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Agostino Riitano "Artigiani dell’Immaginario" (Mimesis)

Incontri meravigliosi con artisti, maestri, uomini semplici e artisti dell’immaginario
di Emanuele G. - venerdì 28 febbraio 2020 - 889 letture

E’ - "Artigiani dell’Immaginario" - un libro breve, ma non credete che sia pure leggero. In quelle 130 pagine l’autore sviluppa una quantità piuttosto importante di riflessioni riguardanti la relazione che intercorre fra l’immaginazione e la società. Si tratta di una carellata di episodi, esperienze, luoghi e persone che hanno costituito la base di riferimento del suo operare. Chi sono questi "Artigiani"? Non crediate di trovarli in presitigiose istituzioni culturali o nelle università. Che erronea interpretazione! Questi "Artigiani" si trovano nei quartieri di Napoli, a Scampia, in luoghi sottoposti a sequestro per attività mafiose, in regioni dove fare cultura è un’ "impresa". In breve, un qualcosa che parte dal basso. Dai territori. Territori che non sono soltanto palcoscenico, bensì produttori di immaginazione. Nel suo libro "Artigiani dell’Immaginario" Agostino Riitano rilegge le sinergie che il territorio esprime attraverso la categoria degli "Artigiani". Persone che collocano i propri strumenti di lavoro nella cooperazione creativa, nell’immaginario, e nel donarsi ai compiti che gli vengono affidati, scrivono una mappa di luoghi tematici e narrazioni, secondo una prospettiva sospesa tra memoria e slancio verso il futuro. Mentre gli artigiani delle arti e dei mestieri manipolano cose materiale quali il legno, il marmo e via dicendo, gli "Artigiani dell’Immaginario" hanno come interesse la cultura, il dialogo, il dolore, la speranza in seno ad una realtà non certamente semplice. Da qui la nascita di un nuovo umanesimo in cui l’uomo può finalmente inventare la sua felicità. Una felicità sinonimo di cultura, fiducia e cocreazione.

- Profilo dell’autore:

Agostino Riitano (1977) ha svolto il ruolo di Project Manager Supervisor di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, già membro nel 2014 della direzione artistica del dossier di candidatura. Negli ultimi quindici anni è stato direttore di progetti e programmi sulla danza, sul teatro e sulla musica contemporanea. È stato consulente dell’OCSE e del BID, organizzazioni internazionali per lo sviluppo economico, sociale e culturale. Ha relazionato sul management culturale in diversi atenei italiani, attualmente è docente del Master in “Politiche culturali e sviluppo economico” presso l’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa. Ha pubblicato Il Training dell’Attore da Oriente a Occidente (2007); Sud Innovation. Patrimonio Culturale, Innovazione Sociale e Nuova Cittadinanza (2014); Matera: innovazione sociale e cittadinanza culturale, in Venezia chiama Boston, a cura di M. Busacca e L. Rubini (2016). È autore di numerosi articoli e conferenze scientifiche sui temi dell’innovazione culturale.


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