L’angelo di Edith Stein nell’ultimo libro di Giuseppe Pulina


L’angelologia non è un interesse marginale del pensiero contemporaneo e non è nemmeno una tentazione da moda new age. Lo dimostra l’attenzione che tanti filosofi del nostro tempo hanno dedicato alla figura dell’angelo.


di pietro g. serra pubblicato il 20 agosto 2008

L’angelo di Edith Stein nell’ultimo libro di Giuseppe Pulina

L’angelologia non è un interesse marginale del pensiero contemporaneo e non è nemmeno una tentazione da moda new age. Lo dimostra l’attenzione che tanti filosofi del nostro tempo hanno dedicato alla figura dell’angelo. Tra questi c’è Edith Stein, la filosofa ebrea, allieva di Edmund Husserl, convertitatasi al cattolicesimo e, sul modello di santa Teresa d’Avila e san Juan de la Cruz, fattasi monaca carmelitana prima di morire ad Auschwitz nel 1942. Di lei, della sua passione per l’angelologia, e non solo, si parla nell’ultimo libro di Giuseppe Pulina. I

l libro s’intitola “L’angelo di Husserl” (Zona editore, Civitella in Val di Chiana, 2008, pp. 126, euro 14,00 – ISBN 978-88-95514-475) e, come recita il sottotitolo, vuole essere un’introduzione a Edith Stein, pensatrice affascinante, ma non sempre facile, buon viatico speculativo per chi vuole costruire un pensiero della Shoah che tenga conto anche della posizione e del tormento degli ebrei cattolici.

Vita e pensiero, come dimostra Pulina nel suo libro, costituiscono in Edith Stein un binomio inestricabile. Non poteva essere altrimenti per una filosofa che aveva deciso di sperimentare la Croce ancor prima di finire i suoi giorni ad Auschwitz. Ma in che cosa consiste la forza dell’opera di Edith Stein, interprete autentica di istanze spirituali tra le più estreme? Numerose furono le rotte della sua ricerca: gli studi sull’empatia, l’esigenza di conciliare il rigore scientifico della fenomenologia husserliana con la riscoperta di Tommaso d’Aquino, l’interesse per l’angelologia, la fiducia in una filosofia perenne capace di rinnovamento e la tematizzazione straordinariamente profetica del motivo della Croce, suggeritole dall’attenta lettura delle opere di san Juan de la Cruz.

Occuparsi di Edith Stein significa anche poter cogliere i tanti raccordi tra il suo pensiero e alcune delle maggiori personalità intellettuali del nostro tempo, come Max Scheler, Simone Weil, Gerda Walther e Maria Zambrano, fonti - dirette e ipotizzabili - di un percorso filosofico tra i più originali e ispirati di tutto il Novecento. Per una lettura d’assaggio è consigliabile il trailer messo on line dall’editore. Ecco il link: http://www.editricezona.it//langelodihusserl.htm

Ritorna al formato normale

Stampa l'articolo