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Sette: nel furgoncino


Il viaggio all’interno del furgoncino della polizia ha qualcosa d’irreale. Nick e seduto in un angolo, legato, imbavagliato e bendato...
giovedì 27 aprile 2006 , Inviato da Tano Rizza - 4000 letture

Il viaggio all’interno del furgoncino della polizia ha qualcosa d’irreale. Nick e seduto in un angolo, legato, imbavagliato e bendato. Con lui altre tre persone dalla pelle scura, due poliziotti e tanto silenzio. Passa più di un’ora ma il furgoncino non si ferma, passa un’altra mezzora, ma niente, il viaggio continua. Nella mente di Nick si fa palese che la destinazione finale non è la caserma cittadina, si preoccupa, ma non può ne parlare ne vedere. Può solo aspettare, in muto e cieco. Passano più di due ore e il furgoncino, finalmente, si ferma.

Nick viene sbendato, di fronte a se ha un palazzone anonimo, non è la caserma londinese. I due poliziotti lo afferrano con forza e lo trascinano in un ingresso secondario. Lo lasciano li, a terra, per un paio di minuti con i cani poliziotto che li respirano addosso, è ancora con gambe e braccia legate. Arrivano due uomini in abiti civili che salutano i poliziotti, si scambiano un paio di battute e si allontanano. Nick è solo, i suoi due compagni di viaggio non si vedono più, con ogni probabilità sono rimasti all’interno del furgoncino diretti altrove. Arriva un terzo uomo, si avvicina a Nick, lo slega e lo invita ad alzarsi e seguirlo.

Nick è frastornato. Segue l’uomo e inizia percorrere un lungo corridoio bianco, nel silenzio. L’uomo si gira verso Nick e lo invita ad entrare in un’anonima stanza. Nick entra, ad aspettarlo i due uomini che ha intravisto all’ingresso. Sono seduti ad una scrivania, tutto attorno scaffali di libri, e quadri di dubbio gusto. Nick capisce che è finito dentro qualcosa di più grosso di lui. Ma non si scompone, non vuole dare a vedere ai due tizi che è spaventato.

Ispettore- Sappiamo chi sei

Nick- Bene allora lasciatemi andare

Ispettore - Sei in stato di fermo per l’attentato all’aeroporto

Nick- State scherzano?

Ispettore- Ti senti in posizione di rivolgerti con qual tono a noi?

Nick- Non so che cosa volete da me, ma io voglio subito il mio avvocato

Ispettore- Non hai capito, nessuno sa che sei qui, non sei stato arrestato

Nick - Se non sono in stato d’arresto sono libero di andare Ispettore- Forse ancora non hai capito, ci sono stati due attentati nel giro di poche ore e tu sei in stato di fermo per questo

Nick- Su quali basi?

Ispettore- Non ti è dato saperlo, eri nei due luoghi dell’attentato, ti basta questo? Portatelo via

Il secondo uomo si avvicina a Nick, lo afferra per un braccio e lo costringe forte. E, con fare deciso lo conduce fuori dalla stanza. Sempre tenendolo forte per il braccio lo costringe a seguirlo, scendono una prima rampa di scale, una seconda, poi un terza. Nick non so che fare. L’uomo apre una porta e intima a Nick di entrare. Nick entra, è nel sotterrano di quello strano palazzone, di nuovo sottoterra. Ma quella che si apre davanti a lui non è una cella, sembra più che altro un laboratorio informatico....


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