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Al Lupo! Al Lupo! Una storia travagliata

Salvatore Lupo eminente contemporaneista era docente di Storia Contemporanea a Palermo e a Catania. Adesso insegna solamente a Palermo, a Catania la cattedra viene tenuta da Professori di Storia Moderna. La "cacciata" del Prof. Lupo ha suscitato grande scalpore fra gli studenti di Catania. Siamo andati a vedere cos’è successo e perché .

di Salvatore Mica - mercoledì 2 febbraio 2005 - 5542 letture

L’ultima materia che ho dato è stata Storia Contemporanea con il Prof. Lupo. 8 Cfu(8 Crediti Formativi - il Cfu è il "peso" delle materie universitarie), bel mattone, me la trascinavo dal primo anno.

Ho seguito due volte con il Prof. Lupo (non chiedetemi perchè ed io non vi dirò bugie) e ho sempre apprezzato il suo modo di spiegare e di interloquire con gli studenti, oltre ai programmi, entrambe le volte affascinanti ed attualissimi. Lupo è l’unico Professore della mia facoltà a farti studiare la guerra del Vietnam od i processi conto i grandi nazisti. O meglio ERA l’unico professore a far questo.

Sì, perchè dopo aver dato Storia Contemporanea ho accompagnato il mio sempiterno collega ed amico Peppe a chiedere informazioni nella camera di Lupo, e li ho avuto la notizia:

"Il Prof Lupo NON è più docente di questa facoltà"

Un fulmine a ciel sereno. Perchè? Cos’è successo? E sopratutto...E’ mai possibile che tutti i Professori che ho apprezzato e che si siano dimostrati all’altezza del loro incarico, per un motivo o per un altro, lasciano la Facoltà di Lettere? Cos’è? Porto sfiga io?!

Ho deciso di andare più a fondo in questa storia, volevo vederci chiaro, non solo per puro spirito investigativo ma anche e sopratutto per condividere le informazioni che sarei riuscito a raccogliere con tutti i colleghi che avevano, al pari mio, subito questa ennesima perdita.

L’accomiatamento di Lupo non aveva turbato solo me; sono venuto a conoscenza di una petizione che i miei colleghi hanno presentato per ottenere il reintegro del Prof. Lupo nel corpo Docenti della facoltà di Lettere di Catania.

Girando in Internet, ho trovato una lettera aperta che il Prof. Lupo aveva inviato al Prof. Longhitano, alla facoltà e "A quanti siano interessati all’insegnamento della storia nella Facoltà di Lettere" . La lettera invece di chiarirmi le idee me le aveva confuse del tutto.

Testo della petizione e della lettera di Lupo sono stati pubblicati su Girodivite nel novembre 2004

Non lo hanno avvertito. E’ stato aperto e chiuso il bando per l’insegnamento della Storia contemporanea nella facoltà di Lettere e non è stato avverto l’unico insegnante di Storia contemporanea attivo? Il Prof. Longhitano ha avuto un colloquio informale con il Prof.Lupo pochi giorni prima della scadenza del bando e non lo ha avvertito? Il prof. Longhitano, a differenza di Lupo, è interno al membro di consiglio della facoltà, non sapeva nulla? Il Prof Longhitano assieme al Prof Iachello, insigni Professori di Storia moderna, adesso insegnano Storia Contemporanea? Strano. Quantomeno strano. Per chiarire ogni dubbio non avrei potuto fare altro che andare a chiedere direttamente alla fonte del problema. Lupo da una parte. Longhitano&Facoltà dall’altra. Il Prof. Longhitano mi ha ricevuto nella sua stanza e non sembrava molto felice di parlare di questa vicenda, forse per questo l’intervista è durata molto meno di quanto avessi prospettato Dichiarazioni del Prof. Longhitano sulla vicenda "Lupo"

I: Io L: Prof. Longhitano

I: " Mi piacerebbe conoscere il suo punto di vista sulla vicenda del Prof. Lupo"

L: " Non c’è nessuna vicenda su Lupo"

I: " Sul suo avvicendamento..."

L: " Non c’è nessun avvicendamento"

I: "Il Prof. Lupo è ancora docente di Storia Contemporanea?"

L: "No."

I: " Ecco.Perchè?"

