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Ad Alcamo Baratto Culturale ...dialogare con il proprio territorio.

Torna in Sicilia dal 16 al 22 agosto l’Accademia Minima del Teatro Urgente, il collettivo di ricerca teatrale che da anni offre il proprio lavoro per mettere in dialogo le comunità coi propri appartenenti.Ecco il perchè.
di Francesco Chiantese - sabato 29 luglio 2006 - 4202 letture

Il teatro può cambiare il mondo? Questa è una domanda che un teatrante, in questa fase della vita politico sociale del mondo deve porsi, allo stesso modo con cui deve porsela il panettiere, il falegname, il politico, lo studente, l’emarginato. Può la nostra azione nel mondo cambiarlo?

Si. Muovendo il suo sasso più piccolo, il teatro, può muovere il mondo. Ma l’attore non deve lavorare per questo; l’attore deve lavorare innanzitutto perché il teatro sia.

Non è soltanto il contenuto, il messaggio portatod a questo linguaggio antico e profetico, che può "cambiare le cose"; è piuttosto "la pratica del teatro" che può educare ad un dialogo ininterrotto tra il se più interiore e la comunità in cui il nostro corpo-individuo è immerso.

Reimparare a concepire la pelle come uno strumento di dialogo, oi quantomento, come il luogo dello scambio. Il teatro, come ogni forma di artigianato, comunica e agisce con la società non soltanto nel contenuto ma soprattutto nella pratica.

Le comunità che hanno dato vita al teatro, ad esempio quella ateniese, e quelle che ancora oggi ruotano attorno ad esso in maniera completa, come la piccola comunità di Monticchiello nel senese dove tutti i cittadini compartecipano alla produzione di un evento teatrale, erano e sono, quindi, performate non tanto dai messaggi del teatro, ma dalla sua pratica.

Per dirla in pillole, "fare teatro" approccia al rapporto con la propria comunità in maniera diversa.

Questo è forse il senso più maturo, alla luce di alcuni anni di esperienza pratica, e più efficace dell’attività di Baratto Culturale che noi viviamo ed offriamo quest’anno alla cumintà di Alcamo.

In cosa consiste esattamente? Arrivare in una realtà e, con la scusa (non scusa) di mostrare un proprio spettacolo e di tenere un proprio laboratorio, "barattare" la propria pratica teatrale con altre pratiche vissute dalle eprsone del posto.

Così tutto, dal laboratorio teatrale, alle serate in compagnia, dallo spettacolo, al cucinare assieme, dalla canzone popolare, al dialogo sui temi importanti della realtà locale, dall’aneddoto, al racconto della "storia" ordinaria di un luogo...tutto diventa ricchezza, e tutto diventa materiale di scambio.

Cosa resta a noi teatranti? La risposta è semplice nella formulazione e compelssa nella valutazione: resta l’aver incontrato da vicino un quotidiano "altro" da quello che noi viviamo. Cosa resta alle eprsone che incontriamo? Sicuramente, per cominciare, la stessa sensazione di conoscere "altro"; ed a questo bisogna aspiorare, semplicemente, e senza tante pretese....ma spesso capita che resti il desiderio di agire diversamente il proprio contesto, partecpare diversamente la propria realtà, dialogare con essa in maneira più responsabile.

Scegliamo ancora la sicilia perchè in questo momento sentiamo che la grande isola è in un momento di ricerca delle proprie reali esigenze e di scelte corrispondenti a queste esigenze; la sentiamo come una realtà che arranca, affanna, si affatica, spesso torna a spagliare i soliti sbagli, ma che sta cercando un "dialogo" interno ed un nuovo modo di "respirare". Le recenti campagne, il movimento di base nato attorno alle elezioni, mostrano un fermento che arricchisce, se canalizzato bene, e di questo vorremmo poterci arricchire anche noi; inoltre è una terra che epr sua natura e per sua storia è "abituata" all’incontro ed al far dialogare la prorpia cultura con le altre.

Invitiamo tutti a contattarci attraverso il sito www.teatrourgente.it, la mail info@teatrourgente.it o il numero 3034646703 per avere informazioni su come partecipare, incontrarci, o semplicemente vivere con noi queste giornate siciliane.

Il programma di massima è questo: 17 agosto, presso le sale del castello di Alcamo, "hairesis", la nostra ultima produzione, uno spettacolo dedicato al mito della memoria ed al "ricordare" come eresia dei nostri giorni; sempre a partire dal 17 fino al 22 tutti i pomeriggi laboratorio teatrale "dai sensi al racconto", semrpe negli spazi del castello (tranne qualche esterna sulla spiaggia). Ogni mattina la possibilità di assistere al lavoro quotidiano degli attori del collettivo, al loro allenamento, ed alla preparazione del loro nuovo lavoro; ogni sera la possibilità di stare tutti assieme , in spiaggia, a cena, o dove e meglio per dialogare.


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Ad Alcamo Baratto Culturale ...dialogare con il proprio territorio.
3 agosto 2006, di : Vale

Ma sìì, accipicchia! Sì che il teatrante può pensare e tentare di cambiare il mondo! Esattamente come chiunque altro... Certo che il mondo non si cambia - da sè - o non si cambia - tanto facilmente -. Eppure penso che sia necessario e utile pensare che il mondo cambi (avviene comunque) e che possiamo contribuire alla direzione da imprimere a questa botte che continua a rotolare lungo l’eterna china. Lo penso insieme ad altri, che non si accontentano del: "Tanto tutto va dove vuole". Costruire e trasmettere sono tutto quel che abbiamo da fare, qui sopra... no?
    Ad Alcamo Baratto Culturale ...dialogare con il proprio territorio.
    11 aprile 2007, di : Francesco Chiantese |||||| Sito Web: Francesco Chiantese

    Infatti non è accettabile che si accetti che "tutto va dove vuole". Intendevo solo dire che, per agire su una cultura, non è necessario avere il "cambiamento" come obiettivo, ma il "cambiamento" è una conseguenza del raggiungimento di un obiettivo. Non credo nell’onnipotenza della’rtista, bensì nell’onnipotenza dell’arte. All’artista, ribadisco, credo sia dato il compito di fare in modo che l’arte esista ed, in tal modo, che essa esistendo possa cambiare le cose.
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Il lavoro di Baratto Culturale, che aprte mesi prima con la preparazione degli artisti che vi parteciperanno, si apre come consuetudine con una lettera che indica il modo in cui questa attività deve essere inserita in quelle quotidiane del gruppo di ricerca.
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