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Abruzzo: 21 migranti rinvenuti in una stazione ferroviaria

"Perdonaci, fratello ... Se nei giorni di festa, non ti abbiamo braccato per condurti a mensa con noi..."
di Alessio Di Florio - mercoledì 22 dicembre 2010 - 2380 letture

21 migranti, infreddoliti e sofferenti rinvenuti mentre vagavano nei dintorni di una stazione ferroviaria di Vasto. Hanno immediatamente ricevuto la solidarietà del Comune, il cui assessore alle politiche sociali si è attivato immediatamente per i primi conforti, della Caritas che li ha ospitati e di un pub che ha fornito loro cibo e acqua. Ma lì attende il rimpatrio. E’ la settimana che porta al Natale, nella frenesia dello shopping consumista e nel luccichio dei lustrini e degli addobbi il nostro pensiero rimane a loro. Alla loro umanità per cui non sembra esserci spazio nella cattolica Italia che si prepara ai cenoni.

Vagavano nel buio, nel freddo di una fredda stazione. Giorni di neve, giorni di grande freddo. Vagavano sull’asfalto, incerti, senza una direzione. Non sapevano dove andare. Vagavano, in cerca d’aiuto, speranzosi d’umanità. Tristi, disperati, non possedevano grandi limousine, ma solo i loro stanchi piedi. Non indossavano cravatte e vestiti di lusso, ma solo pochi vestiti laceri. Non portavano denari, non proponevano speculazioni e business. Non avevano grandi e ricche borse. La loro unica borsa era un cuore gonfio, di sofferenza e di dolore Chiedevano aiuto, cercavano umanità. Non costruiscono palazzi ma cercano una casa. E allora non interessano, la legge li scaccia, la legge è dura con loro. La stampa ci informa che saranno rimpatriati. Per loro potrebbero essere già pronti i cancelli di un CIE. Non ci sono grandi avvocati, cavilli e scarcerazioni. Espulsi, scacciati. E’ Natale, il Natale di un bimbo, nato povero e al freddo. Ma per loro, trovati al freddo e denutriti non c’è spazio nel Natale del ricco epulone. Lontani, lontani, via, via. Grazie a chi per qualche ora ha ricordato i doveri dell’ospitalità. Grazie a chi ha ricordato che siamo figli di una civiltà che l’ospitalità considerava sacra. Grazie a chi ha espresso umanità. A chi ha riscattato una legge crudele, una legge inflessibile e dura, perché per loro non c’era difesa. Erano 21, come il numero degli Apostoli ma rovesciato. Sarebbe bello se la storia fosse rovesciata, Se fosse letta dai poveri e dai diseredati, se sulle tavole del ricco epulone sedesse il povero Lazzaro. Se la legge fosse dura con cravattari e affaristi senza scrupoli. E difendesse i poveri, gli ultimi, i migranti. Scusateci fratelli, cercavate umanità, accoglienza. Avete trovato pochi angeli, ma una legge dura come pietra. Siete ora lontani, ma guai a noi se vi dimenticheremo. Siete ora lontani, che possiate presto conoscere Natali migliori. Natali della solidarietà, Natali d’Umanità.

Con don Tonino Bello "Perdonaci, fratello ... Se nei giorni di festa, non ti abbiamo braccato per condurti a mensa con noi..."

Con Dino Frisullo ci chiediamo e ci chiederemo per sempre "quando verrà il tempo in cui uomini e donne saranno liberi cittadini e la nostra patria il mondo intero?"

Alessia Montuori - Ass. SenzaConfine

Nadia Furnari - Ass. Antimafie Rita Atria

alessio di florio - PeaceLink Abruzzo


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