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Al Giardino dei Martiri Inglesi “Nel gasometro”, di Sara Ventroni

Sara Ventroni, poeta romana indicata dalla critica tra le voci più autentiche e autonome di questi anni.
di Maria Gabriella Canfarelli - sabato 16 luglio 2005 - 5060 letture

Al Giardino dei Martiri Inglesi “Nel gasometro”, di Sara Ventroni, e i Triatriba in concerto.

Nuovo appuntamento al Giardino dei Martiri Inglesi con “Campi Magnetici”, la rassegna culturale del comune di Sant’Agata Li Battiati. Venerdì 24 giugno è stata la volta di Sara Ventroni, poeta romana indicata dalla critica tra le voci più autentiche e autonome di questi anni. “Performer attiva e apprezzata tanto in Italia quanto all’estero”, ha introdotto di Alessandro Di Prima, “presente in antologie internazionali, traduttrice e a sua volta tradotta, la trentenne Sara Ventroni scrive per il teatro, ha partecipato a festival di letteratura e jazz, ha pubblicato su prestigiose riviste, tra cui “Nuovi Argomenti”, L’Immaginazione, L’apostrofo, Carta, e vinto diversi premi letterari. Con il poemetto “Nel gasometro”, accompagnato da un video, l’autrice affronta la forte tematica, di tipo morale e dal contenuto dettagliato e corposo, d’una struttura totemica, emblematica, qual è, appunto il gasometro: dal progresso della scienza umana sino allo svuotamento da dismissione”.

Dalla pesantezza del gasometro, portatore di luce nelle città, alla manuntenzione e smantellamento, la lingua poetica di Ventroni accompagna l’evento sino a farsi rarefazione, leggerezza mentre si guardano i gesti, i movimenti precisi degli “Operai arrampicati sui pali elettrici di mattina / che fanno, dove riparano il guasto / e se anche si parte per un lavoro di manutenzione / (...) / Altri rimuovono tettoie di amianto, le antenne / abbinate come ai rami vecchi di altri tempi morti: / i rami stanno attenti, il cielo non si muove”. E qualche verso dopo: “Altri spostano basamenti / di cemento / spargendo ghiaia, usando dell’aria / compressa, (...) / I vermi stanno sotto il masso è cresciuto il muschio / nella centralina. / (...) / Certo che quando un perno cede bisogna cambiare l’osso / e l’osso in circolo per il sangue è inquinamento. Intorno a un altro asse un altro osso un altro corpo / tocca colare stendere da una latta di tinta / una lingua nuova a terra come un terreno rosso.”E ancora : “ e l’aria e l’acqua fanno un lavoro / sporco: sottoposto al tempo il Gasometro / non ha senso non ha verso non è spazio. / Non tiene la materia, la espelle verso l’alto”.

La forza di questa poesia, la sua asciuttezza “discorsiva”, la sapiente ironia diventano denuncia ne “La fabbrica del mondo” - pubblicata nell’antologia “Solo limoni”, dedicata alle giornate del G8 di Genova nel 2001; qui la poeta chiama in causa il progresso delle società occidentali, l’impiego in armamenti dei residui industriali, la guerra nei Balcani, la città-simbolo di Sarajevo nella poesia “ Le cose che seguono alle cose”, di cui si riporta l’incipit: “ Chi vede più cose di quanto / può permettersi di capire / esegue un ordine inflessibile / e trova un argomento ragionevole”.

Come, del resto, non si può evitare di trascrivere la domanda assillante - un pensiero duro, che non dà scampo, sottolineato dalle chiusure parentetiche: (Nella guerra c’è o non c’è linguaggio?).

Ai Triatriba, sul tema della pacifica convivenza tra i popoli, il compito di chiudere la serata con ritmi e strumenti arabi contaminati da musica elettronica. Recensito sul portale “Nuova Musica” e su Radio Jem il gruppo, prodotto dalla Casa discografica Raged Record, è stato inserito in una compilation in omaggio ai Clash, con la cover Rock in the Casbah.


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Al Giardino dei Martiri Inglesi “Nel gasometro”, di Sara Ventroni
23 ottobre 2006

Video di che tipo in questa manifestazione? videofondale? videopoesia? video improvvisazione? curiosità di videoamatore. PS: grande sara