L’eutanasia secondo la chiesa Cattolica


La posizione ufficiale della chiesa Cattolica è contro l’eutanasia.


di Redazione pubblicato il 30 settembre 2006

Una definizione ponderata di "eutanasia" — abitualmente citata anche da autori che non condividono le valutazioni etiche del magistero cattolico — si trova nella Dichiarazione sull’eutanasia "Iura et bona", pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 5 maggio 1980, al n. 6: "Per eutanasia s’intende un’azione o un’omissione che di natura sua, o nelle intenzioni, procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore. L’eutanasia si situa, dunque, al livello delle intenzioni e dei metodi usati".

La Chiesa Cattolica è schierata molto nettamente contro l’eutanasia attiva e il suicidio assistito, pur non considerando nessuna di queste due pratiche equivalente all’omicidio (o analoga all’aborto). Viceversa, contempla la possibilità dell’eutanasia passiva qualora questo si possa configurare come interruzione dell’accanimento terapeutico, lesivo della dignità umana. Una sintesi della posizione cattolica viene fornita dalla Pontificia Accademia per la vita come segue:

Nell’immediatezza di una morte che appare ormai inevitabile ed imminente "è lecito in coscienza prendere la decisione di rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita" (cfr Dich. su Eutanasia, parte IV), poiché vi è grande differenza etica tra "procurare la morte" e "permettere la morte": il primo atteggiamento rifiuta e nega la vita, il secondo accetta il naturale compimento di essa (9 dicembre 2000).


Nell’Antico Testamento viene citato il caso di un suicidio assistito: quello del Saul (I Samuele 31:4): un soldato uccide Saul su sua richiesta; ma David in seguito condanna a morte il soldato per omicidio.

Il tema dell’eutanasia appare nei Vangeli soprattutto in relazione alla sofferenza di Gesù crocifisso. Matteo (Vangelo secondo Matteo 27,33) descrive un tentativo di avvelenare Gesù sul Golgota, col vino mischiato a fiele (anticamente si riteneva che il veleno del serpente, l’aspide, fosse contenuto nel suo fiele). Giovanni, che era medico, dice che i soldati, inzuppata una spugna nell’aceto e postala in cima a una canna d’issopo, la spinsero sulla bocca di Gesù. Questo gesto, che viene generalmente interpretato come un atto di disprezzo e di crudeltà dei soldati verso Gesù (assetato), potrebbe invece essere letto come compassionevole: l’aceto infatti provoca rapida acidosi metabolica, perdita della coscienza, coma acidosico e morte. Quando Gesù ebbe preso l’aceto, esclamò: "Tutto è compiuto!" (oppure "Padre, nelle tue mani, raccomando lo spirito mio" secondo Luca) e morì.

In generale, comunque, il Vangelo non sembra commentare questa vicenda da un punto di vista morale (né, per altro, quella del suicidio di Giuda Iscariota). Le posizioni cristiane sul tema dell’eutanasia derivano quindi soprattutto dall’applicazione indiretta di princìpi e insegnamenti più generali.


Fonte: Wikipedia.org

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