L: " Semplicemente Lupo non ha fatto domanda per il rinnovo del contratto ed il contratto non gli è stato rinnovato. Normalmente in questi casi si fa un colpo di telefono e si risolve la questione, invece lui cosa ha fatto? Ha mandato una lettera d’insulti a me e alla facoltà. Con questo la vicenda è stata chiusa."

I: "Si riferisce alla lettera aperta che ho letto anch’io?"

L:" Si. Ed io ho risposto con una mia lettera. Privata. Deve capire che queste cose accadono all’interno dell’università!Le racconto un aneddoto per farle capire certi meccanismi...Quando io insegnavo a Scienze e tecniche del restauro a Siracusa, mi hanno fatto uscire il bando il 2 agosto!Io ero in vacanza!A Parigi! E quindi non ho potuto fare richiesta...Quando sono tornato ho telefonato e gli ho detto: "Ma amici...!" Ma alla fine non è successo nulla! Non si ci arricchisce mica con queste cose! Io ho caldeggiato la nomina di Lupo alla Facoltà di Lettere. Quest’anno è venuto e mi ha chiesto se fosse il caso di rinnovare la richiesta ed io gli ho detto di si! Lui voleva diventare Professore ordinario di Storia Contemporanea, per fare questo è molto utile una supplenza continuativa, quindi gli ho detto di si. Sempre quest’anno ha chiesto l’incarico di due assistenti a pagamento, la facoltà ha respinto la richiesta perchè non ci sono queste possibilità, e poi è successa questa cosa..."

I: "Lei avrà fatto delle ipotesi sul perchè Lupo ha reagito scrivendo quella lettera?"

L: "Si, certo. Ma sono cose..."

I: "Private?"

L: "No, pubbliche. Ma non vale la pena di parlarne."

I: "Quindi lei adesso ha la cattedra di Storia Contemporanea..."

L: " IO NON HO LA CATTEDRA DI STORIA CONTEMPORANEA!IO HO LA CATTEDRA DI STORIA MODERNA!Io ho semplicemente dato la disponibilità ad insegnare Storia Contemporanea!A TITOLO GRATUITO! Io ed il Prof. Iachello terremo le lezioni ma NON ho la cattedra!

Il tono delle spiegazioni fornitemi dal Prof. Longhitano mi hanno convinto a porre termine al nostro colloquio; ringraziandolo per la sua disponibilità, mi sono congedato.

Dovevo parlare con Lupo.

Il Professore Lupo insegna anche a Parlermo, di conseguenza è quasi un miracolo trovarlo nella sua stanza.

Infatti non c’era. Ma un suo assistente mi ha dato un recapito telefonico grazie al quale ho contattato il Professore che mi ha invitato a casa sua per discutere della questione e rilasciarmi le seguenti dichiarazioni. Anche nelle pieghe del tono delle parole del Prof. Lupo ho avvertito un certo fastidio. Noia più che altro, mi era sempre più chiaro che quest’ "incidente" è stato solo il consolidarsi di antichi problemi, fastidi, pesantezze e tensioni che si trascinavano oramai da anni.

Intervista al Professore Lupo ex-docente di Storia Contemporanea a Catania, docente di Storia Contemporanea a Palermo

I: Io L: Prof.Lupo

I: " ...Mi parlava dei suoi "spostamenti" nelle varie università...

L. Mi sono laureato a Catania, poi ho vinto un concorso di ricercatore a Napoli, poi sono stato trasferito per un breve periodo a Catania, grazie all’interessamento di Giarrizzo. A quei tempi molti consideravano una sorta di scandalo nazionale il fatto che io restassi allo stadio di ricercatore. Comunque poi le cose hanno subito un’accelerazione. Sono diventato associato e subito dopo straordinario a Palermo. Ora sono ordinario (si diventa ordinari dopo tre anni), e a questo punto si renderebbe plausibile un mio trasferimento alla Facoltà di Lettere di Catania, cui sarei interessato sia perché abito qui, sia perché si tratta della la mia facoltà d’origine. Per questo ho mantenuto per alcuni anni una supplenza. Invece l’idea del trasferimento si è rivelata poco praticabile. La facoltà ha i suoi problemi di budget"

I: "Mi hanno accennato..."

