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Addio a Carla Fracci

"La danza è un dialogo incessante con la bellezza” (Carla Fracci)

di Sergej - giovedì 27 maggio 2021 - 1068 letture

È morta a 84 anni Carla Fracci, ballerina italiana tra le più note al mondo. Carla Fracci è riconosciuta universalmente dagli esperti di danza come una delle ballerine migliori del Novecento, e nel corso della sua lunga carriera è stata prima ballerina di alcune delle più importanti compagnie di ballo al mondo.

Nacque a Milano, il 20 agosto del 1936, e iniziò a studiare danza presso la scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano nel 1946. Si diplomò nel 1954 e nel 1955 debuttò alla Scala nella Cenerentola, per poi diventare nel 1958 prima ballerina del corpo di ballo del teatro, a soli 22 anni.

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Carla Fracci nel 1969 - Wikipedia

Nel corso degli anni lavorò anche con alcune compagnie straniere, tra cui il London Festival Ballet, il Sadler’s Wells Ballet (ora noto come Royal Ballet), lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Alla fine degli anni Ottanta diresse il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, dal 1996 al 1997 quello dell’Arena di Verona, e dal 2000 al 2010 il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Tra le sue interpretazioni più famose ci sono i balletti Giselle, Swanilda e Francesca da Rimini, oltre a classici come Il Lago dei cigni e Lo schiaccianoci. Nella sua carriera danzò con ballerini di fama internazionale, come Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov, Marinel Stefanescu e Roberto Bolle.

Dal 1964 era sposata con il regista Beppe Menegatti, dal quale ebbe un figlio, Francesco. Il poeta Eugenio Montale le dedicò una poesia intitolata La danzatrice stanca, inserita nella raccolta Diario del ’71 e del ’72.

Fonte: Il Post


Era allora possibile per la figlia di un tranviere, alpino sergente maggiore in Russia, e di una operaia alla Innocenti, diventare una delle più grandi (e belle) ballerine classiche italiane. Allora anche i pezzenti potevano diventare qualcosa di bello - dei cigni. E persino essere accettati dai potenti e ricchi del tempo. E mantenere una gentilezza e snellezza alla Audrey Hepburn. Carla Fracci era questo tipo di bellezza. La semplicità di una ragazza che apparteneva a un’Italia che ancora credeva nella bellezza e aveva dentro di sé il sorriso. (S.)


Scheda su Wikipedia

“Il mio approccio alla danza fu del tutto casuale. Alcuni amici dei miei genitori mi videro ballare il valzer, riconobbero che avevo un senso della musica particolare. Proposero ai miei genitori di mandarmi alla scuola di danza del Teatro alla Scala, che faceva le audizioni. La scuola era gratuita, mio padre era un tranviere scampato dalla guerra di Russia, non se la sarebbe potuta permettere altrimenti. Così mi trovai per la prima volta in un teatro. La direttrice, severissima, mi inserì, dopo le selezioni, nel gruppo delle ballerine da rivedere: ‘è molto fragile, ma ha un bel faccino’, disse. Così mi presero. S’immagini che volevo fare la parrucchiera…”.

“Papà guidava il 18. Era un uomo simpatico, una persona buona. Quando passava con il tram davanti alla Scala e sapeva che mi stavo esercitando, suonava il campanello, salutandomi. I miei genitori sono stati eccezionali: non interferivano con le mie decisioni, non mi mettevano pressioni. Oggi le bimbe che approcciano la danza sono eccessivamente sollecitate dai genitori”.

“Sono stata ripagata dalla vita come donna e come artista, lo riconosco. La danza è soltanto lavoro, lavoro micidiale. Non è qualcosa che riguarda la ginnastica, ma l’estetica, la danza è un dialogo incessante con la bellezza”.

Citazioni tratte da Pangea



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