurezza e prosperità, quando tre quarti degli abitanti della terra vivono una condizioni permanente di povertà, sfruttamento, malattia, guerra e terrore, di cui questa stessa minoranza occidentale è largamente responsabile.

Perché pretendere diritti che quotidianamente sabotiamo agli altri con la nostra politica economica e militare di sfruttamento?

È stato dignitoso Blair nel suo discorso dopo le bombe di Londra. Ha sbagliato solo ad un certo punto: quando ha detto che l’Occidente non mi cambierà il suo stile di vita.

Invece è proprio questo che dovremmo fare per combattere il terrore senza ipocrisia.


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3 agosto 2005

Dal blog di Beppe Grillo

22 Luglio 2005 Economia del kamikaze

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Al Qaeda è un’azienda in franchising, un modello di distribuzione a basso investimento e grandi ritorni. Chi vuole usa il suo brand e ne replica i comportamenti. Un kamikaze costa poco: la sua vita, un breve addestramento, dell’esplosivo. Il ROI, o Ritorno dell’Investimento, è molto interessante, come direbbe un manager: centinaia di morti, paralisi delle città, psicosi della paura, diffusione dell’immagine. Il tutto con due lire. E i dividendi? Quelli li intascano, insieme ad Al Qaeda, i produttori di armi, le compagnie petrolifere, Bush, Berlusconi, Blair...

Un economista statunitense Lawrence Iannaccone dice che il mercato degli attentati suicidi è alimentato dalla domanda delle società e non dall’offerta. L’offerta dei kamikaze è inesauribile finché c’è una richiesta da parte di popolazioni che non vedono altri mezzi per ottenere i propri diritti. Bisogna quindi agire sulla domanda, promuovere giustizia e democrazia in tutto il mondo, e non ricorrere a sistemi illegali come la tortura che contribuiscono ad ingrossare le file dei terroristi.

Io voglio dire che non c’entro. Voglio tirarmi fuori da questa guerra di marketing e di economia applicata al terrore.

Basta!

Basta con i “portatori di pace”!

Basta con la tutela degli interessi delle compagnie petrolifere!

Basta con l’introduzione del modello occidentale, globalista, consumistico nei Paesi musulmani!

Basta con la delega data a incapaci per la costruzione del nostro futuro!

Basta con la continua limitazione delle nostre libertà a causa di questa situazione, con il controllo di telefonate, email, file.

Basta con le dichiarazioni di circostanza del c..o dei nostri politici.

Basta con il ritiro a sei mesi dall’Iraq, o l’anno prossimo, o quando vogliono loro. Ma loro chi? Chi rappresentano realmente oggi i nostri politici?

Annalisa