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Afghanistan un anno dopo

Un altro approfondimento sulla questione Afghanistan, a cura di EMERGENCY

di Emergency - martedì 16 agosto 2022 - 1306 letture

Un anno dopo l’uscita dal Paese delle forze internazionali e l’instaurazione del nuovo governo, il Paese è scomparso dai media. Ma cosa sta succedendo ora in Afghanistan?

Il 15 agosto 2021, l’Afghanistan ha assistito alla salita al potere dei talebani dopo settimane di escalation dell’offensiva lanciata in seguito all’abbandono delle forze internazionali. Oggi il Paese si trova vicino al collasso, colpito da una crisi economia devastante, dall’aumento della povertà, del bisogno di servizi essenziali e della criminalità.

Più di 23 milioni di afgani sono a rischio di grave insicurezza alimentare a causa di oltre 40 anni di guerra, dei devastanti effetti del cambiamento climatico e disastri naturali, dell’isolamento e delle sanzioni internazionali, del congelamento delle riserve afgane all’estero e della conseguente crisi bancaria e finanziaria, dell’inflazione con l’aumento di circa il 50% dei prezzi di cereali e carburante.

Oggi, secondo UNAMA (Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan) almeno il 59% della popolazione necessita di assistenza umanitaria. 6 milioni di persone in più rispetto all’inizio del 2021.

EMERGENCY rimane e continua il suo lavoro di cura per tutti. Lo scorso agosto non ci siamo mai fermati: i nostri 3 ospedali, il Centro di maternità e oltre 40 Posti di primo soccorso e Centri sanitari hanno lavorato senza sosta per assistere i feriti. Anche dopo il 15 agosto, siamo rimasti in Afghanistan, testimoniando la grave situazione in cui versa il Paese.

I numeri dei nostri ospedali

In questo ultimo anno abbiamo contato più di 16.000 ammissioni nei nostri ospedali di Kabul, Lashkar-gah, Anabah e oltre 90.000 visite nei 42 Posti di primo soccorso.

3.000 ammissioni solo a Kabul, dove ancora per più del 90% si tratta di vittime di guerra: feriti da arma da fuoco, da arma da taglio, da esplosioni di mine e ordigni improvvisati.

“Con l’uscita delle forze internazionali i problemi dell’Afghanistan non sono affatto terminati. In questo anno abbiamo continuato a vedere morti e feriti tra i civili, e una popolazione stremata dalla povertà e dalla certezza di essere stata abbandonata dalla comunità internazionale. EMERGENCY rimane e si impegna a fornire la propria assistenza agli afgani come ha sempre fatto per oltre 20 anni”.

Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY

Un anno dopo: la guerra si è formalmente conclusa, ma non sono sparite le vittime

“Nel nostro Centro chirurgico per vittime di guerra a Kabul riceviamo quotidianamente feriti da arma da fuoco, da proiettili a schegge, da arma da taglio, soprattutto coltellate, da esplosioni di mine e ordigni improvvisati. Il Paese soffre le conseguenze di un lunghissimo conflitto che ha minato il suo futuro.”

Stefano Sozza, Country Director di EMERGENCY in Afghanistan

Cosa succede a Kabul

Sulle oltre 3.000 ammissioni nell’ospedale di Kabul da agosto 2021 le vittime di guerra rappresentano ancora il 93,5% dei pazienti.

Per l’80%, oltre 2.000 casi, si tratta di feriti da arma da fuoco, ma si registrano anche feriti da armi da taglio, ricollegabili all’aumento della criminalità; per il 5% continuano a essere ammessi anche feriti da mine e ordigni inesplosi.

Per il 30%, oltre 400 casi, si tratta di bambini e ragazzi con età inferiore ai 18 anni.

“Spesso i bambini arrivano in gruppo feriti per l’esplosione di oggetti ritrovati a terra durante il gioco o nella spazzatura mentre rovistano alla ricerca di cibo. Si tratta di ordigni inesplosi che nelle loro mani causano ferite spesso invalidanti.”

Stefano Sozza, Country Director di EMERGENCY in Afghanistan

Dopo agosto 2021 sono continuati gli attentati nella capitale, in particolare attacchi terroristici ai danni di luoghi di culto e istruzione ad opera di gruppi armati o provocati da esplosioni di IED, Improvised Explosive Device, ordigni improvvisati.

Solo nel 2022, sono già 14 le mass casualty – 208 i feriti – che abbiamo gestito nel nostro Centro chirurgico per vittime di guerra di Kabul, di cui 5 avvenute nel mese di aprile e 4 nella prima settimana di agosto.

La situazione nell’Helmand

In Helmand, uno degli epicentri degli scontri prima che la guerra terminasse, siamo attivi con Posti di primo soccorso e con il Centro chirurgico a Lashkar-gah.

Ora continuiamo a formare il nostro personale per adattarci al nuovo contesto e ai bisogni emergenti degli afgani.

“Il numero di vittime di guerra è diminuito in alcune aree, ma sono emersi anche altri bisogni: nel Centro chirurgico di Lashkar-gah abbiamo aperto i criteri di ammissione anche alla traumatologia civile e da agosto 2021 a oggi abbiamo ricevuto per oltre il 40% bambini con età compresa tra i 6 e i 14 anni vittime di incidenti di vario genere. Con l’aggravarsi della crisi economica emergono nuovi bisogni sanitari che evidenziano una generale difficoltà nell’accesso alle cure a causa delle condizioni in cui versa la popolazione”.

Stefano Sozza, Country Director di EMERGENCY in Afghanistan

La Valle del Panshir

Nella Valle del Panshir l’ospedale di Anabah e il Centro di maternità continuano le loro attività, in un contesto in cui la popolazione è allo stremo e le necessità sanitarie rimangono sempre alte.

L’intervento di EMERGENCY per le vittime del terremoto

In risposta al terremoto di magnitudo 5,9 che il 22 giugno ha coinvolto la provincia di Paktika, nel sudest del Paese provocando più di 1.000 morti, abbiamo allestito una clinica da campo nell’area di Barmal, epicentro del sisma.

In poco più di un mese di attività, abbiamo garantito cure a oltre 4.500 persone, tra prima assistenza ai feriti e visite a pazienti con crisi ipertensive, in stato di shock o con infezioni, anche casi di colera, a causa della contaminazione delle acque e della scarsa igiene.

A fine luglio 2022, passata la fase emergenziale, l’intervento si è concluso con un passaggio di consegne alle autorità locali.

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EMERGENCY in Afghanistan


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