A volte ritornano

Stanno per arrivare due nuovi politici. Dal "basso", però
di Adriano Todaro - martedì 17 giugno 2014 - 1340 letture

La speranza è sentimento nobile e noi non dobbiamo mai disperare. Ci sono persone che quando le abbiamo conosciute, anche per interposta persona, anche attraverso la stampa, quando non ci sono più lasciano un vuoto difficilmente colmabile. Non perché muoiono ma perché hanno deciso di fare un passo indietro, di raccogliersi nella meditazione, di distaccarsi dalle cose terreni, di immergersi nella spiritualità. Ma, come detto, non bisogna disperare e ogni tanto ritornano fra noi e danno il loro contributo alla soluzione dei problemi.

In questi ultimi giorni, due sono i personaggi che sono tornati o hanno intenzione di ritornare fra noi per aiutarci. Il primo è il Passerotto Inquisito che dopo le ottime prove nelle banche, alle Poste e al governo diretto dal Loden Verde, si è ritirato a studiare le radici quadrate. Ma l’uomo ha grandi qualità e, studia e ristudia, ha scoperto "un grande vuoto che gli attuali contenitori politici non sono in grado di riempire". Quindi il problema è avere un contenitore abbastanza ampio e il Passerotto ha pensato a Italia Unica che non è il marchio di un nuovo supermercato ma è il contenitore, nuovo, del centrodestra. Così si è fatto un partito e ora sta studiando cosa e chi mettere dentro il contenitore.

L’altro che ritorna è l’ex camerata Gianfranco. Sì, proprio lui, quel Fini che qualcuno l’aveva scambiato per uno statista. E cosa ti fa l’ex presidente della Camera, ex segretario del Msi, ex segretario di An, ex amico e sodale dell’Omino Sfatto? "Oggi ‒ afferma Gianfranco ‒ il centrodestra è una torre di Babele, io voglio chiedere agli elettori: cosa deve fare il centrodestra?". Domanda esiziale per la vita di milioni di persone. Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, tutti a domandarsi: cosa deve fare il centrodestra?

Già cosa deve fare? Nascondersi? Creare un altro partito? Entrare nel contenitore del Passerotto Inquisito? No, dice il politico, non fondo un nuovo partito. Al che mi sono un po’ tranquillizzato. Ma subito Fini ha continuato un po’ minaccioso: voglio rilanciare la "politica dal basso".

Ohibò! E’ una prova non da poco, lo ammetterete, che implica anche l’utilizzo di leggi fisiche. Ricordate a scuola quella spinta dal basso all’alto, pari al peso ecc. ecc.? Eppure questa visione di Fini che ricomincia dal "basso" è interessante e ho pensato che volesse andare ad attaccare i manifesti alla testa di un manipolo di fedelissimi (5 o 6). Ed invece sbagliavo. Lui vuole sì rilanciare la politica dal basso ma "attraverso il web".

Idea stupenda a cui nessuno aveva ancora pensato. Poi travolto dalla modernità imperiosa del web ha specificato, pensate un po’, che creerà un sito apposito per ascoltare gli elettori su temi specifici. E’ incredibile come la modernità stia compiendo passi da giganti. Si dice che lassù, in cielo, si abbia un occhio di riguardo per animosi e pugnaci. Questi due lo sono. Un vecchio film era titolato "Dio ha bisogno degli uomini". Avrà bisogno anche di questi due?

Se questi due vogliono ritornare per farci contenti, c’è n’è un altro che è ben presente e che, ogni tanto, deve dire qualcosa per fare ricordare a tutti che lui esiste. Sapete la questione dei 150 milioni sottratti alla Rai, lo sciopero, le polemiche con Renzino ecc.? Ebbene qua si è inserito anche il cugino di Ignazio, l’uomo che non deve chiedere mai in quanto non saprebbe cosa chiedere. In realtà vi possiamo svelare un piccolo ritrattino familiare. Dunque il nostro Maurizio era tutto impegnato, come al solito, a leggersi le istruzioni del decoder che non riesce a far funzionare. La moglie lo pungolava da giorni: "Maurizio devi darti da fare, devi dire qualcosa. Dopotutto sei quello che ha inventato la Gasparri. Non puoi non prendere posizione". "E’ vero ‒ rispondeva il Maurizio ‒ ma cosa dico? Io non so nulla della Gasparri? Mica l’ho scritta io quella legge che ha fatto contento Silvio. Cercavano uno che prestasse loro il nome e, in quel momento, c’ero solo io...". "D’accordo, ma inventati qualcosa, datti da fare".

E così il bel Maurizio, a Radio due, non sapendo cosa dire, da politico di lungo corso, si è rifugiato in una questione personale: "Io con la legge Gasparri ho difeso la Rai, per questo pretendo una mia statua che venga montata sopra il cavallo di viale Mazzini". L’idea non è affatto peregrina. Sarebbe bello vedere il Maurizio sopra il cavallo all’entrata della Rai. Il cavallo è un po’ sbilenco rispetto al palazzo, Maurizio di sghimbescio ha lo sguardo e quindi, nell’insieme, starebbe bene. Ma il capogruppo al Senato di Fi, a sua insaputa, ha voluto strafare e, addirittura, ha voluto dare qualche consiglio a Renzino: "Dovrebbe lasciare alla Rai i 150 milioni e comunicare che questi vadano usati per il web e le tecnologie moderne".

Ecco ancora il web. Non ci sarà lo zampino di Fini per caso? E invece no. Maurizio non pensava al suo ex camerata Fini quanto piuttosto alle nuove tecnologie, soprattutto al decoder che ancora non ha capito come funzioni.

A proposito, una cosa è certa: è confermato che Dio non ha proprio bisogno del cugino di Ignazio lo Sghignazzo. Anche perché del decoder non saprebbe cosa farsene.


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