Dopo il pianto non facciamo sbollire la rabbia


"Dopo che sono stati sepolti i lavoratori uccisi alla ThysseneKrupp, dobbiamo continuare a gridare che la precarieta’, la flessibilita’, la competivita’, l’aumento degli orari di lavoro, lo sfruttamento UCCIDONO"


di Letizia Tassinari pubblicato il 19 dicembre 2007

DAL VOLANTINO DI RETE 28 APRILE, nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale:

" Dopo che sono stati sepolti i lavoratori uccisi alla ThysseneKrupp, dobbiamo continuare a gridare che la precarieta’, la flessibilita’, la competivita’, l’aumento degli orari di lavoro, lo sfruttamento UCCIDONO.

In questi giorni tutti hanno pianto i morti di Torino, quanta solidarieta’ ma anche quanta ipocrisia! Sappiamo tutti che questi e tutti gli altri lavoratori e lavoratrici uccisi sul lavoro non hanno perso la vitra per causa del destino, ma per precise responsabilita’ delle imprese e per la non curanza e l’inefficienza dei poteri pubblici.

La difesa della salute passa attraverso salari giusti, lavoro sicuro e non precario, orari umani e tempi di lavoro accettabili. Tutto questo oggi non c’è perche’ in tutti i luoghi di lavoro un’organizzazione della produzione tesa al massimo profitto nel piu’ breve tempo possibile consuma e distrugge la salute e la vita delle persone. Per dire basta bisogna cambiare davvero il modo di lavorare, deve finire il ricatto : " o mangi questa minestra o salti dalla finestra", cioè le imprese devono essere costrette a rinunciare al supersfruttamento del lavoro. Per ottenere questo devono intervenire i poteri pubblici, con la prevenzione e la repressione, senza connivenze e senza indugio e punendo con il carcere chi è responsabile di omicidi sul lavoro.

Dopo il pubblico cordoglio non vogliamo piu’ parole ma fatti e i fatti sono che le imprese, i poteri pubblici, il governo devono considerare la persona che lavora prima di tutto, prima della produzione, prima del profitto, prima del mercato.

Non si deve piu’ scambiare il diritto alla salute e alla sicurezza con il diritto al posto di lavoro.

Nei luoghi di lavoro bisogna lottare per la salute e la vita: se c’e’ un rischio denunciamolo, fermiamoci, non lavoriamo e non facciamo lavorare.

Nel sindacato ci deve essere la massima intransigenza nella difesa della salute dei lavoratori, senza subire ricatti, pressioni, mincacce da parte delle imprese. Chiediamo a Cgil, Cisl, Uil lo sciopero generale per la salute e la sicurezza sul lavoro.

FERMIAMO IL PAESE PER FERMARE LA STRAGE"

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