Salvare la Scuola Superiore di Catania


Rischia di chiudere una delle migliori realtà formative della città


di Alberto Giovanni Biuso pubblicato il 26 luglio 2008

Non sono lontane, ci toccano, cambiano la nostra vita, la peggiorano. Sto parlando delle decisioni che il Governo insediato in Italia da pochi mesi sta assumendo. Il Decreto-Legge 112/08 del 25 giugno 2008 sta infliggendo un colpo mortale alle nostre Università. Vi si stabilisce, tra l’altro, che per ogni cinque docenti che andranno in pensione verrà assunto un solo nuovo professore (con ovvie e rovinose conseguenze sulla didattica...) e la trasformazione degli Atenei in Fondazioni. Chi non otterrà finanziamenti da banche, aziende, industrie, rischia la chiusura. Il progetto, sin troppo trasparente, è quello di abbassare il livello delle Università pubbliche a favore di pochi, carissimi e sedicenti “migliori” Atenei privati. (Per documentarsi su questo tema, rinvio al sito dell’Andu).

Le Facoltà umanistiche saranno chiaramente le prime vittime (quale azienda finanzierà mai degli studi sulla filosofia di Platone, sul Diritto costituzionale, sulla poesia di Giuseppe Ungaretti?). Ma non sono le uniche. Una delle più prestigiose e innovative istituzioni catanesi forse dovrà cessare di esistere. La Scuola Superiore di Catania è, insieme all’ISUFI di Lecce, l’unico esempio di Scuola di Eccellenza al Sud. È un istituto di alta formazione, di perfezionamento degli studi universitari e di avvio alla ricerca, i cui risultati sono ampiamente confermati dalle numerose pubblicazioni prodotte dai suoi studenti. Gli allievi della Scuola, oltre a seguire le lezioni dell’Ateneo di Catania, frequentano dei corsi interni aggiuntivi che contribuiscono a elevare il loro livello di preparazione, devono conseguire una media non inferiore a 27/30, sono finanziati dalla Scuola per lo svolgimento di attività di ricerca all’estero.

E tuttavia, a dieci anni dalla sua nascita, la Scuola rischia adesso di non avere fondi a sufficienza per bandire il concorso per l’anno accademico 2008-2009. Gli studenti hanno scritto una petizione con la quale chiedono di non distruggere una delle pochissime occasioni di alta formazione che ci sono in Sicilia.

Invito i lettori di Girodivite, siciliani e no, a firmarla.

www.biuso.it

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