Catania, 19 aprile 2026: Al Teatro Massimo Bellini ritorna la HJO Jazz Orchestra
Domenica 19 aprile 2026, ore 17,30 per il turno A della concertistica e la stagione dei Recital
Al Teatro Massimo Bellini ritorna la HJO Jazz Orchestra
Guest star di fama mondiale Fabrizio Bosso, tromba solista
Sul podio il fondatore e direttore Sebastiano Benvenuto Ramaci
Arrangiamenti Giuseppe Emmanuele
Musiche di Clifford Brown, Dizzy Gillespie, Hoagy Carmichael, Johnny Green, Sergio Endrigo,
Chick Corea, Miles Davis, Cole Porter, Neal Hefti, Giuseppe Emmanuele
CATANIA – Sulla scia di quanto avviene nei grandi templi della musica classica, dalla Scala al Metropolitan, dall’Opéra al Covent Garden, anche il Teatro Massimo Bellini guarda con sempre maggiore interesse al jazz e alla contaminazione con altri generi. E l’impatto può essere davvero straordinario, specie se a una formazione prestigiosa, come la HJO Jazz Orchestra diretta da Sebastiano Benvenuto Ramaci, si uniscono il suono e l’eleganza della tromba di Fabrizio Bosso, guest star di fama stellare.
Appuntamento domenica 19 aprile alle 17:30, per il turno A della concertistica e la stagione dei recital. Per gli appassionati un’elettrizzante performance arricchita da brani di Clifford Brown, Dizzy Gillespie, Hoagy Carmichael, Johnny Green, Sergio Endrigo, Chick Corea, Miles Davis, Cole Porter, Neal Hefti, Giuseppe Emmanuele, autore anche degli arrangiamenti. Tra i più autorevoli interpreti del jazz italiano ed europeo, Fabrizio Bosso è nato a Torino nel 1973 e ha iniziato giovanissimo lo studio della tromba, diplomandosi al Conservatorio “Giuseppe Verdi” della sua città.
Fin dagli esordi si è imposto all’attenzione internazionale vincendo, a soli 15 anni, il prestigioso concorso per giovani talenti del jazz a Umbria Jazz. Musicista dalla tecnica impeccabile e dal suono riconoscibile per lirismo ed energia, Bosso ha costruito una carriera costellata di importanti collaborazioni con artisti di primo piano della scena nazionale e internazionale, tra cui Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Enrico Rava, Mario Biondi e Dee Dee Bridgewater.
Parallelamente ha sviluppato progetti originali e collaborazioni trasversali che spaziano dalla musica colta alla canzone d’autore, dimostrando una spiccata versatilità espressiva. La sua attività discografica, ampia e articolata, comprende numerosi album da leader e partecipazioni a incisioni di rilievo, con repertori che attraversano il jazz classico, l’hard bop, fino a riletture contemporanee e omaggi a grandi compositori. Presenza costante nei principali festival internazionali, Bosso è oggi considerato uno dei musicisti italiani più rappresentativi sulla scena globale, capace di coniugare rigore stilistico e forte comunicatività. La pluripremiata HJO Jazz Orchestra è composta da strumentisti provenienti da esperienze il cui repertorio, costantemente ampliato concerto dopo concerto, tocca partiture eterogenee – per stile, per genere e per epoca – coinvolgendo così fasce sempre più ampie di pubblico.
Sin dalla sua nascita, nel 2012, la HJO Jazz Orchestra propone una letteratura musicale resa famosa dalle più importanti Big band americane dagli anni ’30 fino ad oggi, da Glenn Miller a Duke Ellington, da Dizzy Gillespie a Count Basie, Tito Puente, Perez Prado, tra gli altri, spaziando dallo swing, al jazz, ai ritmi sudamericani, al funk, al pop, alle colonne sonore di cartoni animati, non tralasciando inoltre la rielaborazione di famose musiche soundtrack, con arrangiamenti creati appositamente per l’orchestra.
Dal 2016 la HJO Jazz Orchestra ha intrapreso nuovi progetti musicali, collaborando con diversi artisti di fama internazionale, siciliani e non, quali Dee Dee Bridgewater, Joyce Yuille, Rosalba Bentivoglio, Giovanni Hoffer, Anita Vitale, Giuseppe Emmanuele. Il programma del concerto al Bellini si sviluppa come un viaggio attraverso alcune delle stagioni più significative della storia del jazz e della canzone d’autore, mettendo in dialogo epoche, stili e sensibilità differenti. Dalle sonorità luminose e virtuosistiche dell’hard bop di Clifford Brown e Dizzy Gillespie si passa all’eleganza melodica della tradizione americana rappresentata da Hoagy Carmichael e Johnny Green, per approdare poi a un linguaggio più intimo e cantautorale con Sergio Endrigo. Il percorso si apre quindi alle raffinate contaminazioni e alle esplorazioni armoniche di Chick Corea, trovando un ideale punto di sintesi nella modernità espressiva di Miles Davis.
A completare questo mosaico sonoro intervengono l’eleganza senza tempo di Cole Porter e il gusto orchestrale di Neal Hefti. Un percorso che collega brani riletti e valorizzati dagli arrangiamenti originali di Giuseppe Emmanuele, che contribuiscono a dare unità e coerenza a un itinerario musicale ricco di contrasti e suggestioni.
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