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Addio allo storico Paul Ginsborg

Paul Ginsborg, per anni docente all’Università di Firenze, si è spento a 76 anni nella città toscana.

di Redazione - giovedì 12 maggio 2022 - 906 letture

È morto a 76 anni lo storico Paul Ginsborg

È morto a 76 anni Paul Ginsborg, storico britannico naturalizzato italiano noto soprattutto per i suoi lavori sulla storia contemporanea dell’Italia. Ginsborg era nato a Londra nel 1945 e studiò all’università inglese di Cambridge, dove insegnò per alcuni anni presso la facoltà di Scienze sociali e politiche. Negli anni Ottanta si trasferì in Italia per insegnare prima all’università di Torino e poi a Siena, e dal 1992 aveva insegnato Storia dell’Europa contemporanea alla Facoltà di Lettere dell’università di Firenze.

Fin dall’inizio della sua carriera accademica si era occupato principalmente di storia italiana. Una delle sue opere più importanti è Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi, che fu pubblicato per la prima volta nel 1989 da Einaudi e che negli anni divenne uno dei saggi più citati nella storiografia dell’Italia repubblicana, spesso utilizzato nei corsi universitari. Negli anni Duemila, Ginsborg collaborò anche alla fondazione del movimento dei cosiddetti “girotondi”, nato per contestare con manifestazioni pacifiche le politiche dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Fonte: Il Post


Addio a Paul Ginsborg, storico e fondatore del movimento dei Girotondi

Lutto nel mondo politico e intellettuale. Si è spento a Firenze Paul Ginsborg, storico e “inventore” del movimento dei girotondi, all’età di quasi 77 anni.

Nato a Londra nel 1945 e naturalizzato italiano solo nel 2010, si era laureato al Queens’ College dell’Università di Cambridge, dove ha iniziato la carriera accademica come docente di storia contemporanea al Churchill College, ateneo in cui ha insegnato per 15 anni. Trasferitosi in Italia a cavallo degli anni ’80, professore nelle università di Siena e Torino, dal 1992 in poi aveva insegnato storia dell’Europa contemporanea alla facoltà di Lettere dell’università di Firenze.

Nel 2002 la svolta politica, con la discesa in piazza, insieme al professore fiorentino Francesco ’Pancho’ Pardi, con i ’girotondi’, il movimento politico nato per contrastare le politiche del governo di Silvio Berlusconi. È stato anche tra i fondatori dell’associazione Libertà e Giustizia, di cui era presidente emerito.

Il primo commento alle agenzie arriva proprio dal collega Pardi, ex senatore: "Con Paul Ginsborg ci conoscevamo da 32 anni. Ci eravamo conosciuti nel 1990 a un incontro e da allora siamo diventati amici e ci siamo frequentato a lungo. Non lo vedevo da prima della pandemia. Quando venne fuori Berlusconici promettemmo l’un l’altro che ci saremmo dati da fare se fosse stato superato un gradino di tollerabilità".

“A quel tempo non c’era molta sensibilità, apparentemente, sulla cosa – ha ricordato Pardi - Il nostro patto scattò quando Borrelli, a gennaio2022, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2002 disse ’Resistere, resistere, resistere’. Ginsborg mi chiamò e mi disse che era giunto il momento di mobilitarci. Da lì partì l’organizzazione di una manifestazione dei professori a Firenze il 24 gennaio, che riuscì benissimo".

Nel frattempo, ha spiegato ancora all’Ansa, "alla fine diventammo tutti girotondi perché era la parola che giornalisticamente funzionava di più. Noi invece a Firenze fondammo il Laboratorio per la partecipazione e la democrazia". Secondo Pardi "il culmine del nostro movimento fu la manifestazione con cui riempimmo piazza San Giovanni. Dopo l’esperienza dei girotondi, il nostro impegno è poi proseguito -ha ricordato- io in Senato dal 2008 al 2013 con un’esperienza tutta all’opposizione" e Ginsborg diventò presidente di Libertà e giustizia.

