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A Trieste, il 9 maggio manifestazione contro la guerra globale e il corridoio IMEC

In occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, venerdì 9 maggio si terrà a Trieste una manifestazione pubblica contro il rischio di una nuova guerra globale..

di Laura Tussi - sabato 9 maggio 2026 - 353 letture

In occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, venerdì 9 maggio si terrà a Trieste una manifestazione pubblica contro il rischio di una nuova guerra globale e contro il progetto del corridoio IMEC.

L’iniziativa, promossa dal Comitato NO IMEC insieme alla Tavola Pace FVG, intende richiamare l’attenzione sulla crescente escalation militare internazionale e sul ruolo strategico che il territorio triestino potrebbe assumere all’interno delle nuove direttrici geopolitiche e militari sostenute dall’Occidente e dalla NATO.

Secondo i promotori, mentre i conflitti si estendono dall’Ucraina al Medio Oriente — passando per Palestina, Libano, Yemen e tensioni con l’Iran — si starebbe delineando un processo di progressiva militarizzazione del Mediterraneo e dei porti dell’Alto Adriatico, incompatibile con la vocazione storica, commerciale e internazionale del Porto Franco di Trieste.

In questo quadro, il progetto IMEC e la cosiddetta “Three Seas Initiative” vengono interpretati come strumenti funzionali a una strategia di competizione globale che rischia di coinvolgere direttamente anche il Friuli Venezia Giulia e i porti di Monfalcone, Capodistria e Fiume.

Il Comitato NO IMEC: “Trieste non diventi una piattaforma di guerra”

Gli organizzatori denunciano il pericolo che Trieste venga trasformata in una piattaforma logistica a supporto delle operazioni militari e delle guerre in corso, assumendo un ruolo operativo nei conflitti che stanno devastando il Medio Oriente e alimentando la contrapposizione internazionale con la Russia.

Per il Comitato NO IMEC, la prospettiva di inserire i porti dell’Alto Adriatico all’interno delle nuove catene strategiche euro-atlantiche rappresenta un passaggio estremamente critico, poiché rischia di subordinare il territorio alle esigenze dell’economia di guerra e della competizione militare globale.

Tra i promotori dell’iniziativa vi è anche Alessandro Capuzzo, che insieme alla Tavola Pace FVG sottolinea la necessità di costruire una mobilitazione civile e popolare capace di opporsi alla trasformazione del Mediterraneo in uno spazio sempre più segnato dalla militarizzazione e dalla presenza strategica della NATO.

Secondo gli organizzatori, il rischio concreto è che infrastrutture civili, porti commerciali e corridoi logistici vengano progressivamente integrati in dispositivi geopolitici e militari, con conseguenze profonde per la sicurezza, l’autonomia e la vocazione pacifica dei territori coinvolti.

La mobilitazione per la pace e la solidarietà internazionale

Alla manifestazione sarà presente anche Sandra Palmesi, rappresentante per il Friuli Venezia Giulia della Global Sumud Flotilla. Nella stessa giornata, il movimento si riunirà in assemblea a Marmaris per discutere la prosecuzione della missione internazionale e chiedere la liberazione degli attivisti Saif Abukeshek e Thiago Ávila.

La manifestazione si svolgerà in forma di cammino pubblico: il corteo partirà alle ore 10 da Piazza San Giacomo, presso la targa che ricorda le vittime dei bombardamenti anglo-americani del 1944, per raggiungere successivamente la sede dell’Autorità Portuale in via Von Bruck.

Il significato simbolico della mobilitazione appare particolarmente forte: ricordare la fine della guerra mondiale per opporsi oggi alla possibilità di nuovi conflitti sistemici e alla normalizzazione dell’economia di guerra.

Il Comitato NO IMEC e la Tavola Pace FVG invitano cittadini, associazioni, studenti e realtà sociali a partecipare alla mobilitazione “per impedire che l’Europa e il Mediterraneo vengano trascinati verso una nuova guerra mondiale” e per riaffermare una prospettiva fondata sulla pace, sulla cooperazione internazionale e sulla smilitarizzazione dei territori.


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