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1983-1997: Le associazioni: passpartout e nadir

Dal Papa a Marx passando per Flashdance
di Pina La Villa - domenica 23 ottobre 2005 - 5549 letture

La politica e la cultura.Le associazioni Passpartout (1983-1984) e Nadir (1986-1997)

“Il poeta”, disse il poeta, “non ha patria né radici.” “E anche se li avesse”, aggiunse la dolcissima, “non saprebbe dove e quando cercarli.” “Ti sbagli”, la corresse lui, “ci sono tante pagine bianche, ancora.” (Da “Il poeta”, cit. in Nadir agosto ’86, da Pino Marletta, p. 35)

Inizio l’antologia degli scritti editi di Salvo Basso con il 1983.

Salvo si è appena iscritto all’università, in Filosofia, (si laureerà qualche anno dopo).

Ma vive a Scordia e qui pubblica una rivista ciclostilata, che si chiama Passepartout. Non so se ci sono altri numeri in giro, io ne ho trovati cinque, che vanno dal marzo 1983 all’aprile 1984

Si tratta di un giornale ciclostilato, con disegni e testi dattiloscritti.

Esce contemporaneamente a Nadir, il giornale dell’associazione di cui qualche anno dopo farà parte anche Salvo. Nadir è a stampa, con articoli e a cura di Salvatore Agnello. I numeri vanno dal marzo 1983 (n. 0) ,al novembre 1984 (numero unico), all’agosto 1986, n 1. Su Nadir non ci sono scritti di Salvo (uno solo nell’agosto del 1986).

Per Passepartout Salvo cura probabilmente (non sono firmati) gli editoriali e poi scrive recensioni ai film in programmazione a Scordia, alle poesie che i suoi amici poeti pubblicano, e alle mostre che si tengono in città. Ma l’attenzione prevalente è sempre per la politica. Un numero è interamente dedicato alle elezioni del 1983 con interviste sondaggi risultati.

Partendo da pass partout e per tutta la sua attività Salvo non ha fatto altro che raccontare un pezzo della nostra storia - si, certo, della storia del suo paese, ma è una storia comune e lui ne ha colto i tratti “veri” “essenziali”, validi per altre esperienze anche perchè li ha colti con lucidità (vedi la storia del giornale Scordianotizie in aprile ’84).

Insomma Salvo è un ragazzo di non ancora vent’anni, prova, sperimenta: recensioni, cronache politiche, interviste “filosofiche”, racconti, tentativi di saggi o almeno di note saggistiche.

Passe-partout nasce come associazione nel settembre del 1982 (vedi l’articolo sulla mostra del libro, nel numero di agosto 1983, non c’è alcun riferimento esplicito a quell’epoca o all’occasione della nascita dell’associazione, ma possiamo riflettere sul fatto che il 3 settembre muoiono, a Palermo, uccisi dalla mafia, il generale Dalla Chiesa e la moglie). Il primo numero del giornale esce nel marzo del 1983, il secondo nel maggio 1983, il terzo nell’agosto 1983, il quarto nel novembre 1983, il sesto nell’aprile 1984 - manca il quinto (dove, scopro, dovrebbe esserci la lettera aperta al sindaco di salvo basso sul problema del comitato di gestione della biblioteca comunale).

Nadir ha due numeri zero, di cui uno è del marzo 1983 - come passe-partout. C’è poi un numero del novembre 1984 e poi la ripresa - con la collaborazione di Salvo - nell’agosto del 1986.

Passepartout e Nadir sono entrambe organi di due associazioni culturali con lo stesso nome. Passepartout è fatta da ragazzi più giovani e più liberi da appartenenze (come diciamo oggi) politiche, sono ex compagni di classe appena usciti dal liceo; Nadir è fatta invece da ragazzi di qualche anno più vecchi e sicuramente impegnati nella battaglia politica, militanti di DP (Democrazia proletaria), Domenico Cosentino e Salvatore Agnello. Passe-partout ha ambizioni più varie e uno spirito più indipendente e giovanile, è legato alla radio libera di Scordia (ne trascrive interviste ai politici e ai gruppi musicali, sondaggi, opinioni) e ha due firme femminili, che scompaiono completamente in Nadir: Anna Drago e Pina Agnello ( si occupano dell’otto marzo, di tumori al seno, della musica giovanile,di teatro).

