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Acciaierie D’Italia, confronto a Palazzo Chigi

Attendismo del governo sembra una resa e getta il futuro dell’azienda nel baratro. Serve nazionalizzare Ex Ilva e cacciare Arcelor Mittal

di Redazione Lavoro - mercoledì 27 dicembre 2023 - 818 letture

Quella del Governo sembra una resa, questo attendismo getta futuro azienda nel baratro. Abbiamo chiesto al Governo di assumerne il controllo e di cacciare Arcelor-Mittal.

Così dobbiamo commentare il tavolo odierno presso Palazzo Chigi, in presenza di ben quattro Ministri e altrettanti sottosegretari.

L’esordio del sottosegretario Mantovano è emblematico della situazione: il Governo si deresponsabilizza dicendo che questa è una situazione che hanno ereditato, che possono solo attendere l’esito del confronto con Arcelor Mittal, capendo in che modo questa è intenzionata a intervenire dentro questa crisi.

Dopo una discussione durata 3 ore, la proposta del Governo è solo quella di un rinvio della discussione al 29 Dicembre: a questo tavolo non c’è alcuna indicazione di cosa si vuole fare.

Dopo un anno e mezzo di discussione, questo incontro ha lasciato la nostra organizzazione di stucco.

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Palazzo Chigi

Al tavolo abbiamo ribadito con forza la necessità di un intervento immediato, rivolto ad assumere il controllo dell’azienda. Il tempo ormai è finito e abbiamo fatto presente come sia necessario che il Governo assuma come elemento di certezza il fatto che con Arcelor Mittal non c’è speranza alcuna di rilancio degli stabilimenti e di come questo attendismo rischi di compromettere del tutto la possibilità di far sopravvivere gli impianti.

Abbiamo fatto presente della grave situazione in cui versano i lavoratori, abbiamo citato l’occupazione a Taranto della Concattedrale da parte dei lavoratori dell’appalto, per spiegare come oggi questi subiscano ricatti continui e la loro salute ed i loro stipendi siano utilizzati dalla multinazionale come uno scudo umano finalizzato ad assorbire ulteriori risorse pubbliche.

Siamo davanti ad un soggetto privato che ricatta tutti e che sta compromettendo per intero una filiera strategica di questo paese, spegnendone il futuro. La politica è inerme e oggi è sembrata a tutti una resa della politica stessa. Anzi ci sembra che il Governo abbia ancora come prima ipotesi la riconferma della multinazionale, presi dal terrore di essere travolte dai contenziosi.

Come USB davanti a questa debacle della politica non possiamo che continuare la mobilitazione, che dovrà assumere ulteriore intensità e convinzione.

Non possiamo arrenderci e continueremo a difendere il futuro industriale di questo paese, i lavoratori e la loro dignità, l’idea di un modello economico e di sviluppo diverso che guardi alla tutela dell’ambiente.

Unione Sindacale di Base

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