Sei all'interno di >> :.: Culture | Libri e idee |

Addio a Edgar Morin

Edgar Morin, una delle figure intellettuali più influenti del Novecento e dei primi decenni del XXI secolo è morto a Parigi, all’età di 104 anni.

di Massimo Stefano Russo - sabato 30 maggio 2026 - 429 letture

Il pensatore della complessità che ha attraversato un secolo

La scomparsa di Morin chiude simbolicamente la stagione della cultura europea dei grandi intellettuali capaci di attraversare discipline, crisi storiche e trasformazioni epocali senza rinchiudersi nei confini specialistici del sapere.

Nato a Parigi nel 1921 con il nome di Edgar Nahoum, in una famiglia ebraica di origine sefardita, partecipò alla Resistenza francese contro il nazismo e assunse proprio durante quegli anni il cognome "Morin", che avrebbe poi mantenuto per tutta la vita. L’esperienza della guerra, dell’antifascismo e della persecuzione segnò profondamente la sua riflessione successiva. Morin è stato sociologo, filosofo, epistemologo, antropologo della contemporaneità e, soprattutto, critico delle separazioni rigide tra i saperi.

La sua opera più celebre, La Méthode, pubblicata in sei volumi tra il 1977 e il 2004, rappresenta uno dei più ambiziosi tentativi di costruire una teoria della complessità capace di mettere in relazione biologia, cultura, storia, politica e conoscenza. La sua idea centrale, semplice e rivoluzionaria al tempo stesso ritiene che la realtà non la si può comprendere attraverso riduzioni semplificatrici.

Ogni fenomeno umano è il risultato di relazioni, interdipendenze, contraddizioni e processi che si influenzano reciprocamente. Per questo Morin parla di pensiero complesso, contrapposto alle forme di conoscenza che separano ciò che nella realtà è intrecciato. Negli ultimi anni il suo nome è tornato frequentemente al centro del dibattito pubblico grazie al concetto di policrisi: l’idea che le crisi contemporanee — ecologica, economica, geopolitica, tecnologica e culturale — non possano essere comprese isolatamente, poiché si alimentano reciprocamente formando un unico sistema di instabilità globale.

Per la sociologia del tempo libero e della contemporaneità Morin ha rappresentato una figura particolarmente importante. Nei suoi studi sulla cultura di massa, sul cinema, sulla vita quotidiana e sulla trasformazione delle società moderne ha mostrato come i fenomeni apparentemente marginali rivelassero dinamiche profonde della civiltà contemporanea. La sua riflessione rifiuta la separazione netta tra cultura alta e cultura popolare, tra sapere accademico ed esperienza vissuta.

Morin è stato anche uno degli ultimi grandi intellettuali europei a mantenere una presenza pubblica costante fino a un’età avanzatissima, nel continuare a scrivere, intervenire e dialogare con studiosi e studenti di tutto il mondo, affrontando temi come la globalizzazione, la crisi ecologica, le guerre, l’educazione e il futuro della democrazia.

La sua eredità forse più significativa consiste nell’aver ricordato che comprendere il mondo richiede uno sguardo capace di collegare ciò che appare separato. In un’epoca dominata dalla frammentazione delle conoscenze e dalla specializzazione estrema, Morin ha difeso instancabilmente l’idea che la complessità non sia un ostacolo al pensiero, ma la sua condizione necessaria.

Con la sua morte scompare non solo un grande sociologo o un grande filosofo, ma uno degli ultimi testimoni intellettuali di un secolo attraversato da guerre mondiali, totalitarismi, decolonizzazione, globalizzazione e rivoluzione tecnologica. Un pensatore che non ha smesso mai di interrogarsi sul destino dell’umanità e sulla necessità di costruire forme di conoscenza capaci di tenere insieme individuo e società, ordine e caos, libertà e responsabilità.


Breve bibliografia

- Morin E., La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000.

- Id., I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001.

- Id., Il metodo. 1. La natura della natura, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001.

- Id., Lo spirito del tempo. Saggio sulla cultura di massa, Meltemi, Roma, 2005.

- Id., Il cinema o l’uomo immaginario. Saggio di antropologia sociologica, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2016.

- Id., L’anno ha perso la sua primavera, Guanda, Milano 2025.



- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -