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201911 Novembre 2019 - cronoweb

Cosa è accaduto nel mondo del Web nel novembre 2019?
di Sergej - venerdì 8 novembre 2019 - 420 letture

8 novembre 2019

Su Wired Luca Attias elenca le "otto cose che non sono riuscito a fare per rendere l’Italia digitale".


13 novembre 2019

Retromania / archeologia dei computer: su HDBlog si parla di Lisa Apple.


14 novembre 2019

Lanciato il servizio streaming Disney+. Previsto in Italia per il marzo 2020 (Punto Informatico). Nel frattempo in Italia ci prova RaiPlay a concorrere con i servizi streaming di Netflix e Amazon Prime.


15 novembre 2019

Jimmy Wales (Wikipedia) prova a lanciare Wt.Social, sito di news (Linkiesta, ZeusNews). Non sembra farà molta strada.

"Secondo alcuni gli emoji sono le pitture rupestri dell’era digitale" (Giovanni De Mauro su: Internazionale).

Notizia spazzatura del giorno: "PayPal non consentirà più i pagamenti su PornHub per le persone che caricavano i loro video e guadagnavano con le percentuali derivate dalle pubblicità." (Il Post).


16 novembre 2019

Cretinerie: Facebook cambia nome, ora si chiama FACEBOOK ([]ZeusNews->https://www.zeusnews.it/n.php?c=27764).


18 novembre 2019

"Finisce l’era dell’innocenza per i domini .org: Public Interest Registry vende i propri asset alla Ethos Capital sancendo il passaggio di proprietà" (Punto Informatico).


19 novembre 2019

Su Wired si comincia a parlare su cosa ci sarà nel web dopo i social network.

Sono 10 anni che esiste la World Wide Web Foundation (Wired).

Il quotidiano La Stampa, prima di Agnelli/Fiat e ora del gruppo La Repubblica/L’Espresso, ha abbandonato l’uso delle licenze Creative Commons per gli articoli ed è tornato al copyright tradizionale (Il Post).

Per chi ha sentito parlare della "patente europea" ECDL (ora ICDL): è morto quello che viene indicato come l’ideatore, Giulio Occhini (Punto Informatico).


25 novembre 2019

Videogiochi: "Il 23 novembre 2004 veniva rilasciato negli Usa World of Warcraft (WoW)" (Wired).

"Tim Berners-Lee pubblica il suo contratto per il web, con le azioni che governi, aziende e comuni cittadini dovrebbero mettere in pratica per proteggere dati, privacy e combattere la violenza e le fake news" (Wired).


28 novembre 2019

"Gli indirizzi IPv4, [...] ovvero dell’identificativo con cui ogni dispositivo connesso a una rete (non soltanto una rete internet, ma anche una rete domestica) si presenta e comunica con gli altri" sono teoricamente finiti a novembre (si è passati da qualche anno al sistema IPv6). Ce lo ricorda: DDay. Tra il 2010 e il 2013 è stato attivo anche un Gruppo IPv6 Italia di riferimento, di supporto informativo alla transizione, che è stata gestita dai gestori dei server e della rete.

I giornali italiani si accorgono che le multinazionali del Web fanno molti profitti e pagano poche tasse (RaiNews).



Nota

Notizie esclusivamente riguardanti il Web e Internet (no telefonini et similia). Se non trovi notizie vuol dire che non ce ne sono state o siamo stati distratti :-)

Naturalmente si tratta solo di un tentativo di cronaca. In effetti delle cose che accadono realmente ce se ne accorge solo dopo qualche anno...


(Tutte le news pubblicate in questa rubrica confluiranno nella prossima edizione de Il CronoWeb, la cronologia del web edita da ZeroBook. Aiutaci a migliorare la cronologia collettiva del web, inviaci segnalazioni e osservazioni)

Attenzione: i link pubblicati in questa rubrica funzionano, sennò non li pubblicheremmo. Nel tempo però potrebbero non funzionare più (causa spostamenti di pagine cessazione di siti esterni ecc.). Di ciò che accade nel corso del tempo non siamo responsabili.



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