L: "Il sistema induce le Facoltà a chiudersi in se stesse. Con l’attuale sistema di autonomia finanziaria delle Università, qualsiasi Facoltà viene scoraggiata dall’investire denari nell’immissione di professori esterni, in particolare se questi stessi fondi possono essere usati per garantire la progressione di carriera degli interni (i cui interessi, ovviamente, sono del tutto legittimi). Tornando a me, dopo un paio d’anni di supplenza, mi sono sentito un pesce fuor d’acqua."

I: " A catania?"

L: " Perchè non vedevo soluzioni, e sentivo attorno a me una freddezza che faceva riflettere sulla difficoltà del mio progetto.. Poi è successo quest’incidente che ha finito, paradossalmente, per trasformarsi in una contrapposizione tra me e il professore Longhitano. Dico paradossalmente perché proprio Longhitano (insieme alla professoressa Travagliante) si era dimostrato il più interessato a un mio ingresso nella Facoltà.

I: "Così lui mi ha detto"

L: "E difatti è vero. Lei sa come è andata la questione. I termini per la domanda della supplenza sono stati superati: nessuno me li aveva comunicati, io mi sono mostrato distratto - insomma c’è stato un difetto di comunicazione. Però un momento dopo i professori di storia moderna avevano già deciso una soluzione che mi tagliava fuori, senza nemmeno ritenere di comunicarmela. Così ho scritto ai colleghi una lettera nella quale prendevo atto dello scarso interesse che la Facoltà mostrava per me. E, devo dire, da allora la situazione è rimasta a questo stadio. Si è persino detto che io avrei scritto una lettera di insulti! Ognuno, visto che la lettera è stata diffusa in varie forme, può vedere che questo non è vero per nulla. E di certo la decisione di tagliarmi fuori è precedente, e non successiva alla lettera.

I: "E’ l’accordo di cui parlava prima?"

L: "Si. E’ la soluzione che poi è stata formalizzata nell’ultimo Consiglio "

I: "Ovvero che adesso il Prof. Iachello e il Prof. Longhitano insegnano Storia Contemporanea?"

L: "Si. Diciamo che si tratta di una soluzione razionale solo se non c’è nessun professore di Storia contemporanea disponibile: è logico che in questi casi siano gli ordinari di Storia moderna a garantire la continuità della materia"

I: " Quindi come se lei fosse già fuori."

L: "Io sono già fuori"

I: "Longhitano mi ha detto questo, mi ha raccontato un breve aneddoto in cui gli avevano fatto uscire il bando il 2 Agosto e lui non ha potuto fare richiesta, ma poi lui ha telefonato e si sono messi d’accordo..."

L: "Perfetto. Io questo non lo faccio. Io ho avuto diverse supplenze in diverse facoltà: è sempre successo che gli uffici mi abbiano comunicato l’esistenza di un bando; per norma di cortesia, non per obbligo, ovviamente. Se si prendono delle decisioni senza consultarmi, e che mi tagliano fuori, dopo avermi concesso per anni la supplenza di una materia, questo vuol dire semplicemente che non c’è interesse, né per me né per l’ipotesi di rafforzamento degli studi contemporaneistici che attraverso di me può passare. Tutto il contesto conferma questa impressione: pensi che alla facoltà di Lettere non esiste un solo giovane studioso che si stia formando nel settore della storia contemporanea"

I: " Strano!"

L: "D’altronde non ci sono nemmeno professori di Storia contemporanea, ad eccezione della Prof.ssa Travagliante i cui interessi, com’è notorio, vanno piuttosto alla storia del pensiero economico, laddove è vincitrice di concorso"

I: "Oggi?Ha vinto un concorso in storia del pensiero economico?"

L: "Sì. E’ la sua materia dal punto di vista accademico ed è anche il suo interesse da quello culturale e scientifico".

I: "E allora?"

L: "Le faccio capire come funzionano le cose all’università...Il reclutamento accademico funziona per filiazione o cooptazione: se ci sono io che insegno, abbiamo anche degli allievi che si formano nella disciplina e magari faranno carriera. Così le discipline già praticate trovano sempre nuovi cultori, e quelle che non hanno "capi-scuola" rimangono a zero. Insomma, se si parte da zero si resta a zero, a meno che l’istituzione non abbia un colpo d’ala introducendo un elemento esterno. Senza di esso, le tendenze alla continuità e al protezionismo non possono essere battute: e non si tratta del complotto malvagio di qualcuno ma della fisiologia del sistema."

I: "Una sorta di scontro Darwiniano...?"

