Internet? Un luogo di condivisione


Abbiamo scelto internet. Quindi la risposta ad una recente domanda che ci siamo posti non può che essere affermativa: dal Web alle coscienze è un itinerario possibile!


di Simone Olla pubblicato il 12 novembre 2006

Abbiamo scelto internet. Quindi la risposta ad una recente domanda che ci siamo posti non può che essere affermativa: dal Web alle coscienze è un itinerario possibile!

Internet è un medim di massa diverso da quelli che fino ad oggi abbiamo conosciuto. La sua diversità risiede nella libertà di accesso al mezzo stesso: a differenza della televisione, della radio o dei giornali, tutti quelli che hanno accesso ad un collegamento possono aprire un sito internet e così dire la loro, fare musica o improvvisarsi videomaker. Pasolini riferendosi alla televisione diceva che il medium di massa non può che mercificarci e alienarci. Egli metteva in luce il rapporto gerarchico e non partecipato che una qualunque persona ha con il medium televisione: nel momento in cui qualcuno ci ascolta dal video, ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore, che è un rapporto spaventosamente antidemocratico.[1] Ovviamente questo rapporto non partecipato lo si può riscontrare anche con la radio e i giornali. E se vogliamo anche su internet, ma con alcune differenze che non possono essere taciute.

Internet permette la condivisione contemporanea della notizia a tutti gli utenti interessati; e per condivisione si intende una condivisione totale esplicitata in luoghi (per esempio i forum o le semplici e-mail) nei quali si discute la notizia. Ciò non può accadere negli altri medium di massa in cui la notizia o il commento sono dati una volta per tutte. Ovviamente dietro un auspicio di condivisione e partecipazione ci deve essere la volontà della persona; dalla persona dovrà partire l’input per il ritorno ad una dimensione locale della vita, e paradossalmente questa opportunità ci viene offerta da un mezzo di comunicazione di per sé globale: internet. La comunicazione globale ci aiuterà ad uscire dal silenzio locale in cui siamo piombati, e se lo vogliamo ci permetterà di tornare ad una comunicazione locale. Internet infatti non ci mette in comunicazione solo con il più lontano, ma anche con il più vicino.
Abbiamo scelto internet in quanto luogo di condivisione partecipata e quindi luogo di coscienza.

La strada metapolitica non può fare a meno di un mezzo come questo: nel mondo delle reti, nella rete per definizione, la creazione di reti che corrono lungo le forme d’arti, l’associazionismo, il volontariato, potrà rivelarsi incubatoio per un ritorno alla politica. Questo ritorno evidentemente è di là da venire per quel che ci riguarda, e forse nemmeno riusciremo a vedere e toccare i frutti dei nostri sforzi. Siamo comunque convinti che la strada sia questa, dal web alle coscienze.

NOTE [1] Pasolini intervistato da Enzo Biagi, fonte rai.it

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