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Addio a Sergio Zavoli

di Redazione - mercoledì 5 agosto 2020 - 526 letture

Sergio Zavoli aveva il dono della chiarezza, della misura. Il suo non era un giornalismo parolaio, ma l’impegno di un intellettuale che non si rivolgeva a un indistinto di "gente" a cui doveva vendere qualcosa, ma a delle persone. Persone erano ognuno dei suoi intervistati, persone erano tutti i suoi spettatori, lettori, ascoltatori. Il suo giornalismo del "voler capire" le ragioni degli altri, senza giudicare né pensare di voler essere giudice e boia. Uno stile di giornalismo che, assieme a quello di Enzo Biagi, Andrea Barbato, Giorgio Bocca ha fatto di questo mestiere - intercapedine tra ciò che accade e ciò che i potenti vogliono si sappia in giro - prezioso elemento di verità e di umanità.

La Redazione di Girodivite esprime il proprio cordoglio ai parenti e agli amici che gli volevano bene.


È morto la sera del 4 agosto 2020 a Roma Sergio Zavoli, maestro del giornalismo televisivo. Aveva 96 anni. Padre di programmi storici come "La notte della Repubblica", è stato radiocronista, condirettore del telegiornale, direttore del Gr, presidente della Rai dal 1980 al 1986, autore di inchieste che hanno segnato la storia. "Questa mattina, con parole delicate e precise, la famiglia mi ha trasmesso il desiderio di Sergio di ’essere riportato a Rimini e riposare accanto a Federico’". Lo spiega il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ricordando Sergio Zavoli e il legame con la città e con Federico Fellini.

"Di tutto quello che si dirà, in queste ore, in questi giorni, per sempre, di Sergio Zavoli forse passerà inosservato un fatto apparentemente locale: Rimini è la sua patria. Lo è stata in vita per affetti, lavoro, amicizie, passioni. Lo sarà ancor più da ora in avanti", dice Gnassi. "La scomparsa di Sergio Zavoli mi addolora. Desidero anzitutto esprimere i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà ai familiari. Il giornalismo italiano perde uno dei suoi maestri. Il congedo di Zavoli - come lui stesso lo definiva - sarà occasione per ripensare la sua eredità, per ricordare l’originalità e la qualità dei suoi lavori più importanti, per trarre spunti e ispirazione dal suo stile, dalla sua etica professionale, dalla sua grande forza narrativa capace di andare in profondità e di cogliere l’umanità che sta dietro gli eventi e i protagonisti". Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una nota.

"Giornalista, scrittore, intellettuale di grande sensibilità, Zavoli è stato un pioniere della radio e una personalità tra le più rappresentative della televisione italiana. Il suo nome e il suo volto sono legati a programmi di successo e di valore, che resteranno nella memoria. La sua autorevolezza lo portò alla presidenza della Rai e, successivamente, da senatore, alla presidenza della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi. Lascia una testimonianza di un grande insegnamento per tutto il mondo dell’informazione e per i giovani che si avviano a una professione così importante per le libertà democratiche e per la qualità della vita civile", conclude. ’’Una perdita enorme per la cultura italiana, un fortissimo dolore personale. Zavoli è stato un riferimento e un maestro per intere generazioni di giornalisti, ma è stato anche narratore, uomo di cinema, poeta, parlamentare. Io ho potuto diventarne amico e mi mancheranno la forza tranquilla della sua saggezza, la quiete della sue parole, la saldezza dei suoi valori". Così il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini. ’’La scomparsa di Sergio Zavoli rappresenta una perdita incolmabile non solo per la Rai, con la quale la sua storia professionale e personale è profondamente intrecciata, ma per tutto il Paese’’. Lo scrivono in una nota il presidente della Rai Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini.

’’Dopo aver esordito in radio ed aver dato anche in quei primi anni il suo insostituibile contributo, Sergio Zavoli, successivamente impegnato con spessore e intelligenza nel giornalismo sportivo, ha firmato inchieste articolate e penetranti che hanno segnato in profondità la storia civile del paese: approfondimenti come "Nascita di una dittatura" e "La notte della Repubblica" hanno ripercorso in forma problematica pagine drammatiche di storia nazionale mettendo in luce elementi di debolezza e anche capacità di riscatto della società italiana in quei cruciali passaggi. La presidenza della Rai in anni difficili, ruolo svolto sempre con spirito di servizio autentico, ha caratterizzato in profondità un passaggio fondamentale nella storia dei media in Italia. Il successivo periodo nelle Istituzioni come senatore della Repubblica e il ruolo di presidente della Commissione di Vigilanza sul sistema radiotelevisivo sono stati il naturale completamento di un percorso di impegno civile, che Zavoli ha interpretato con un senso profondo dello Stato, inteso come articolazione delle istituzioni democratiche e di servizio alla comunità nazionale. Scrittore attento e acuto, ha valorizzato la lingua italiana utilizzandola con sapienza di volta in volta per veicolare notizie, impressioni, descrivere fatti, spiegare fenomeni sociali e processi politici complessi; Sergio Zavoli è stato un intellettuale al servizio del paese formatosi e cresciuto in Rai, autenticamente intesa come Servizio Pubblico’’, conclude la nota Rai. -

Fonte: RaiNews


«Ho fatto, per 50 anni, il mestiere di chiedere. Migliaia e migliaia di domande, ma ricordo un centinaio di risposte. Per esempio, quelle di Paolo VI, Schweitzer, Rostand, Camus, Braque, l’allora sacerdote Ratzinger, Toynbee, Braudel, Abbagnano, Galbraith, Eliot, Borges, Silone, Bobbio, Severino, Luzi, Fellini, cito in disordine. Ogni generazione si rifà, per questo motivo, le stesse domande. Bertrand Russell disse che “il destino dell’uomo è quello di rinnegarsi continuamente”. C’era dell’enfasi, ma non credo fosse molto lontano dalla realtà. Anche se la vita ha in sé il segno di un ostinato ottimismo» (da un’intervista di Luigi Vaccari).



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