A Marzamemi trionfano Dvortsevoy e Carnemolla
Anche quest’anno il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi è giunto al termine...
Anche quest’anno il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera è giunto al termine consacrando il trionfo di Tulpan di Sergey Dvortsevoy. Premiato da una giuria qualificata composta da P.Scimeca, M.Serenellini, F. Banzi e N. Bonaiuto, il film è stato una rivelazione per la capacità di usare lo spazio, la luce, i colori, e i suoni, i tempi, i ritmi di ciò che accade per creare un mondo coerente e profondo, esotico e insieme familiare. La pellicola ha mostrato il vero volto di un Paese per noi misterioso, il Kazakhstan, ed è stato in grado di raccontare nel modo più realistico lo shock di un popolo lacerato tra cultura pastorale e globalizzazione.
Lucia Sardo ha consegnato il premio a Dario De Luca in rappresentanza della casa distributrice BIM .
Sul palco di Piazza Regina Margherita si è svolta anche la premiazione del corto vincitore del concorso riservato ai cortometraggi. A vincere Il prossimo inverno di A. Carnemolla, proiettato in piazza, che ha raccontato la storia di un vecchio marinaio, di un ragazzo e di un pescatore in una piccola borgata di mare nel Sud della Sicilia. I loro disagi si dissolvono insieme alle ultime tradizioni rimaste in un paese calpestato dall’individualismo delle istituzioni politiche. La motivazione al premio è stata la capacità di tracciare un percorso di continuità con cui le tradizioni passate si proiettano nello sguardo delle nuove generazioni e di narrare storie ascoltate tra piccoli eroi e personaggi di tutti i giorni da cui l’autore trae la forza per esprimere le sue sensazioni.
Menzioni speciali a Being Handy di V.Cosentino, Clamoroso al Cibali di A. D’Agata ed infine a Colors di G. del Corral. A consegnare i premi agli autori dei corti è stato S.Pecoraro di Cine Sicilia. La serata è proseguita con un omaggio al Festival da parte di Giuseppe Rinaldi, in arte Kaballà, il siciliano di nascita ma milanese di adozione, la cui musica propone una interessante miscela di pop e sonorità etniche abbinate a testi, spesso in dialetto siciliano, non di rado arricchiti da numerosi riferimenti letterari.
Sul palco, Kaballà ha interpretato una serie di brani tra cui "Terra che brucia" e "Petra Lavica", rispettivamente accompagnati il primo da immagini tratte dal film "Il Padrino parte III", e il secondo da immagini tratte da vecchi film e documentari siciliani.
Il Festival si è concluso con la proiezione di SUD di G. Salvatores film che, per la suggestione del borgo marinaro, per i suoi scorci caratteristici sul mare ha fatto di Marzamemi un set naturale cinematografico permanente. Si chiude dunque il sipario della IX edizione del Festival con l’auspicio di poter portare avanti un’iniziativa che pone Marzamemi come centro culturale del mediterraneo dove si gioca un ruolo importante per il futuro.
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