"Alla fine le leggi vergogna Berlusconi non è riuscito a farle passare come voleva lui - conclude - per tutta una serie di opposizioni e contrarietà.” Ginsborg aveva anche diretto la Scuola politica di Siena di LeG e organizzato seminari e convegni. Tra le sue pubblicazioni ’Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi. Società e politica 1943-1988’, ’L’Italia del tempo presente. Famiglia, società civile Stato. 1980-1996.

Anche da LeG, Libertà e Giustizia, arrivano parole di cordoglio per la statura morale dello storico: “Chi ha conosciuto Paul Ginsborg, scomparso oggi, ricorderà che la sua rigorosa immagine d’intellettuale pubblico si accompagnava alla mitezza e all’ironia di un uomo che, contrariamente a molti altri intellettuali della sua epoca, non aveva troppo tempo per esser e preso da se stesso. Pungente, curioso, sorridente, mite ma sempre in grado di esprimere le proprie ragioni con radicalità e fermezza Un lascito che contiene in sé ciò che Libertà e Giustizia ha ancora intenzione di essere".

“Ginsborg ha in questi decenni cercato di contribuire – ricordano sempre da LeG - a un’opera di resistenza rispetto al declino avanzante. Il suo sguardo critico nei confronti di ciò che accadeva era sempre accompagnato dall’amore profondo perla bellezza dell’Italia e degli italiani e dall’impegno concreto per cercare i modi più opportuni per salvare questa bellezza dal degrado".

Fonte: RaiNews


È morto lo storico Paul Ginsborg, ha raccontato la storia d’Italia

Aveva 76 anni e si era occupato della storia unitaria e del rapporto tra istituzioni e cittadini. Era presidente emerito di "Libertà e Giustizia". Inventò l’espressione "ceto medio riflessivo"

E’ morto a 76 anni lo storico Paul Ginsborg. Nato a Londra nel 1945, già professore all’università di Cambridge, dal 1992 aveva insegnato Storia dell’Europa contemporanea all’Università degli studi di Firenze. Si è occupato a lungo della storia italiana, indagando l’intreccio tra i grandi eventi, le istituzioni e i destini individuali.

Tra i suoi libri Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi. Società e politica 1943-1988 (Einaudi, 1989), Storia d’Italia 1943-1996. Famiglia, società, Stato (Einaudi, 1998), L’Italia del tempo presente. Famiglia, società civile Stato. 1980-1996 (Einaudi, 1998), e Daniele Manin e la rivoluzione veneziana del 1848-49 (Feltrinelli, 1978 ed Einaudi, 2007).

Negli ultimi decenni della sua vita è intervenuto nel dibattito pubblico su temi politici e sociali. Collaborò con Francesco Pardi, detto Pancho, per il lancio del movimento dei girotondi, di cui era considerato il "padre nobile" ed era presidente emerito dell’associazione Libertà e Giustizia. Si era dedicato in particolare al tema della fragilità della democrazia contemporanea, da un lato assediata dai movimenti populisti e anti-democratici, e dall’altro screditata dalla propria incapacità di far fronte alle sfide di un mondo sempre più globalizzato e complesso.

Aveva coniato la fortunata espressione "ceto medio riflessivo", per indicare docenti, giornalisti, ricercatori, membri dell’associazionismo, dei sindacati e delle cooperative che erano i più interessati al destino della società (Ginsborg scriveva, sul nostro giornale, che era un ceto "capace di bridging, cioé di costruire ponti verso gli altri") e qualche anno fa, rispondendo a un’intervista su Repubblica, aveva affermato che quel ceto esisteva ancora, ma era pervaso da "una riflessività amara" e da un grande disorientamento.

Nel 2003 ha pubblicato per Einaudi il saggio Berlusconi, nel 2004 Il tempo di cambiare e nel 2016 Passioni e politica con Sergio Labate.

Fonte: Repubblica



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