A proposito dei rifugiati in Sicilia

Cerchiamo di affrontare il problema con realismo. Se no si rischia di esercitare solo l’arte dell’ipocrisia dove noi italiani spesso eccelliamo.
di Emanuele G. - venerdì 1 aprile 2011 - 1591 letture

C’è necessità - finalmente - di far uscire il dibattito sui rifugiati o clandestini dalle secche dell’ipocrisia. Questa sì facile. Atteggiamento che non implica alcun moto di responsabilità. Pertanto, voglio far riflettere voi i lettori di Giro di Vite su alcuni fatti.

Che qualità di vita siamo in grado di dargli a tutti questi qua? Spente le luci dei riflettori loro entreranno nel cono d’ombra dello sfruttamento del caporalato e delle organizzazioni mafiose come manovalanza. Nella migliore delle ipotesi vivranno in squallidi sottoscala. Abbiamo in Italia una concreta politica di accoglienza e inserimento? Non c’è nulla. Figurarsi che non c’è un barlume di politiche attive per le famiglie italiane… Un dato su tutti: sono state presentate parecchie migliaia di domande per accedere agli asili nidi di proprietà del Comune di Catania. Disponibilità di posti: appena 1.100! Quindi…

Sono rifugiati oppure clandestini? La confusione che regna sulla questione mi puzza di bruciato lontano un miglio. Vi ricordo che tutti questi hanno pagato fino a 1000 euro per sbarcare a Lampedusa. Da ciò si deduce che ci sono delle organizzazioni criminali che sono specializzate nello "smercio" di questi disgraziati. Inoltre, se sono rifugiati come mai moltissimi residenti nel centro di accoglienza di Mineo si sono già dileguati facendo perdere le loro tracce? Cosa hanno da nascondere? Il procuratore nazionale anti-Mafia Grasso ha affermato che almeno 400 minorenni sono scomparsi. Notizia inquietante. Dicono che la loro destinazione finale sia la Francia o la Germania perché hanno un lavoro lì. Bene...ci facciano vedere un regolare contratto di ingaggio in modo da autorizzarli ad andare al più presto in quei paesi.

Molti si impietosiscono davanti a questi drammatici eventi. D’accordissimo, ma sbagliano perché non è con la pietà che si risolve il problema. Tutt’altro. Infatti, il pietismo pone l’attenzione sul caso disperato di un povero cristo, mentre si dimentica bellamente della criticità rappresentata da tutta la massa di rifugiati o clandestini. In più, molti si impietosiscono per poi essere i primi a sfruttarli per costruire le proprie case borghesi o impiegarli nelle campagne. In nero e senza alcuna forma di protezione medica e sociale. Magari rivolgendosi al caporalato o alle mafie per "ingaggiarli". La vera pietà sarebbe quella di imporre per loro condizioni di vita dignitose nel loro paese d’origine.

Non ci viene il sospetto che siano gli Stati di provenienza a organizzare questi periodici flussi migratori verso il nostro paese al fine di “premere” per ottenere qualcosa in cambio? Per fare smettere tutto questo bisogna dire semplicemente agli Stati di provenienza di rifondere in toto gli Stati riceventi dei costi di soggiorno e rimpatrio. Punto e basta. E non ci vengano a dire che sono paesi poveri se i vari Ben Alì, Gheddafi e Mubarak hanno fortune personali che superano abbondantemente i 100 miliardi di dollari a testa. Non si pensa a sequestrare queste ingenti fortune al fine di finanziare il rimpatrio e i piani di sviluppo economico e sociale di quei paesi.

Noi europei ci glorifichiamo di voler “esportare la democrazia” per poi in realtà esportare solo i nostri interessi economici. Vogliamo finalmente esportare lì la democrazia? Bene. Cominciamo noi ad essere un esempio per tutti loro e a favorire la crescita di una vera democrazia in quei paesi. Basta con l’aiuto a tanti dittatori solo perché ci permettono l’accesso alle fonti energetiche. A tal proposito bisogna stare attenti a credere nella favoletta della "guerra umanitaria" contro il regime di Gheddafi. Francia e Inghilterra vogliono soffiare al nostro paese le concessioni petrolifere e lo sfruttamento dell’uranio. Se il buongiorno si vede dal mattino...

La Sinistra europea si è fatta imbrogliare credendo che le classi dominanti dei paesi arabi e islamici traessero spunto dall’ideologia di Sinistra. Che errore! Il baathismo non è altro che una versione panaraba dell’ideologia fascista e nazista. Alla Sinistra andava bene perché questi pseudo-regimi di Sinistra arabi e islamici si ponevano come argine alla potenza coloniale americana e al suo più fidato alleato nella area, Israele. Quanti leader della Sinistra italiana hanno incensato i vari Boumedienne, Gheddafi, Mubarak, Ben Alì, Assad, Saddam Hussein e altri ancora! La Sinistra li ha considerati campioni del c.d. "terzomondismo". In realtà erano solo dei sanguinari dittatori...

E’ venuto il momento di far partire sul serio la tanto declamata “area di libero scambio mediterranea”. Fino ad ora mi pare un’entità non definibile e presente esclusivamente sulla carta. Essa deve fungere da piattaforma - non solo economica - per una concreta partnership fra le varie sponde del Mediterraneo. Essa deve portare e creare occasioni di sviluppo continuativo nell’Africa sahariana e settentrionale. La scommessa è questa. Altre strade non ci sono. E’ lì che abbiamo necessità di creare opportune politiche economiche che permettano a tutte quelle popolazioni di avere una vita dignitosa.

Un’ultima considerazione. Come mai, cari "pietisti", tutta questa massa di rifugiati o clandestini viene soltanto da noi e non si rivolge a Spagna, Francia, Grecia o Malta? Il motivo è piuttosto semplice. Lì la normativa è molto restrittiva e non favorevole alle loro richieste. Chi non ha un regolare permesso di soggiorno viene immediatamente rimandato indietro nella stessa giornata. Vengono qui da noi perché ci lasciamo abbindolare e impietosire con fin troppa facilità. Alla fin fine la Bossi-Fini si è rivelata una legge tendenzialmente inutile...

Sono queste posizioni per così dire razziste? Non mi pare. Io sono sempre schietto nel mio parlare. Non sopporto i sofismi. Nella situazione drammatica dei nostri tempi ci si salva soltanto con realismo estremo. Altrimenti continuiamo a chiudere gli occhi rendendoci di fatto colpevoli e complici dell’aggravamento della situazione.


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