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sto bene


“Stai male, malissimo. Cosa credi che il mondo ruoti attorno a te? Che solo tu abbia il diritto di lamentarti? La tua coscienza se ne va, ti manda affancuolo”. Mi sveglio di colpo, sole in faccia e idee confuse.

un racconto breve, in 2500 battute, per AnonimaScrittori. Progetto Modica Quantità-pillole di follia


sabato 9 febbraio 2008, di Tano Rizza - 312 letture

“Stai male, malissimo. Cosa credi che il mondo ruoti attorno a te? Che solo tu abbia il diritto di lamentarti? La tua coscienza se ne va, ti manda affancuolo”. Mi sveglio di colpo, sole in faccia e idee confuse. Resto immobile sul letto, a pensare che un sogno del genere poteva anche rovinarmi la giornata, giusto oggi che ho l’esame. Ma è un sogno, solo un sogno. Mi alzo da letto, e mi sento leggero. Tranquillo,addosso ho una strana sensazione di benessere.

Il mio coinquilino è già sveglio, sta facendo il caffè, in cucina. La tv è accesa, il volume alto, troppo. Fastidioso. Dico al mio coinquilino di abbassare, mi sorride acido, e non fa niente. Non mi lamento. Non ci penso tanto, prendo la tv e gliela lancio addosso. Lo centro in piena faccia, cade attera, la tv sopra di lui distrutta. Si alza, mi guarda, e mi dice che sto male. Il caffè è pronto, lo sorseggio ed esco di casa. Prendo il motorino, il portiere mi guarda, e come ogni giorno mi regala la sua carica di acidità. Mi fissa e mi urla contro che la mia vita è bella, che è facile essere studenti. Non ci penso tanto e lo mando cortesemente affanculo, a lui e famiglia.

Sono le 11, arrivo all’università. Scendo dal motorino, parcheggio. Corro che sono in ritardo. Sbatto contro un ragazzo, lui mi guarda male, e borbotta qualcosa che non afferro. Mi avvicino a lui, lo spingo, cade per terra. Poi, lo mando affanculo, -stai male- mi urla contro.

Entro in aula, il professore sta facendo esami, il mio turno è passato. Mi avvicino alla cattedra - prof. mi ha saltato, tocca a me - mi guarda e mi dice che no, adesso devo aspettare la fine degli esami e se resta tempo mi interroga. - Sti cazzi - dicoio - ho studiato per un mese e adesso le vomito tutto quello che so, qui e ora. Il prof. alza lo sguardo, e mi dice di uscire subito dall’aula. Io gli dico di alzarsi dalla sedia, che così mi vien meglio spaccargli la faccia. Lui mi guarda con aria di sufficienza, io mi avvicino. Butto giù dalla sedia la tipa che è sotto esame, lei mi guarda e mi dice - stai male - Mi siedo. Il prof mi dice che se non mi alzo subito chiama la sicurezza. Lo faccia – dico io. Lo fa. Arrivano due in divisa, si avvicinano a me. Di scatto dò un ceffone in faccia al prof. I due in divisa mi saltano addosso e iniziano a picchiarmi, di gusto. Gli studenti in aula vanno in delirio, applaudono. Qualcuno urla, qualcuno dice che sto male. Il mio trionfo. Mi sento bene. Inutile lamentarsi.


http://www.anonimascrittori.it/modica/viola/Bene.php

un racconto breve, in 2500 battute, per AnonimaScrittori. Progetto Modica Quantità-pillole di follia

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