L: "Se vogliamo dire così … D’altronde io non ho mai pensato di poter insegnare una materia storica contro il parere dei professori ordinari di Storia Moderna!"

I: " Cioè Iachello e Longhitano"

L: "Esattamente. La cosa è possibile solo con un accordo di base. Non sono intenzionato a montare guerre, nello specifico e in generale: io sono una persona pacifica e comunque ho cose più importanti di cui occuparmi che fare le guerre accademiche. Quindi io non penso nemmeno ad essere trasferito alla facoltà di lettere contro il parere di Iachello e Longhitano! D’altronde, io rispetto loro ed il loro contributo alla vita e alla fisionomia culturale della Facoltà; ma proprio per questo tocca ad essi il compito di prendere gli opportuni provvedimenti per aprire finalmente la strada agli studi contemporaneistici, che io sia coinvolto oppure no. Mi sembra assurdo che a Scienze politiche vi siano quattro professori di Storia Contemporanea e a Lettere permanga questa situazione paradossale.

I: " Lei ha accennato alla freddezza che c’era nei colleghi affini alla sua materia"

L: " Si, nel senso che nessuno di loro si è particolarmente impegnato nello sviluppo degli studi contemporaneistici"

I: "Io ho visto il programma della Prof.ssa Travagliante e spesso e volentieri usa i testi del Prof. Longhitano, questo..."

L: "C’è sicuramente tra di loro un’affinità di interessi scientifici"

I: " Lei pensa che questa filiazione accademica fra la Prof.ssa Travagliante ed il Prof. Longhitano abbia in qualche modo esiliato o comunque abbia aiutato l’ostracismo degli studi contemporaneistici a Catania?"

L: "No di certo. I miei rapporti con la collega sono stati sempre eccellenti, e non posso che apprezzare il suo impegno nello sviluppo della disciplina. Tra l’altro, con la mia presenza si creava tra me e la Prof.ssa Travagliante una certa sinergia, si coprivano spazi tematici diversi e si arricchiva l’offerta. La cosa è andata avanti negli ultimi tre anni e che ora non accadrà più. Dopo questa sgradevole esperienza non sono interessato a supplenze, ma solo (eventualmente) a soluzioni che rendano plausibile lo sviluppo di fondo della disciplina"

I: " Quindi se alla facoltà non interessa..."

L: " Non interessa neanche a me. Certo che il fatto che la disciplina non interessi in una Facoltà dove è una materia fondamentale in tutti i Corsi di Laurea, francamente...!"

I: " Da noi è di 8 cfu..."

L: "Appunto "

I: " Capito. Cambiando argomento...Colgo l’occasione per fare informazione di servizio per i miei colleghi, lei farà esami a febbraio e ad Aprile?"

L: " Farò esami a Gennaio-Febbraio ma non ad Aprile...Avrò problemi a portare a termine i lavori di tesi, ma non mi sento di danneggiare gli studenti lasciandoli a metà delle loro ricerche. Finirò per prolungare questo rapporto per molto tempo..."

I: "Le chiedevo questa cosa perchè sicuramente il programma cambierà..."

L: " Si, ma ognuno ha il diritto di portare il programma che ha seguito nel suo anno di corso, ci mancherebbe altro!"

I: " Sa che c’è una petizione che gli studenti hanno fatto per chiedere il suo reintegro?"

L: "No. Ovviamente io sono molto fiero di questo, come della precedente mobilitazione studentesca in mio favore, perché credo dimostri qualcosa del lavoro che ho fatto e di come è stato visto dai suoi utenti. Tengo a dire però che nella mobilitazione studentesca non ho avuto alcuna parte né diretta né indiretta; anche se so che si dice in giro che l’abbia montata io..."

I: " No, questo lo testimonio personalmente. Massimo Caponnetto il rappresentante degli studenti ha avviato quest’iniziativa, meritoria a parer mio."

L: "E dunque a me non resta che esserne fiero ed orgoglioso. Voglio chiarire qui, in conclusione, che io non ho voglia di fare nessuna ulteriore polemica (ero restio a concederle quest’intervista proprio per questo). Semplicemente, non ho interesse a continuare a lavorare in queste condizioni; e mi limito ad auspicare che la Facoltà voglia garantire un degno sviluppo all’insegnamento e agli studi contemporaneistici"

I: " Grazie Professore"

Salvatore Mica 01/12/2004


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