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Addio a Helen Reddy

Suo l’inno femminista degli anni Settanta "I Am A Woman"
di Redazione - mercoledì 30 settembre 2020 - 437 letture

L’annuncio della scomparsa (29 settembre 2020) è stato dato dai figli con un comunicato sulla pagina Facebook dedicata ai fans: "Era una madre, nonna e una donna meravigliosa. I nostri cuori sono spezzati. Ci consoliamo sapendo che la sua voce vivrà per sempre".

Era nata a Melbourne, in Australia, il 25 ottobre 1941 e a metà degli anni ’60 si era trasferita negli Usa intraprendendo la carriera di cantante. Nel 1971 Ray Burton scrisse per lei "I am a woman": la canzone divenne un successo l’anno successivo ripubblicata nell’omonimo album, conquistando la prima posizione nella Billboard Hot 100 nel 1972 e vincendo un Grammy Award nel 1973 nella categoria "miglior interpretazione pop vocale femminile". Il brano divenne ben presto una ’bandiera’ per il movimento di liberazione delle donne.

Tra il 1973 e il 1981 Reddy ha pubblicato una dozzina di album, tra cui "Long Hard Climb", "Love Song for Jeffrey", "Free and Easy", "No Way to Treat a Lady", "Music, Music", "Ear Candy", "We’ll Sing in the Sunshine", "Take What You Find", "Play Me Out", "Imagination". Tra le canzoni di maggior successo spiccano "Delta Dawn" (numero 1 nella classifica Billboard Hot 100), "Leave Me Alone" (numero 3) e "Angie Baby" (numero 1 nella Billboard Hot 100).

Si stima che Reddy abbia venduto oltre quindici milioni di dischi.

Reddy è stata anche attrice al cinema, in tv e in teatro. Ha recitato in "Airport ’75" ottenendo una nomination al Golden Globe per la migliore debuttante. Tra gli altri film è apparsa in "Elliot, il drago invisibile" (1977).

- Fonte: http://www.rainews.it


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