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1938 -1948

Per cominciare: il testo proposto dal gruppo didattico dell’Issico con i temi per la ricerca.
di Redazione Sherazade - giovedì 29 novembre 2007 - 4966 letture

1938-1948: un decennio che per la storia d’Italia ha comportato sia la politica persecutoria delle discriminanti leggi razziali del regime fascista che l’inizio della vita democratica sotto l’egida della Costituzione. La ricorrenza di questi due eventi si aggiunge, nel 2008, al significato del 27 gennaio, “Giorno della memoria” in cui, nel 1945, Auschwitz è liberato dalle truppe sovietiche. L’ISSICO propone agli studenti due piste di lavoro, su cui esercitare la riflessione del nesso tra storia e democrazia.

a) I massacri e i genocidi subiti da numerose popolazioni lungo il 1900 sono frutto di meccanismi storici di portata così profonda da poter agire anche sulla società a noi contemporanea. Tali eventi si collocano in momenti di crisi politica ed economica cui il potere statale ovvia dirottando sui diversi e sugli emarginati le conflittualità sociali: verso questi gruppi, individuati come responsabili dei malesseri, si realizza discriminazione, se non eliminazione, presentata come necessaria per riabilitare la nazione e ripristinare il benessere della popolazione. In realtà, permanendo e peggiorando le vere cause della crisi, il tessuto sociale si erode e si prepara a ulteriori violenze. Bisogna non dimenticare, allora, e riflettere sul nefasto esito di tali strategie, per aumentare la personale consapevolezza democratica e riuscire ad opporsi al sempre possibile ritorno del passato.

b) I valori della Costituzione, emersi dalla Resistenza e dalla esperienza del fascismo, sono uno dei fronti su cui si cimenta il valore civile dello studio e dell’insegnamento della storia ed il piano concreto in cui la “storia”, la vita degli uomini nel passato, si fa contributo diretto e produttivo di progresso e democrazia nel presente anche attraverso la costruzione condivisa, fra giovani e adulti, di una cittadinanza attiva unico vero argine contro il ripetersi dell’orrore


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