Gli ospedali malati siciliani


Non c’è Pronto Soccorso in Sicilia che non abbia gli organici dimezzati per carenza di medici e infermieri. E alcuni ospedali potrebbero chiudere.


di Luigi Boggio pubblicato il 2 agosto 2022

Non c’è Pronto Soccorso in Sicilia che non abbia gli organici dimezzati per carenza di medici e infermieri. Sappiamo tutti che sono i nostri salva vita e l’anima degli ospedali per i ricoveri. Dall’emergenza passano dal 60 al 70% dei ricoverati nei vari reparti ospedalieri. Alcuni ospedali potrebbero chiudere, per fare un esempio, come quello di Lentini.

Prima della pandemia, 2019, gli accessi al Pronto Soccorso hanno sfiorato i 30 mila pazienti; di questi, cinque mila sono stati ricoverati nei vari reparti su sette mila complessivi. Il 70% è passato dal pronto soccorso il restante 30% proviene dall’attività dei medici ospedalieri e del territorio.

In questi giorni ho letto non pochi articoli sul nostro nosocomio alcuni condivisibili altri fuori dalla realtà. Sugli organici dei pronto soccorso, non potendosi inventare i medici, bisogna che l’assessore Razza emana un provvedimento transitorio urgente riguardante tutte le aziende sanitarie per l’utilizzazione di medici e infermieri di altri reparti. Lo impone la gravità e la drammaticità dell’emergenza. Da servire anche da tutor per i giovani specializzandi.

Una possibilità transitoria per andare oltre ad una diversa organizzazione ospedaliera e territoriale in rapporto ai bisogni reali della popolazione e ai processi in atto nelle province e in quelle viciniori. Nella nostra collocazione ce la dobbiamo vedere con l’ospedale San Marco (Catania), quello privato Humanitis, il pubblico di Ragusa, Villa Salus alle porte di Siracusa e il Sant’Alfio Hotel (Lentini) dello stesso proprietario che probabilmente diverrà un centro specialistico multidisciplinare.

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Interno di ospedale

L’unica risposta che abbiamo, che non riguarda solo noi ma anche l’ospedale di Augusta se non vuole perire, è l’integrazione dei due nosocomi per farne uno di buon livello. Questa proposta è venuta fuori nel corso della discussione sulla rete ospedaliera alcuni anni fa. Buona l’idea, ma non è realizzabile in quanto ognuno se ne deve stare all’ombra del proprio campanile. L’ombra è piacevole fino a quando dura, ma uno può anche bruciarsi se capitano giornate come in questo periodo.

Si capirà? non credo, però bisognerà riproporla facendo un lavoro di raccordo con le amministrazioni interessate ad iniziare con quelle di Augusta e di Lentini. Un lavoro per potenziare, qualificare, dare prospettive professionali per non fuggire e non per perire lentamente.

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