Il tono, lo stile di passpartout, sono più scanzonati, ironici (interessante a questo proposito, Gaetano Contarino - con cui, fra l’altro, Salvo fa anche un fumetto - autore dei disegni e spesso delle copertine) anche la grafica di Passe-partout è più ricca di immagini seppur più disordinata di quella di Nadir, insomma Nadir è più sofisticato, più serio, più curato nella grafica e nell’impaginazione.

Ritrovo tutti i temi e soprattutto gli interessi di Salvo, chiari e perseguiti con coerenza poi negli anni successivi. Già nel titolo del giornale e dell’associazione l’idea della cultura come chiave di accesso alla realtà, come apertura. E poi la poesia, il cinema, i libri (la mostra del libro organizzata da Passepartout e l’articolo un po’ amaro che ne fa il bilancio)la politica locale (il resoconto del consiglio comunale, i risultati elettorali, le opinioni dei politici raccolte da radio libera) e la politica internazionale (la questione del Nicaragua, Marx...).

Il primo numero del giornale che ha lo stesso nome dell’associazione e un sottotitolo esplicativo - Passe-partout. Una chiave per tutte le culture - esce come numero zero nel marzo del 1983.

In questo numero Salvo scrive un pezzo dal titolo “Il viaggio del papa” e si occupa, nella penultima pagina, di illustrare un’iniziativa di passpartout: l’offerta di libri, con elenco dei titoli e dei prezzi.

Il secondo numero è del maggio 1983. Salvo Basso intervista Umberto Amore su Marx (“Marx: un liberatore da non liberare”, intervista nel centenario della morte) e recensisce un concerto Alberto Fortis a Catania, insieme a A. Nicosia. (Nell’ultima pagina, fumetto di Salvo Basso insieme a Gaetano Contarino, dal titolo L’idealista, una sequenza di cinque vignette che illustrano la crisi del partito comunista: nella prima un sagoma umana con sotto il braccio la falce e il martello; nella seconda la sagoma si fa dare dei soldi da un’altra sagome; nella terza la sagoma tiene i soldi e butta la falce e martello in un bidone della spazzature; nella quarta la sagoma ridipinge il bidone col simbolo della Democrazia Cristiana; nella quinta la sagoma si porta dietro sotto il braccio - come prima - il bidone della spazzatura col simbolo in evidenza.)

Il terzo numero è dell’agosto 1983, interamente dedicato alle elezioni politiche e amministrative del giugno 1983. L’editoriale non firmato presenta il contenuto degli articoli del numero. A cura di Salvo ( e di Pina Agnello e Anna Drago) la trascrizione di alcune interviste su come sono andate le elezioni del 1983. Salvo scrive poi anche la cronaca della prima seduta del consiglio comunale e il resoconto della mostra del libro organizzata da Passe-partout dal 14 al 21 luglio 1983. Nel quarto numero, novembre 1983, manca il sommario e le notizie sulla redazione,da notare una recensione insieme a Gaetano Contarino contro i sequel dei film di successo e i dibattiti e le note di Biagi, Fava, e Placido. Passpartout, come documenta questo numero, organizza anche incontri e mostre:

“Il Gruppo Culturale “passe-Partout” - Scordia t’invita a partecipare all’incontro-dibattito “La cultura a Scordia” Giovedi 24 novembre ’83 - ore 17.00 - Aula Consiliare Relazioneranno i membri del Gruppo”.Seguono citazioni sul termine cultura da: Gianni Brera, Giuseppe Petronio, Nuovo Zingarelli, Dizionario del sapere moderno.

Salvo affronta anche la questione delle controfigure in Flashdance(ogni spunto è buono).

