La Cdl voti D’Alema e l’Unione non toccherà le leggi ad personam


"Una volta eletto Presidente della Repubblica, D’Alema, (e di conseguenza anche i Ds), dovrà essere "super partes", per cui diverrà un "agnellino" buono ed innocuo..."


di alberto giugioni pubblicato il 7 maggio 2006

Come avrebbe reagito il popolo della sinistra se la Casa delle Libertà avesse candidato a Presidente della Repubblica un Gianfranco Fini o un Silvio Berlusconi? Sicuramente , e , giustamente, avremmo parlato di dittatura. Credo che la maggior parte dei cittadini solo all’idea di vedere D’Alema Presidente della Repubblica storce il naso. E’ davvero difficile capire. Perchè ostinarsi su di un nome che divide?

Evidentemente, l’Unione sente il bisogno di "sistemare" il presidente dell’maggior partito del centrosinistra, quello dei Ds, rimasto ancora senza poltrone.

A parte l’antipatia innata di D’Alema, viene da domandarsi quali siano i meriti civili per i quali debba essere eletto Presidente della Repubblica. Ha fatto la Resistenza? No. E’ tra i firmatari della Costituzione? No.

Nella sua vita ha fatto solo il dirigente di Partito ed il velista.

E chi a destra lo coccola come Giuliano Ferrara, lo fa solo per opportunità: uno come lui meglio averlo come amico.

Tradotto: una volta eletto Presidente della Repubblica, D’Alema, (e di conseguenza anche i Ds), dovrà essere "super partes", per cui diverrà un "agnellino" buono ed innocuo.

Cosa ancora più preoccupante è il fatto che per raggiungere l’accordo sull’elezione di D’Alema, si potrebbero raggiungere dei patti su Riforme e Giustizia tra Polo e Unione.Basti leggere i titoli dei giornali del Cavaliere ((L’Unione prova a scongelare il Polo con Giustizia e riforme bipartisan ) il Giornale.

Tutto questo sarebbe assurdo. Comunque sia ormai mancano poche ore, tra qualche giorno conosceremo il nome del nuovo presidente della Repubblica. Ci sarà da ridere,anche questa volta...

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