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Acqua acqua... foco foco...

Da un periodo di “scienza arida” (un universo privo di vita e privo di caratteristiche adatte alla vita umana) si andrà a un periodo di “scienza umida”?
di Sergej - martedì 3 novembre 2020 - 507 letture

«Non credo che il corpo lunare sia composto di terra e di acqua». Così scrisse Galileo Galilei nel 1616 in base alle conoscenze che poteva averne all’epoca. Qualche settimana fa la NASA ha annunciato invece che quantitativi di acqua sono presenti sulla Luna (nel lato “oscuro” non visibile dalla Terra). In concomitanza con i nuovi stanziamenti previsti per il progetto Artemis (che dovrebbe succedere al progetto Apollo di qualche decina di anni fa), e che dovrebbe riportare degli astronauti (anche delle donne) sul suolo lunare - per la bisogna sono stati adottati persino nuovi modelli di gabinetto, finalmente utilizzabili più comodamente sia da fisiologie maschili che da fisiologie femminili; la NASA sta cercando in tutti i modi di trovare il modo di stimolare l’opinione pubblica e accattivarne l’attenzione, per poter accedere agli stanziamenti di fondi governativi: ciò non significa che stia mentendo sui “ritrovamenti”, ma un po’ di enfasi la sta mettendo.

Luna e acqua

Anche per Marte una forte spinta è stata data puntando sulla ipotizzata presenza di acqua (ai poli?). In ciò anche la propaganda interna italiana ha provato a incunearsi attribuendosi una preminenza nella scoperta (il patriottismo o sciovinismo d’accattonaggio).

Da un periodo di “scienza arida” (un universo privo di vita e privo di caratteristiche adatte alla vita umana) si andrà a un periodo di “scienza umida”?

In concomitanza con il riscaldamento globale, il mutamento climatico per cui da una parte si assiste all’innalzamento dei mari e dall’altra alla desertificazione di molte regioni; la prevista esplosione di conflitti per l’accaparramento dell’acqua - secondo molti analisti già iniziati da una decina di anni anche se, interessando soprattutto in fase iniziale i Paesi del Terzomondo, non sono stati rilevati dalle opinioni pubbliche dei Paesi del “primo” mondo - analisti e studiosi ben consci di questo problema e dunque in prima fila nella coscienza del valore attribuito all’acqua e nella ricerca di possibili fonti esterne al nostro pianeta con cui unire l’utile al dilettevole: l’acqua e l’espansione spaziale - che ha un aspetto militare ma anche in termini di conoscenza.

Man mano che il pianeta di provenienza si inaridisce, gli umani cercano nello spazio suoli umidi. “Vivibile”, per le specie basate sul carbonio, l’ossigeno e l’acqua, significa appunto terre il più simili possibili (anche a costo di terraformarle) al pianeta originario, dominato - nelle immagini dallo spazio, come abbiamo imparato a vederci - dal blu dei grandi mari che riflettono il colore del cielo.


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