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3-I, il governo privatizza l’informatica di Inps, Inail e Istat

No di USB: il 17 novembre presidio al Ministero del Lavoro

di Redazione Lavoro - mercoledì 16 novembre 2022 - 1280 letture

Giovedì 17 novembre, alle ore 14:00, USB Pubblico Impiego terrà un presidio davanti alla sede del Ministero del Lavoro, in Via Vittorio Veneto 56 a Roma, per ribadire la contrarietà alla costituzione della 3-I SpA, una società in house che si occuperà di sviluppo, manutenzione, gestione di soluzioni software e di servizi informatici a favore di INPS, INAIL e ISTAT che copriranno il 100% del capitale sociale corrispondente a 45 milioni di euro.

Il prossimo 24 novembre i tre enti pubblici costituiranno formalmente la società con atto notarile. USB Pubblico Impiego chiede all’attuale governo discontinuità con le scelte assunte dal precedente esecutivo, bloccando la costituzione e l’avvio della società di servizi informatici. L’operazione che si vuole attuare è una palese privatizzazione dell’informatica pubblica di INPS, INAIL e ISTAT, per giunta impiegando, almeno inizialmente, funzionari informatici dei tre enti, assegnati temporaneamente alla società.

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Presidio Inps Inail Istat

Le giustificazioni addotte dal management dei tre enti alla necessità di costituire una società d’informatica in house non reggono: sviluppo, innovazione, servizi informatici, si possono assicurare anche restando in ambito pubblico attraverso sinergie tra gli enti e mettendo a fattor comune le esigenze in campo informatico per ottenere quei risparmi di spesa che si sostiene siano ottenibili solo attraverso la SpA.

USB Pubblico Impiego continuerà a battersi per bloccare ogni progetto che porti alla privatizzazione delle attività gestite dalle amministrazioni pubbliche. Durante la pandemia il mito dell’efficienza del privato è definitivamente caduto e le amministrazioni pubbliche come INPS e INAIL hanno garantito la continuità dei servizi e l’erogazione dei sostegni decisi dal Governo, così come l’ISTAT ha assicurato la continuità dell’analisi dei dati statistici di valore generale.

USB Pubblico Impiego

PRECEDENTE

Nell’incontro di giovedì 27 ottobre tra i nuovi assunti informatici ed il Direttore Centrale dell’Informatica, quest’ultimo ha seguitato a sostenere la validità della riorganizzazione dell’Istituto nella parte in cui viene istituita una funzione “procedure” in ogni singola direzione centrale. In pratica, dovranno essere “deportati” dalla DC Informatica alle altre DC 60/80 colleghi e probabilmente i 10 futuri assunti dal concorso di dirigente che deve essere ancora bandito. Quale sarà il loro compito? Raccogliere requisiti, svolgere test sulle nuove procedure e rapportarsi sia con il personale amministrativo che con quello informatico che resterà in DC Informatica. Praticamente lo stesso lavoro che gli informatici svolgono da anni in Istituto, restando però incardinati nella propria struttura.

Per USB questa riorganizzazione sembra un tentativo maldestro per colmare i vuoti di organico. Tuttavia, basterebbe attendere l’immissione in ruolo dei vincitori del concorso in svolgimento per Consulenti della Protezione Sociale, prevista per inizio 2023 per ovviare almeno in parte a questo problema.

L’attuale modello organizzativo resta a nostro giudizio valido e questa riorganizzazione va rispedita al mittente subito. Ai grandi “scienziati” che l’hanno ideata ricordiamo che:

non più di poche settimane fa l’Inps ha vinto un importante premio per il “consulente digitale per le pensioni”, realizzato con l’attuale organizzazione che evidentemente è già funzionale e produce ottimi risultati; nel periodo pandemico l’Inps ha continuato ad erogare prestazioni pur con tutto il personale in Smart Working, grazie all’enorme sforzo dei colleghi della DC Informatica e di tutto il restante personale; porre un lavoratore informatico gerarchicamente alle dipendenze di un direttore amministrativo rischia di non essere efficiente, dato che potrebbe non essere a pieno valorizzata la professionalità tecnica. Non si deve dimenticare che molti dei nuovi colleghi hanno già avuto esperienze lavorative in grandi società informatiche come Accenture, Ernst & Young e Engineering Ingegneria Informatica. Altri hanno competenze di sviluppo software, Intelligenza artificiale, machine learning e big data, sicuramente argomenti non di competenza delle Direzioni amministrative. Invece di spostare gli informatici, rischiando di far perdere loro le competenze, sarebbe meglio creare un gruppo interno di sviluppatori e portare nell’Istituto una parte degli sviluppi software, che impegnano attualmente circa 250 milioni di euro. Inoltre, l’Inps ha investito molto nello sviluppo delle competenze digitali del personale amministrativo, compreso un bel corso in quel di Spoleto per gli animatori digitali. A che pro se poi si prendono degli informatici e si spostano nelle Direzioni Centrali per fare le analisi amministrative delle procedure?

Il progetto di riorganizzazione era funzionale alla 3-I SPA, la cui costituzione però è stata congelata dal nuovo governo a data da destinarsi, per poi magari – come chiede USB - essere cancellata del tutto. A questo punto quali vantaggi dovrebbe portare la frantumazione della DC Informatica? Qualche mese fa il Direttore Centrale dell’Informatica aveva sostenuto la necessità di portare gli STT (informatici addetti all’assistenza dei colleghi nelle sedi, ex GAI) all’interno della struttura centrale, per una più efficiente organizzazione. Quindi si accentra la gestione degli informatici territoriali e parallelamente si vogliono “deportare” gli addetti alle procedure. A voler essere buoni, c’è molta confusione.

USB nei prossimi giorni organizzerà un’assemblea con i lavoratori informatici assunti da marzo per assicurare la tutela della loro funzione. Non staremo a guardare in silenzio lo smantellamento di una funzione essenziale per il funzionamento dell’Istituto e che deve invece essere potenziata.


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