Accorpamento reparti di ostetricia e ginecologia

E gli interessi della gente e del territorio?
di Emanuele G. - venerdì 4 settembre 2009 - 1345 letture

Il Coordinamento per Lo Sviluppo Sostenibile e le dieci associazioni che vi aderiscono esprimono la più profonda indignazione per il trasferimento dei reparti di ginecologia e ostetricia presso l’ospedale di Augusta. Non è possibile pensare alla sanità, cioè ad un servizio essenziale per i cittadini, solo sulla base di numeri e di criteri ragionieristici.

Proprio quando si prospettava la possibilità di trasferire i reparti presso il Nuovo Ospedale, migliorandone operatività ed efficienza e sfruttando a pieno, tra l’altro, una struttura che rischia di rimanere inutilizzata in molte sue parti, le donne del comprensorio si vedono sottrarre un servizio di prima necessità solo perché i parti sono 360 o 380 e non 400 nel corso di una anno.

Come si fa a concepire uno spostamento in auto per partorienti, spesso in condizioni di urgenza, con un tragitto che va dai 20 ai 40 chilometri!? Com’è possibile assumere una decisione così importante per le ricadute sul territorio senza tenere nella minima considerazione le comunità locali attraverso le loro istituzioni?

Fra l’altro, anche a voler restare sul terreno economico, riteniamo che quello che si guadagnerebbe risparmiando su qualche stipendio, si perderebbe in termini di inquinamento e in risorse energetiche e umane da destinare a questi spostamenti continui presso l’ospedale di Augusta.

Lentini venerdì 4 settembre 2009.


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