Addio a Bonnie Tyler, voce ruvida di “Total Eclipse of the Heart”
Nata Gaynor Hopkins l’8 giugno 1951 a Skewen, nel Galles meridionale, Bonnie Tyler aveva iniziato a cantare nei club prima di imporsi sulla scena pop-rock internazionale.
C’era una ferita, dentro quella voce. Un timbro graffiato e potente, impossibile da confondere, capace di trasformare una ballata pop in una scena da melodramma rock senza mai sembrare costruito a tavolino. È morta a 75 anni Bonnie Tyler, la cantante gallese che con “Total Eclipse of the Heart” ha attraversato generazioni, classifiche e immaginario popolare.
L’annuncio è arrivato dalla famiglia e dal team dell’artista. Tyler è morta in ospedale in Portogallo, dove era in cura per una malattia. Negli ultimi mesi aveva affrontato gravi problemi di salute: a maggio era stata ricoverata a Faro, città portoghese in cui aveva una casa, per un intervento intestinale d’urgenza. Dopo l’operazione era stata posta in coma farmacologico per favorire il recupero. A metà giugno la famiglia aveva comunicato che non era più in coma, ma restava molto malata e ancora in terapia intensiva.
Nata Gaynor Hopkins l’8 giugno 1951 a Skewen, nel Galles meridionale, Bonnie Tyler aveva iniziato a cantare nei club prima di imporsi sulla scena pop-rock internazionale. La sua voce roca, segnata da un intervento alle corde vocali negli anni Settanta, era diventata il marchio di fabbrica di una carriera costruita tra ballate enfatiche, melodie ad alto impatto e un’immagine lontana dalla fragilità patinata di molto pop dell’epoca.
I primi successi arrivarono con “Lost in France” e “It’s a Heartache”, ma la consacrazione mondiale fu nel 1983 con “Total Eclipse of the Heart”, scritta e prodotta da Jim Steinman. Il brano raggiunse il primo posto nelle classifiche del Regno Unito e degli Stati Uniti, trasformando Tyler in una delle voci simbolo degli anni Ottanta. Non solo una hit: una canzone diventata, nel tempo, un pezzo stabile della memoria collettiva.
Nel suo repertorio anche “Holding Out for a Hero”, altro brano capace di trovare nuova vita tra cinema, televisione e cultura pop. Nel 2013 Tyler aveva rappresentato il Regno Unito all’Eurovision Song Contest con “Believe in Me”. Nel 2022 era stata insignita dell’Mbe per il contributo dato alla musica.
La sua carriera non si è mai ridotta alla nostalgia. Tyler ha continuato a incidere, esibirsi e coltivare un pubblico fedele, soprattutto in Europa. Ma resterà legata soprattutto a quella voce: non levigata, non addomesticata, non perfetta secondo i canoni più prevedibili. Una voce nata anche da una ferita fisica e diventata una firma artistica.
Bonnie Tyler lascia un’eredità fatta di potenza emotiva e teatralità pop, di canzoni capaci di sopravvivere al proprio tempo e tornare, ciclicamente, a parlare a generazioni diverse. Bastava una nota, spesso, per riconoscerla. E in un’epoca in cui molte voci sembrano intercambiabili, non è poco: è quasi un miracolo.

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