“Una mia amica, Maria Carmela, si è lamentata con me del fatto che la protagonista del film attualmente più visto in Italia, Flashdance, non sia totalmente la protagonista. Cioé: l’operaia viene controfigurata quando balla. Rispondo che questo fa parte del cinema. Ma mi controrispondo (meglio una controrisposta di una controfigura?) che anche gli attori bravi e ballerini fanno parte del cinema. E allora, anziché Flashdance, film di sogno e d’amore, m’invito ad andare a vedere Stayng Alive, dove chi balla è davvero Travolta. Ma la colonna sonora che fra le due vende di più è quella di Flashdance: primo posto proprio come il film. Incauti sociologi parlano già di flescdensmania. Noi, molto più modestamente, speriamo, prima o poi, in una paspart’-mania e cioé in una grandissima richiesta di cultura di vario tipo a Scordia e in una offerta assolutamente corrispondente (meglio se eccedente) alla richiesta, cosa che finora - purtroppo - non è avvenuta. M’informano che i due films su citati hanno in comune l’attrice Cinthia Rhodes, doppiata da Simona Izzo, quella di Fantastico 3 e di Fascination, nonché ex di Venditti (bene in classifica da oltre 2 mesi con circo massimo) che grida “Forza e Grazie Roma”. Proverbio estemporaneo: “Ride bene chi non è ultimo”. Può essere usato dai tifosi del Catania nei confronti dei giornalisti razzisti e dei tifosi delle altre squadre in lotta per la salvezza. [frase cancellata] Purtroppo non c’è spazio per la fine.........(Salvo Basso)”

Manca il quinto numero dove dovrebbe esserci la lettera aperta al sindaco sul problema del comitato di gestione della biblioteca comunale. Il sesto numero è dell’aprile 1984 Dal sommario:Aspettando l’Europa [di Salvatore Arcidiacono, Salvo Basso, Anna Drago]

Esaurita l’esperienza di Passe-partout Salvo confluisce in quella simile di Nadir Anche qui organizzazione di mostre, di fiere del libro, redazione di un giornale con lo stesso nome (e sottotitolo: “l’opposto”).

Salvo ne comincia a far parte nel 1986, dopo aver conosciuto, a una partita a poker, Salvatore Agnello.

Oltre al giornale, che ha vita alterna, l’associazione svolge altre attività e dura almeno fino al 1997, quando, essendo i due membri superstiti - Salvo Basso e Salvatore Agnello - entrambi assessori, decidono di chiudere.

Diverse le attività nel corso di questi anni: organizzazione di mostre - libri, poesia,fotografia, pittura - incontri culturali, rassegne cinematografiche (vedi il documento con il programma della rassegna dell’estate 1987), attività editoriale finalizzata soprattutto alla valorizzazione del patrimonio di conoscenze della città (la maggior parte dei libri sono frutto delle ricerche antropologiche di Nuccio Gambera, fondatore e attuale presidente del museo di Scordia).

I membri dell’associazione collaborano poi, a vario titolo, al giornale cittadino, “Nella città” . E qui troviamo infatti notizia di alcune delle attività svolte dall’associazione dal 1986 al 1992. L’associazione si occupa di presentazione di libri, allestimento di mostre, organizzazione di passeggiate in bicicletta per la rivalutazione del centro storico. Privilegia i cicli di conferenze, gli interventi organici, destinati a lasciare il segno.

Nel n. 5 della rivista “Nella città”, primo anno, ottobre 1989, l’associazione viene presentata con un pezzo a firma della stessa associazione (presidente Salvatore Agnello) e col titolo ”Pensare al vetriolo", presentazione dell’attività “Spiriti del tempo”. Il punto di riferimento culturale è Manlio Sgalambro, ma le questioni sollevate denunciano una conoscenza aggiornata del dibattito filosofico e culturale di quegli anni.

