Addio a Gabriella Ferri


Gabriella Ferri aveva interpretato nella vita e nella canzone televisiva il ricordo della borgata, le atmosfere di un mondo antecendente la guerra.


di Sergej pubblicato il 4 aprile 2004

La morte di Gabriella Ferri. Per chi ha Roma nel sangue, una notizia triste. Gabriella Ferri era più che una cantante. Con la sua voce roca, tragica, era diventata il simbolo della città. Una città straziata dalla modernità. Gabriella Ferri aveva interpretato nella vita e nella canzone televisiva il ricordo della borgata, le atmosfere di un mondo antecendente la guerra ("a me mà rovinato a guera").

Nata nel 1941 a Roma, aveva iniziato la carriera negli anni Sessanta, ottenendo grandi consensi con la rivisitazione dei successi della canzone romana. Con "La società dei magnaccioni" arrivò a vendere un milione e 700 mila copie. Gabriella Ferri rimane un caso unico di artista che rimasta coerentemente fedele alle sue origini d’interprete folk riuscita a portare la sua arte al grande pubblico anche quello televisivo e, soprattutto, a rimanere nell’affetto della gente anche a dispetto delle mode e dei cambiamenti di stili e di epoche.

Aveva cominciato all’Intras Club di Milano negli anni 60: poi al Bagaglino di Roma ha trovato il palcoscenico da dove cominciare la sua avventura con gli stornelli romani. Poi con il successo sono arrivate anche le apparizioni in televisione dove il suo temperamento naturalmente teatrale ha trovato l’evoluzione ideale: erano gli anni Settanta ed erano ancora i tempi dei grandi varietà televisivi come Senza rete e Dove sta Zazà dove con Sempre, la sigla di chiusura, ha lasciato una delle pagine più belle della storia della musica italiana in televisione. Sono venuti poi titoli famosi come Mazzabubù, Giochiamo al varietà e, più di recente, nell’ambito di uno dei suoi tanti "ritorni", Biberon.

Oltre alle più famose canzoni della tradizione romana Gabriella Ferri ha anche saputo interpretare in modo personale e profondo anche quelli della tradizione napoletana, l’altro grande patrimonio della nostra cultura popolare. Se tu ragazzo mio, Ciccio Formaggio, Lassatece passà, Rosamunda, Tutti al mare, Vecchia Roma sono alcuni dei titoli più famosi di Gabriella Ferri che ha nel suo curriculum anche un’apparizione al Festival di Sanremo in coppia con Steve Wonder con il quale cantò Il sole è di tutti.

Poi la depressione, i momenti difficili, la partenza per l’America, l’esilio volontario nel viterbese, la lunga assenza dalle scene inframmezzata da qualche rara apparizione televisiva. Gabriella Ferri è rimasta uno spirito libero che non riusciva a trovare un posto nella scena attuale. Non è un caso che siano stati numerosi i musicisti delle nuove generazioni che hanno voluto o tentato di collaborare con lei, primi tra tutti alcuni componenti della Piccola Orchestra Avion Travel. La pubblicazione poco tempo fa del suo ultimo disco, Ritorno al futuro aveva fatto sperare in un autentico ritorno, ma così non è stato.

Se Anna Magnani ha dato volto a Roma nel cinema, Gabriella Ferri ha dato voce a questa città. Entrambe, il "core", il sangue, l’emozione.

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