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Addio a Sergio Fantoni, un gentiluomo del teatro

È morto il 17 aprile 2020 a Roma.
di Sergej - domenica 19 aprile 2020 - 3362 letture

Nato a Roma nel 1930, del segno del leone, Sergio Fantoni è stato un attore famosissimo nell’epoca della tv unica di Stato e degli sceneggiati televisivi, faceva le parti di "bello". Si dedicò poi al teatro impegnato e al doppiaggio [1]. È stata una persona "che non se la tirava": e lui aveva recitato con i maggiori registi teatri italiani, e aveva avuto una carriera cinematografica a Hollywood. Nel 1997 a seguito di una operazione alla laringe perse la sua splendida voce. Ma continuò a occuparsi di teatro. Sempre con la sua presenza discreta, signorile, tenera.

Dalla sua biografia nel sito ufficiale:

"iglio d’arte (anche il padre Cesare e la madre Afra Arrigoni sono stati interpreti teatrali), è attivo nel mondo del teatro, del cinema, della televisione e della radio dai primi anni cinquanta.

Come attore cinematografico ha lavorato anche all’estero, vivendo un’intensa stagione professionale a Hollywood in special modo negli anni sessanta.

In coppia con il drammaturgo Diego Fabbri ha condotto per la radio – a Rai Radio Uno – il programma Voi ed io.

Al pari di altri suoi colleghi, ha prestato la sua voce, oltre che come doppiatore, anche come narratore per la raccolta comprendente centoquarantanove fiabe popolari della serie I Racconta Storie.

Insieme al drammaturgo e regista Ivo Chiesa e alla collega attrice Bianca Toccafondi ha ricevuto nel 2002 il Premio alla carriera intitolato a Ennio Flaiano.

Come autore ha firmato, insieme a Gioele Dix, e con la collaborazione di Francesco Brandi, la pièce EDIPO.COM.

Nel gennaio del 1997 venne operato di laringectomia, operazione che gli causò problemi vocali, così interruppe l’attività di attore e si dedicò alla regia e alla direzione artistica della Contemporanea, trasformata in società di produzione, con Fioravante Cozzaglio direttore organizzativo.

Dal 2012 è direttore artistico del Teatro Carcano insieme a Fioravante Cozzaglio."

Fu il primo attore maschile a recitare in una scena di nudo frontale. "Come sottolinea Movieplayer, era il 1982 quando l’89enne artista romano si mostrava come mamma l’ha fatto nello sceneggiato “Delitto di Stato”. La data precisa era il 10 febbraio di 38 anni fa, con Rai 2 che mandò in onda la quinta puntata della fiction tratta dai romanzi di Maria Bellonci, dove Fantoni interpretava il cancelliere del duca di Mantonva, Tommaso Striggi. Nella scena incriminata, Fantoni è a letto con la moglie, interpretata da Eleonora Brigliadori, quando i due vengono sorpresi dal giovane Paride: a quel punto l’attore si alza dal letto, mostrando in un nudo integrale. Il giorno dopo, raccontano le cronache dell’epoca, i centralini di Viale Mazzini vennero presi d’assalto, con svariate telefonate di protesta, con l’aggiunta di lettere inviate ai vari quotidiani nazionali" (Fonte: Sussidiario).

Un ricordo dello scrittore Filippo Tuena, che di Sergio Fantoni fu amico:

"Volevo scrivere solo cose belle, ma non si può. Oggi pomeriggio è scomparso, per i postumi di un’operazione al femore, Sergio Fantoni, attore di altri tempi e amico carissimo e affettuoso; grande compagno di mangiate d’ostriche e di cocktail-Martini. Avrei molte cose da dire su di lui, sui suoi incoraggiamenti, sul fatto che fino a poco fa speravo di convincerlo a raccontare il mondo che aveva vissuto e frequentato, i registi Visconti, Strehler, Ronconi e gli sceneggiati tv visti le domeniche sera da ragazzo e che mi hanno fatto crescere all’amore per le storie. Proprio la scorsa settimana mi stavo riguardando ‘Ottocento’, su YouTube e gli ho mandato un Sms per segnalargli che quello sceneggiato era on line. Gli ho detto che era molto bravo. Ha risposto, ‘Hai ragione Filippo, ero alquanto bravino… Non mi sono mai rivisto’. Non so se l’abbia fatto ma posso assicurare che era molto bravo.

Ci siamo conosciuti nel 1994 quando ancora aveva la voce, prima che la perdesse tre anni dopo per un’operazione alla gola. Da allora smise di fare l’attore di teatro e proseguì la carriera di regista non prima di realizzare un’operazione che lui chiamò impudica ma che aveva dell’arrischiato e del temerario, così come sono le grandi avventure teatrali, ed è tra i miei ricordi più cari. Una settimana prima dell’operazione, su suggerimento della sua regista d’allora, Cristina Pezzali, incise su nastro, con la voce che avrebbe perso a breve, la parte registrata de ‘L’ultimo nastro di Krapp’. Alcuni mesi dopo mise in scena la pièce di Beckett in una saletta del Franco Parenti. Uno spettacolo per pochi intimi ma dove credo tutti noi che eravamo li partecipavamo a quell’evento con un affetto particolare; lui seduto dietro una scrivania a conversare con quel nastro, la sua voce antica e quella recente, sfiatata. Davvero l’unico Krapp che ho mai visto a teatro e che mai vedrò.

Per 22 anni la voce di Sergio ha sempre fatto a meno di quelle macchinette che amplificano il parlare dei tracheotomizzati. La sua esperienza di attore di teatro gli ha garantito di mantenere integro il suo essere. Aveva un fiato di voce, ma aveva la sua voce. Per questo si cercava di andare a cenare in ristoranti poco affollati o per questo si era molto attenti a quando parlava e si rispettava l’alternanza tra il dire e l’ascoltare. Si usava poco il telefono. E all’ultimo messaggio che gli ho mandato ieri dopo l’intervento ha risposto ‘vi penso tanto, penso alle ostriche’. Al Martini aveva rinunciato da tempo ma domani lo berrò per lui, per tenergli compagnia in quest’ultimo viaggio che in tempi di quarantena non potrò seguire" (Fonte: Facebook).

La "voce" su Wikipedia.

Era il volto di un’Italia pulita, ingenua, pacifica. Ci mancherà.


[1] Si legga l’articolo su Il Manifesto.


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