“La maggior parte delle filosofie contemporanee accetta, come punto di non ritorno, l’incenerita fine dei grandi sistemi sintetici e delle prospettive di pensiero onnisciente. La condizione di cui oggi tanto si discute e che si usa definire come post-moderna parte dal riconoscimento di questa fine per aprirsi alla scoperta della molteplicità, delle innumerevoli possibilità di espansione della soggettività creante dei singoli e dei gruppi. Diradatesi le ombre lunghe delle certezze indiscutibili, appare legittimo giocar/si la vita in un caleidoscopio di libertà ermeneutiche, problematicamente, trasformando l’assenza di approdi rassicuranti in innumerevoli parziali punti di forza destabilizzanti l’ordine delle apparenze. L’esperienza storico-esistenziale della negatività, la perdita di un centro di gravità attorno al quale ruotare la propria scia, dispone l’uomo contemporaneo ad una libertà più vera e profonda, nella quale, frantumate le compatibilità di principio, irresponsabilmente - verso queste ultime - sperimentare la pratica di valori, di rapporti umani, di culture, di forme sociali e politiche rispettose delle differenze e perciò tolleranti. Che ci si riconosca o meno in sintonia culturale e/o emotiva con queste premesse, che si voglia o meno opporre ad esse l’opinione di alcuni secondo cui questo pensiero ’assicura un consenso apatico sull’essenziale, raccomanda la rassegnazione alla forza delle cose ed esalta le piccole felicità...pensiero senile di un’epoca fiaccata dal chiasso della storia’ (Orientamenti, Maggio ’88), non muta l’obiettiva percezione di una babelica ricchezza di linguaggi, nella quale, liquido amniotico, sviluppiamo nuovi bisogni, nuove sensibilità, nuove identità sociali sidtanti dal passato quanto distante è ancora in noi la coscienza di tutto ciò. SPIRITI DEL TEMPO è una porta aperta al fuori senso di questo tempo, una serie di incontri promossi da NADIR(del primo dei quali è stata data notizia nel n. 4 di NELLA CITTA’ [serata di sabato 17 giugno, presentazione del libro di poesie di Rino Rocco Russo Le parole, il tempo e l’offesa, con introduzione di Salvo Basso e e presentazione di Maria Attanasio, di cui viene pubblicato il testo “La poesia di Rino Russo”,p.8], come occasioni, pretesti, sospetti di riflessione senza rete. Il tentativo di fare affiorare anime e materie del tempo che viviamo attraverso la conoscenza di filosofi, poeti, storici, artisti che via via ospiteremo in questo laboratorio di intelligenza eterodossa che vorremmo stimolatore di inquietudini e perplessità, giammai soporifero o accomodante. Non un catechismo della “crisi”, SPIRITI DEL TEMPO vuole rappresentare un diario aggiornato di un pensare al vetriolo, dissacrante e discriminatore, non astratto né rassegnato all’azzeramento delle tensioni ideali. Questo tempo, la porzione di vita assegnataci, velenosa e indigesta, possiamo e vogliamo assaggiare quale antidoto (salvifico?) al silenzio e all’omologazione cicutose.”

Seguono le date i temi e le persone degli incontri previsti: Manlio Sgalambro, Mario Grasso, Maria Attanasio. L’articolo riprende poi, con la conclusione: “Non ci riconosciamo nella sagra continua in cui questo paese vive i suoi giorni. Nelle sirene spiegate che annunciano carovane di ciclisti in arrivo, malcelata è l’intenzione di anestetizzare ogni forma di riflessione e di opposizione ai luoghi comuni imperanti. L’impegno, la ricerca culturale, il pensare sistematico, rischiano il ridicolo se non s’impongono un’uscita orgogliosa dalla marginalità ufficiale. Crediamo ancora che attraverso il linguaggio sia possibile decidere della propria capacità e volontà di comprensione e trasformazione della realtà. SPIRITI DEL TEMPO è un tentativo in questa direzione, non il solo.” [L’Associazione culturale ’Nadir’ - Scordia]

Per quanto riguarda gli incontri organizzati: il 17 giugno 1989 incontro con Rino Rocco Russo, autore del libro "Le parole, il tempo, l’offesa", pubblicato da Firenze libri ( Da”Nella città”, n. 4 dell’agosto 1989 ). Ne parlano Salvo Basso e Maria Attanasio.

Nell’autunno dello stesso anno, due incontri organizzati da Nadir nei locali dell’ARCINOVA. Il primo è la presentazione di “le voci tra gli sterpi, volumetto di poesie pubblicato dalla stessa associazione su iniziativa del “Comitato festeggiamenti Maria S.S. Della Stella di Militello”.Il secondo un incontro col filosofo Manlio Sgalambro. Il primo presentato da Salvatore Agnello con letture di poesie da parte, fra altri, di Salvo e il secondo presentato da Salvo.

