"A prima vista", il romanzo di Alessandra Calanchi
A prima vista / Alessandra Calanchi. - Teramo : Galaad Edizioni, 2025. - 152 p., br. - (La quercia e il tiglio). - ISBN 979-12-80737-44-1.
“A prima vista, non si sarebbe mai detto che era stato un professore. Ivan Mangiacristiani era ispido come una bestia, non solo sulle guance, ma su tutto il corpo; e aveva due occhi da indemoniato, una cicca sempre spenzolante fra i denti cariati, e un furore assassino ogniqualvolta aprisse bocca.” Il professore è il primo dei tanti personaggi che animano Porto Apollo che, nonostante il nome rivierasco, è un borgo dell’Appennino tosco-emiliano, ovvero “un buco di paese disperso fra le montagne”, munito solo di un torrentaccio nel quale vengono scaricati i rifiuti.

- Copertina di A prima vista, di Alessandra Calanchi
Sarà il professore a sciogliere l’enigma di un fatto criminoso dell’estate del 1971, e non la polizia con le sue indagini. Qui non si vuole anticipare nulla, e la nostra attenzione è rivolta al borgo e ai suoi abitanti che Alessandra Calanchi dipinge con garbo e divertita ironia come la tirchia Zia Pina che in occasione delle rade visite offre “lo stesso vassoietto di pasticcini imbalsamati” che sta da anni dentro la vetrinetta del salotto. Si sente spesso il timbro di questa narrazione divertita, anche a proposito del juke-box del bar: “Dovete sapere che all’inizio degli anni Settanta il juke-box era un elemento di aggregazione imprescindibile – quello che gli psicologi chiamerebbero un feticcio, i sociologi un fenomeno culturale, gli antropologi un totem – e non un semplice dispensatore di canzonette.”
In quell’agosto del ’71 accadono cose strane delle quali sono investiti anche i ragazzini capitanati dalla Castellana, una “cinna” che legge già Cent’anni di solitudine. Sono tutti in quell’età indecifrabile fra gli undici e dodici anni, e fra poco sarà per loro la fine delle corse in bici, dei tuffi nel torrente, della visite notturne al cimitero, e si avventureranno in un’altra età ancora sconosciuta, temuta e desiderata.
L’epilogo nel 2025 è un dialogo fra l’autrice e il suo agente editoriale. L’agente le enumera i difetti del suo racconto: una narratrice invadente, i troppi personaggi del primo capitolo, perfino un uso sbagliato del congiuntivo, ma qui l’autrice insorge in nome della sua conoscenza della consecutio temporum. E poi c’è una piccola, deliziosa sorpresa finale che ci farà capire qualcosa di più dell’autrice e della Castellana.
Sinossi editoriale
Siamo all’inizio degli anni Settanta, e nel bar del paese arriva il juke-box. Ma il ritrovamento di un cadavere e uno strano commercio di quadri falsi turbano la quiete instabile dei personaggi - un professore, una strega, due suore, alcuni villeggianti che buttano i rifiuti nel torrente, una bambina che seppellisce le bambole. L’indagine, inevitabile e condivisa, porta in superficie molto più di quanto appare a prima vista. A prima vista di Alessandra Calanchi si è aggiudicato una Menzione Speciale per Romanzo Inedito nell’edizione del 2024 del Festival Giallo Garda con questa motivazione: "Una scrittura leggera e a tratti umoristica accompagna il lettore nella singolare ambientazione di un borgo, tanto immaginario e quasi favolisticamente lontano nel tempo e nello spazio quanto minuziosamente e topograficamente descritto, e della galleria dei suoi caratteristici abitanti, dove a una catena di piccoli e apparentemente innocui e insignificanti misteri si sovrappone il caso di un omicidio la cui soluzione sfugge agli investigatori ufficiali, ma non a un personaggio improbabile quale indagatore classico, e tuttavia interprete della coscienza collettiva del paese e attento lettore delle sue voci e dei suoi fatti di vita".
Leggi anche: Tutta brava gente di paese tranne il morto / di Luca Sartori, in: Girodivite, 26 giugno 2025.
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