Nadir dedica molta cura alla pubblicazione di testi.Nell’articolo "Del far libri" - Nella città, anno I, n. 3, Giugno 1989, p. 7 - presentando l’attività editoriale dell’associazione Nadir, appena avviata con la pubblicazione di due volumi - l’associazione rivendica la

“continuità e coerenza di un progetto editoriale che, abbinando la ricerca storica all’esegesi dell’immaginario propria della poesia, senza velleitarismi e con molta modestia, aspira a diventare punto di riferimento di una tensione culturale più vasta, attivando canali di comunicazione e scambio con realtà ed esperienze più avanzate. Compatibilmente con le possibilità finanziarie (scarsissime, al confronto con i fiumi che scorrono alimentando molteplici varietà di forme effimere di “cultura” ) continueremo ad essere editori, intendendo sempre i nostri libri come oggetti utili a trasformare la realtà, ad un vivere migliore e più ricco, con disincanto e ostinazione. Il successo materiale è non rimetterci troppo economicamente. Il successo ideale è la pubblicazione stessa di un libro. Più in là nel tempo, chissà, sapremo a quanto è servito tutto questo”.

Nello stesso articolo appaiono citati i primi titoli pubblicati come “Edizioni Nadir” : L’utopia e il rito - Contributo per una ricostruzione dell’antico carnevale di Scordia (1986) La vita stentata - Casa, lavoro, gioco, magia e festa a Scordia nella I metà del XX secolo (1988) Tu sei Alcibiade, di Rocco Sapuppo, ed. Nadir, 1988, (stampato in sole 50 copie perché per intero impaginato e rilegato a mano). “Le voci fra gli sterpi”, 2 voll., antologia di autori siciliani edita da Nadir (Militello 1989 e 1990). “Frastorni”,antologia di autori siciliani edita da Nadir (Militello 1990).

L’attività era frenetica, immagino fogli di carta sparsi dappertutto, depliant, inviti, fogli dattiloscritti. Nel retro di uno di questi inviti - esattamente il cartoncino del programma di “Scordia Giovani - Estate ’87. cinema, musica, teatro” organizzato dall’assessorato allo Sport, Turismo e Tempo Libero del comune di Scordia in collaborazione con Nadir)ho trovato i seguenti versi:

“i desideri cosa sono/ i desideri, frenati/ come una quinta/ inesistente/ Cosa i mesi i pesi / di giorni di carta,/ scalendariati./ E’ difficile/, lo so - difficile il/ passaggio, il sospiro/ tra maggio e giugno./ Forse un po’ di/ Sun Fog, ci fosse ,/ o una lingua/ armata di luna./

[Il programma culturale di quell’estate, fra cinema (c), musica (m) e teatro (t) è il seguente:

10 luglio ( c )Ai confini della realtà, regia di J.Landis, S. Spielberg, J. Dante, G. Miller

11 luglio ( m ) Boppin Kids in concerto

14 luglio ( c ) Ottobre 1917 regia di S.M. Eisenstein

17 luglio ( c ) Annie di J. Huston

18 luglio ( c ) Ombre rosse regia di J. Ford

21 luglio ( m ) Forhalvada e Markocurioso in concerto

24 luglio ( c ) Il gabinetto del dott. Calligari regia di R. Wiene

25 luglio ( t ) Divertissement dada del Gruppo teatro manipolazioni

28 luglio ( c ) Indians regia di R. Heffron

31 luglio ( c ) L’onore dei Prizzi regia di J. Huston

1 agosto ( c ) Una domenica in campagna regia di B. Tavernier

4 agosto (c ) Speriamo che sia femmina regia di M. Monicelli

7 agosto ( c ) Hiroshima mon amour regia di A. Resnais

8 agosto ( m ) Coftwa e Traditi dalla fretta in concerto

9 agosto ( m ) New Trolls in concerto

13 agosto ( c ) La guerra lampo dei fratelli Marx regia di M. Carey

14 agosto ( t ) Violino ed archi di G. Palumbo ( da A. Savinio) del Gruppo Teatro Molo 2

21 agosto ( c ) Mean Streets regia di M. Scorsese

22 agosto ( m ) Tony Esposito in concerto

25 agosto ( t ) Manifesto di riciclaggio di A. Ajello; Divisioni di A. Cappadonna; interventi musicali della Famiglia Sfuggita

28 agosto ( c ) Metropolis regia di F. Lang

29 agosto ( c ) Il processo regia di O. Wells

Un altro foglio ciclostilato e staccato da altri con cui in origine doveva essere legato parla di una mostra fotografica e contiene la recensione di Salvo alle foto del suo compagno di classe, nonché complice di passpartout, Gaetano Contarino:

Mostra fotografica “Trasfigurazioni” [Sala Comunale ex-Pescheria Scordia dal 30 giugno al 7 luglio 1985. L’associazione Artistico-culturale “Nadir” ha sede in Corso V. Emanuele 8).

di Gaetano Barresi: Il cielo e l’impossibile (recensione di Salvino Millesoli)[....] di Gaetano Contarino : Oltre l’obiettivo (recensione di Salvo Basso)

Oltre l’obiettivo, non credo significhi all’infuori dell’obiettivo ( o contro l’obiettivo), ma in aggiunta all’obiettivo, cioé una ricognizione interna al ’sistema fotografico’ con l’esplicita intenzione di mostrare senza equivoci i propri interessi ed amori, la ineliminabile ’parzialità’ di ogni vero fotografo. Chiamo ’naif’ le foto di Gaetano, non nel senso che il termine ha nella storia (ma quale storia?) dell’arte, ma per indicare l’ingenuità (che non sempre coincide con la ’popolarità’), l’istintività, la semplicità dell’uso che lui fa dei ’trucchi’ fotografici. E uso il termine ’trucchi’ solo per consuetudine. L’impressione che il termine dà infatti (mistificazione, raggiro) non è giusta nei confronti di Gaetano. Non c’è in lui la volontà di sbalordire il fotografo/spettatore ’inesperto’ con immagini ’forti’, ’inconsuete’, ’belle’. L’uso del ’trucco’ in lui non è mai fine a se stesso, ma è strumento per la creazione di un mondo si fortemente soggettivizzato ma anche - per quanto è possibile e nel senso più suggestivo del termine - ’naturale’. Sono senza titolo le foto di gaetano ( e lo stesso titolo della sua sezione è quasi ’banale’, ’ovvio’): la sua volontà di non ’complicare’ ulteriormente le cose (e lui stesso!) e forse di lasciare più ’libero’ lo spettatore di appropriarsi delle sue creazioni (frutto, in ogni caso, soprattutto di fantasia e non di eccessive ricercatezze tecniche). Diventa giusto allora fare questa incursione ’caleidoscopica’ nel mondo fotografico di Gaetano e dire che le sue ’cose’ non sono troppo belle per essere vere, ma belle perché sono vere. Un’ultima cosa: qualcuno potrebbe chiedersi la possibilità in termini di trasformazione socio-culturale di foto così (apparentemente) ’evasive’ dal reale. Una risposta completa comporterebbe un lungo discorso sul ’fantastico’ che è qui impossibile fare. Cito solo le parole di uno psicologo contemporaneo, J.L. Singer “La fantasia”: il fondamento della serenità”. (Salvo Basso)

Salvatore Garufi, nella sua testimonianza - pubblicata col titolo "Geografia poetica di Salvo Basso" nel volume degli atti del primo convegno di studi sulla poesia di Salvo Basso, pubblicato da Prova d’autore nel 2003, dà notizia di altre iniziative di Nadir:

nel 1990 Nadir organizza il convegno Ombre e distanze (titolo scelto da Salvo). Nel depliant le parole di Salvo: “La storia è finita, sta finendo. O non è mai cominciata. In tutte le avventurose avventure che ci hanno raccontato dov’è o cos’è la verità?” “Ombre: perché quando la luce finisce tutti i corpi ci sembrano ugualmente opachi. E distanze: tutto ciò che ci differenzia irrimediabilmente da questi tempi e dai malsensi comuni. Infine, distanze d’insicurezza: per non evitare mai le collisioni del pensiero” Nel 1991 la rassegna di fotografie dal titolo "Di immagini e parole". (a questo proposito ancora Garufi:”Da lì venne la sorprendente attività del Salvo fotografo. Stampò opere che vanno oltre le arti visive ed oltre la poesia". Queste opere sono raccolte nel libro "O scuru. Fotografie di Salvo Basso", Prova d’autore, 2003. E’ possibile vedere alcune di queste opere al museo di Militello).


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